Cividale, bande in concerto per la “Corsa per Haiti”: atteso il grande Paolo Bettini

Un evento sportivo, uno “spot” di promozione turistica per Cividale e le Valli del Natisone e del Torre, e infine – ma non meno importante – un invito a non dimenticare Haiti, dove nella quasi totale indifferenza dei media di tutto il mondo e delle cosiddette grandi potenze continua una tragedia umanitaria di dimensioni spaventose. Sarà tutto questo, e molto di più, la “Corsa per Haiti”, XXXI edizione, prova del campionato nazionale Acsi Fondo e medio-fondo organizzata dalla Asd Chiarcosso Help Haiti che verrà disputata domenica 19 maggio con partenza e arrivo a Cividale.

Il percorso – anzi i due percorsi, uno di 96 chilometri, l’altro di 142 – verranno presentati sabato 27 aprile, dalle ore 17.30, al Teatro Adelaide Ristori. Sarà un vero e proprio evento, dal titolo “Un concerto per Haiti”, che vedrà salire sul palco la Banda “Città di Asti” e la Fanfara Veci Julia 1996. Nella presentazione della corsa e degli eventi collaterali, il patron della società organizzatrice, Sante Chiarcosso, sarà affiancato da Paolo Bettini, campione olimpico e due volte del mondo di ciclismo su strada e, in tempi più recenti, commissario tecnico della Nazionale italiana di specialità.
L’ingresso è libero, compatibilmente con la capienza del teatro. Le offerte raccolte verranno destinate – come del resto avviene da 30 anni per il ricavato della manifestazione sportiva – all’invio di aiuti umanitari alla popolazione di Haiti. L’evento avrà un seguito nella mattinata di domenica prossima, quando la banda “Città di Asti” ed il Corpo Bandistico “Città di Cividale” suggelleranno il loro gemellaggio con un concerto in piazza Paolo Diacono.

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In copertina, il campione del mondo di ciclismo Paolo Bettini e all’interno la Fanfara Veci Julia 1996 e la Banda “Città di Asti” che suoneranno sabato a Cividale.

Trieste, ricordato a palazzo Rittmeyer l’Eccidio di 80 anni fa: una memoria che aiuti a costruire un futuro di pace

Sono passati esattamente 80 anni dal tragico Eccidio di via Ghega, quell’indimenticato 23 aprile 1944 quando a Palazzo Rittmeyer – oggi sede del Conservatorio Giuseppe Tartini, allora requisito dalle autorità germaniche di occupazione e trasformato nel Soldatenheim, la “Casa del soldato” – scattava la feroce rappresaglia nazista di cui sono rimaste raccapriccianti testimonianze fotografiche che mostrano i corpi di 51 cittadini civili, penzolanti dallo scalone interno del Palazzo, alcuni appesi anche dalle finestre della facciata, in modo che i cadaveri fossero esposti come monito alla pubblica vista.

Nella mattinata di ieri il messaggio che si levava dalla commemorazione istituzionale al Conservatorio Tartini era forte e toccante: “la memoria dei tragici eventi del passato sia la consapevolezza per costruire un futuro di pace“. Questo il messaggio arrivato attraverso gli interventi di tutti i partecipanti, a cominciare dal sindaco Roberto Dipiazza, intervenuto nelle fasi iniziali della cerimonia, per la deposizione delle corone delle municipalità di Trieste e Postumia all’esterno di Palazzo Rittmeyer. Il collega di Postumia Igor Marentič ha ricordato, invece, che «il tragico eccidio avvenuto 80 anni fa in questo edificio non va dimenticato, è nostro dovere ricordare non soltanto per rendere omaggio alle vittime, ma anche per avere questo come monito per il futuro e per le nostre future generazioni. Il fatto che oggi qui ci siano tanti giovani a ricordare questi tragici eventi è un viatico molto positivo per il futuro e ci auguriamo che questi fatti non debbano più ripetersi».
Il direttore Sandro Torlontano ha quindi introdotto gli interventi nell’aula magna, sottolineando che «il Conservatorio Tartini è un’istituzione che raccoglie 645 studenti di cui un terzo sono stranieri, rappresenta 33 Paesi del mondo ed è un esempio di integrazione. Noi con l’arte, la cultura e la musica vogliamo dare questo messaggio fortissimo di pace ai nostri studenti, a tutte le generazioni, affinché questi episodi non accadano più». «Il Conservatorio è un luogo di musica, di arte e di bellezza – ha aggiunto la presidente Daniela Dado –. Oggi tra noi ci sono idealmente anche i cittadini che sono stati trucidati. Io li voglio vedere vivi, vivi per lanciare un messaggio: il crinale tra barbarie e civiltà è molto labile, tra la vita è la morte c’è un soffio. Prima nella lettura dei testi di Roberto Spazzali, tra le varie cose, è stato detto che queste persone che non ci sono più non hanno avuto la possibilità di avere un futuro. Oggi il futuro glielo diamo noi, con questa cerimonia, col fatto di vederli qui non in un eccidio terribile, ma in un messaggio di vita».


Hanno partecipato alla cerimonia anche il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo, molti triestini e una delegazione di cittadini di Postumia, città che dal ‘44 piange diversi civili imprigionati ed impiccati nell’Eccidio. Alle 9.30 lo squillo della campanella ha interrotto le lezioni, ricordando l’ora fatale del 23 aprile 1944, e nello scalone di Palazzo Rittmeyer sono state proposte musiche dell”Adagio” di Boccherini e letture in lingua italiana e slovena di testi inediti dello storico Roberto Spazzali, che ha presentato l’evento scenico tratto da un suo testo “Io vi porterò con me. Laura e tutti gli altri“, in prima ieri sera al Tartini. Lo spettacolo riprende la vicenda di Laura Petracco, una delle vittime dell’Eccidio di via Ghega. In scena l’attrice Sara Alzetta e l’autrice e interprete Marjetica Puntar, interventi musicali del Duo pianistico Branka Drakul – Tamara Pačenica. La produzione è firmata dal Museo della Risiera di San Sabba – Monumento nazionale, in collaborazione con il Conservatorio Tartini e il Museo Teatrale Carlo Schmidl.

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In copertina e all’interno alcune immagini della commemorazione di ieri mattina.

“Suns Europe” a Udine, fino al 30 aprile sarà possibile presentare candidature

C’è tempo fino al 30 aprile prossimo per presentare la propria candidatura per “Suns Europe”: il festival delle arti nelle lingue minorizzate d’Europa organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, col sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e di altri soggetti pubblici e privati locali e internazionali. Il Festival, che quest’anno compie 10 anni, si terrà a Udine e in altre località del Friuli nel mese di ottobre.

MUSICA ORIGINALE – Il bando riguarda, in particolare, la sezione musicale del festival e si rivolge a gruppi e autori la cui produzione sia effettuata in una delle lingue espressione di comunità linguistiche minoritarie d’Europa come definite dall’articolo 1 della Carta europea per le lingue regionali o minoritarie, dando visibilità alle produzioni ritenute più originali e innovative.

LA SELEZIONE – I candidati dovranno compilare il modulo online disponibile sul sito www.sunseurope.com, come detto, entro il 30 aprile, inviando, contestualmente, tutti i materiali richiesti. La selezione, a insindacabile giudizio degli organizzatori, avverrà entro il 30 maggio, i partecipanti al bando riceveranno una comunicazione via mail.

IN OTTOBRE – Gli artisti selezionati saranno invitati a partecipare al festival per suonare dal vivo i propri brani in occasione della serata finale del festival in programma a Udine, in ottobre. L’organizzazione cercherà di dare la possibilità agli artisti di presentare la propria produzione musicale nel corso di ulteriori esibizioni nel corso del festival. Per qualsiasi necessità, chiarimento o informazione è possibile scrivere una mail a info@sunseurope.com

info@sunseurope.com

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In copertina, uno dei complessi dell’ultima edizione di “Suns Europe” a Udine.

Nicola Losito stasera nel Castello di Udine chiude “SilenzioMusica”, un nuovo successo che prenota la terza edizione

(g.l.) Sarà Nicola Losito, dopo averlo aperto, a chiudere “SilenzioMusica”, il festival che da sabato riempie di note immortali il salone del Parlamento nel Castello di Udine. Stasera, alle 21, si terrà infatti l’ultimo appuntamento con questa bellissima proposta alla seconda edizione. Accanto al giovane pianista udinese, che è anche l’ideatore e il direttore artistico della manifestazione, ci sarà ancora il violino di Lara Boschkor, oltre al violoncello di Erica Piccotti. Il trio eseguirà musiche di Haydn, Mendelssohn e Casella. Come già riferito, il festival, proposto dalla Fondazione Luigi Danieli in collaborazione con il Comune di Udine, si è sviluppato in quattro giornate, offrendo al pubblico friulano – trattandosi di spettacoli tutti a ingresso libero su prenotazione (www.silenziomusicafestival.it) – altrettanti concerti di grande fascino, tutti con inizio alle 21 e nella stessa prestigiosa sede, carica di storia del nostro Friuli. Così, dopo l’apertura sabato scorso, con Nicola Losito, ci saranno la stessa Lara Boschkor, Karolina Errera, viola, e Benjamin Kruithof, violoncello. Domenica sera si era applaudito invece il Quartetto Pegreffi, mentre ieri è stata la volta del duo formato da Dino Sossai, violino, e Michele Bolla, pianoforte.

Regista del festival – come già era avvenuto nella prima edizione – è appunto Nicola Losito, 28 anni, da tempo ormai in evidenza per essere un grande professionista, tanto da aver avuto l’onore, appena ventunenne, della copertina di “Amadeus”, la famosa rivista musicale, con allegato un Cd inedito interamente dedicato a Robert Schumann. «Un festival il cui titolo ne segnala già originalità e lungimiranza», aveva sottolineato il musicologo Marco Maria Tosolini, presentando la prima edizione di una manifestazione che aveva fatto subito centro, registrando sempre il tutto esaurito sempre nel bellissimo Salone del Parlamento friulano. «Un nuovo gioiello della musica – aveva aggiunto il professore – nato in un contesto del tutto mecenatesco, a firma della Fondazione Danieli». Cala, dunque, questa sera il sipario su questa nuova, entusiasmante stagione che “gioca” con i termini silenzio e musica. Presentando l’iniziativa, lo stesso Tosolini aveva infatti posto un quesito interessate: «Può un festival di musica comprendere nel suo titolo la parola “silenzio” senza creare un contrasto in termini? Sì – aveva dedotto -, se si intuisce come spesso solo nell’intimità del silenzio si possa dar vita a quella percezione che rende l’ascolto della musica più godibile, senziente, persino terapeutico». Si avvia, dunque, alla conclusione con un un nuovo, grande successo anche questa seconda edizione di “SilenzioMusica”. Per cui arrivederci alla terza!

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In copertina e all’interno, immagini del concerto inaugurale del festival diretto e interpretato nella prima e nell’ultima serata dal pianista udinese Nicola Losito.

(Foto Daniel Longo)

Ritorna il Festival delle Dimore storiche: da giovedì in Friuli 21 apriranno le porte

Torna con la seconda edizione il Festival delle Dimore storiche organizzato da Asdi Fvg (Associazione delle Dimore Storiche): quattro giorni per conoscere la storia del Friuli Venezia Giulia, visitando e vivendo il ricco patrimonio artistico ed architettonico della regione che spesso resta nascosto dietro siepi e cancelli.
Appuntamento, pertanto, da giovedì 25 a domenica 28 aprile con l’apertura straordinaria delle dimore e dei parchi e un ricco programma di eventi organizzati grazie all’iniziativa dei proprietari: degustazioni, concerti, presentazioni di libri, show cooking. Sono 21 le dimore private, ancora oggi abitate, che apriranno le porte: saranno proprio i proprietari a fare da guida e a diventare ciceroni per raccontarne non solo storia e caratteristiche architettoniche, ma anche aneddoti e curiosità dei luoghi che si tramandano da generazioni.

Villa Pace

Villa Marchese de Fabris

Villa Vitas

«È una grande soddisfazione poter organizzare il secondo Festival dopo la sfida della prima edizione: il nostro obiettivo era proprio quello di renderlo un appuntamento annuale – sottolinea il presidente di Adsi Fvg, Raffaele Perrotta –; stiamo lavorando da mesi per costruire un programma ricco e vario in modo da attrarre sia chi vive sul territorio sia chi arriva da fuori regione e da oltre confine. Si tratta di un’occasione unica per far conoscere un patrimonio unico in Europa per storia, per valore culturale ed artistico».
Sono sedici le dimore ad aprire in provincia di Udine: partendo dalla Carnia con Palazzo De Gleria (Comeglians), scendendo nelle colline a nord della città con Casa Asquini (Fagagna), La Brunelde Casaforte d’Arcano (Fagagna), Villa del Torso Paulone (Brazzacco di Moruzzo), Villa Gallici Deciani (Montegnacco di Cassacco), Villa Schubert (Marsure di Povoletto), passando per il centro di Udine con Palazzo Orgnani, Palazzo Pavona Asquini e Villa Garzoni, fino ad arrivare a sud con Casa Foffani (Clauiano), il Folador di Villa Rubini (Trivignano Udinese), Villa Iachia (Ruda), Villa Lovaria (Pavia di Udine), Villa Pace (Campolongo Tapogliano), Villa Ritter de Zahony (Monastero di Aquileia), Villa Vitas (Strassoldo di Cervignano).
Tre dimore aprono nel Goriziano, Villa Attems Cernozza di Postcastro (Lucinico), Villa del Torre (Romans d’Isonzo) e Villa Marchese de Fabris (San Canzian d’Isonzo), e due nel Pordenonese, il Palazzo d’Attimis Maniago (Maniago) e Palazzo Scolari (Polcenigo). Il programma è davvero ricco e variegato con oltre 40 eventi che comprendono aperitivi in villa e degustazioni, cene, presentazioni di libri, mostre d’arte e fotografiche, concerti, conferenze, spettacoli teatrali.
Per la visita guidata alle dimore viene richiesta un’offerta minima di 10 euro a persona: i fondi raccolti serviranno a sostenere ulteriori progetti di valorizzazione del patrimonio culturale privato Asdi Fvg e del territorio circostante. Bambini e ragazzi fino a 17 anni entrano gratis.

Palazzo d’Attimis Maniago

Palazzo Orgnani

Per conoscere il programma completo delle aperture e degli eventi con luoghi, orari e prezzi: https://bit.ly/3VryIWM, oppure consultare i profili social (Instagram e Facebook del Festival).

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In copertina, una bella panoramica su Villa Gallici Deciani a Montegnacco di Cassacco.

Ritmica, splendida Tara Dragaš ai mondiali di Baku: sfiorato il podio tra le big nelle gare con il cerchio

Si è chiusa con un ottimo undicesimo posto, nel concorso generale, la prova di Coppa del Mondo di Baku per Tara Dragaš, stellina della ritmica targata Associazione Sportiva Udinese. «Tara ha saputo destreggiarsi tra le big, “rischiando” di salire sul podio al cerchio, facendosi notare per le sue capacità. Sono felice che abbia avuto questa importante opportunità e che l’abbia portata a termine con grande determinazione e carattere», ha spiegato la responsabile della sezione ritmica dell’Asu, Magda Pigano, che ha accompagnato l’atleta in Azerbaigian.
A commentare positivamente il piazzamento della ginnasta bianconera anche Alessandro Nutta, presidente di Asu: «Faccio i complimenti a Tara a nome mio e di tutta la società. Sapevamo che questa pedana portava con sé un carico importante non solo in termini di aspettative, ma anche di emotività. Lei si è però dimostrata matura, mantenendosi sempre concentrata sull’obiettivo. Questo undicesimo posto è importante per lei ma anche per l’Asu, in quanto rappresenta l’evidente proiezione di alto profilo internazionale della nostra Accademia. Il merito va senza dubbio al suo grande lavoro in palestra; al suo impegno e alla sua determinazione. Ma senz’altro la qualità tecnica del team che la segue, l’ha supportata nel modo più giusto. Pertanto i complimenti vanno anche a tutte le allenatrici e in generale allo staff».
Alla sua seconda apparizione in una competizione di questo livello (dopo la prima volta a Sofia nel 2023), ma alla sua prima finale di specialità, Tara ha raggiunto il 4° posto al cerchio, con 34.350 punti (a solo 0.30 dal terzo gradino del podio), e il 6° alla palla con 30.950 punti (oggetto di un ricorso rifiutato). Alcune imprecisioni nelle qualificazioni alle clavette (30.150) e qualche sbavatura al nastro (29.250) le hanno invece impedito di accedere anche a quelle final eight (le finali per attrezzo).
A seguire tutta la gara dall’Italia c’era invece la mamma-coach Špela Dragaš – che allena la squadra friulana con Noelia Fernandez, Valeria Pysmenna e il supporto della coreografa Laura Miotti – che non ha trattenuto l’emozione per questo importante piazzamento: «Tara ha superato ogni aspettativa. È scesa in pedana a testa alta, facendo vedere quanto vale. Non posso nascondere di essere felicissima per questo risultato. Ha esordito con il cerchio – non certo il suo attrezzo prediletto – qualificandosi con 32.500, un punteggio già alto. Nelle finali ha sfiorato il podio con 34.250. Un punteggio inimmaginabile. Si tratta di risultati importanti che mi fanno pensare alla possibilità di ulteriori margini di miglioramento. Credo che questo sia frutto non solo del suo impegno in palestra, ma anche di una sua maturazione personale. Si sta dimostrando più responsabile, consapevole e motivata, guarda maggiormente alla qualità dei movimenti, lasciando stare inutili esuberanze. Anche se alle Olimpiadi non penso, l’auspicio è che, in ragione degli ottimi risultati raggiunti in questo ultimo semestre, possa partecipare ad altre gare internazionali vestendo la maglia azzurra. In quanto al prossimo futuro, le auguro di diventare una delle individualiste di punta della nazionale». L’allenatrice ha voluto ringraziare, infine, «Magda Pigano che l’ha accompagnata, facendo un magistrale lavoro», ma anche tutte le colleghe e collaboratrici di sezione oltre alla società «che con il suo costante supporto ha contributo a rendere questo possibile».
Ora sarà invece Špela Dragaš a volare all’estero per un nuovo importante evento internazionale: nei prossimi giorni sarà giudice supervisore ai Giochi Africani, qualificanti per le Olimpiadi di Parigi 2024, per quel Continente.

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In copertina, Tara Dragaš orgoglio dell’Asu durante le gare in Azerbaigian.

Concept zone, a Gorizia ora si punta alla rigenerazione urbana partendo da Borgo Castello crocevia di popoli e di culture

Promuovere e valorizzare il territorio goriziano e regionale nella sua funzione di crocevia transfrontaliero, tra iniziative culturali, artistiche e turistiche con attività di formazione, di coinvolgimento dei cittadini online e offline, nel segno dell’inclusione sociale e dell’innovazione, sono le prerogative dell’attività dell’associazione QuiAltrove Ets. Grazie alla partecipazione al programma pilota finanziato dal Pnrr “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture”, la realtà culturale goriziana ha dato vita, all’interno del Cluster 1, al progetto The Circle_Concept Zone, un percorso di rigenerazione urbana e rivitalizzazione del tessuto socio-economico di Borgo Castello.

Una riunione di lavoro.


Nella Concept Zone – attraverso mostre, incontri culturali, workshop e percorsi di co-progettazione con le categorie produttive e i cittadini – si vuole valorizzare il ruolo della cultura e dell’arte contemporanea per lo sviluppo di Borgo Castello e di Gorizia e la sua riqualificazione urbana. La co-progettazione è un valore centrale del progetto perché una città partecipata e co-progettata è una città che sa ascoltare, apprendere e crescere con le persone che la vivono, trasformando ogni sfida in un’opportunità condivisa.
QuiAltrove sta trasformando uno storico locale di via Rastello – al civico 91 sotto i portici dove trovava storicamente spazio la Drogheria Frantz – in uno spazio ibrido di natura culturale, artistica e produttiva per porre le basi, insieme ai partner e agli attori territoriali, di un ecosistema transfrontaliero della cultura e dell’arte contemporanea e inaugurare un dialogo autentico tra l’Associazione, la città e il suo Borgo.
Il ricco calendario di iniziative ideate per condividere visioni e prospettive ha preso avvio sabato con il primo dei workshop intergenerazionali che affiancano partecipanti di tutte le età, con attenzione prioritaria ai giovani e agli anziani. Si tratta di incontri basati sulla metodologia innovativa Lego® Serious Play®. Un evento che accoglie nello stesso luogo generazioni diverse con un obiettivo comune: definire il futuro potenziale di Gorizia. Durante l’evento, i partecipanti danno vita ad un dialogo significativo attraverso lo scambio di prospettive tra cittadini di diverse età, utilizzando i conosciutissimi mattoncini di un gioco intercambiabile come il Lego, che consente facilmente a tutti di raccontare la loro personale visione sulla città. Aperte le iscrizioni per il secondo appuntamento fissato per oggi 23 aprile (durata dalle 14 alle 20): ci si può iscrivere tramite la piattaforma eventbrite.it (info sui canali social dell’associazione) oppure inviando una mail a info@quialtrove.it


Le iniziative di co-progettazione di QuiAltrove proseguiranno nel mese di maggio (il 3 e il 6) con incontri dedicati alle categorie produttive che coinvolgeranno attivamente operatori del turismo, ristoratori, artigiani e commercianti locali per sviluppare soluzioni innovative che valorizzino l’identità culturale e economica del Borgo Castello. Anche a questi incontri, su prenotazione, è possibile iscriversi tramite Eventbrite: bit.ly/workshop-professioni

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In copertina, una storica cartolina di via Rastello con la Drogheria Frantz.

Ottant’anni fa l’Eccidio di via Ghega: oggi a Trieste dalla commemorazione al teatro

Ottant’anni dall’Eccidio di via Ghega, a Trieste, da quel tragico e indimenticato 23 aprile 1944, quando a Palazzo Rittmeyer – oggi sede del Conservatorio Giuseppe Tartini, allora requisito dalle autorità germaniche di occupazione e trasformato nel Soldatenheim, la “Casa del soldato” – scattava una feroce rappresaglia nazista di cui sono rimaste raccapriccianti testimonianze fotografiche che mostrano i corpi di 51 cittadini civili, penzolanti dallo scalone interno del Palazzo, alcuni appesi anche dalle finestre della facciata, in modo che i cadaveri fossero esposti come monito alla pubblica vista. Nei giorni che culmineranno con le celebrazioni della Festa della Liberazione, giovedì 25 aprile, l’anniversario di quella terribile strage che tuttora ricordiamo come “l’eccidio di via Ghega” sarà commemorato dal Conservatorio Tartini, assieme alle istituzioni di riferimento italiane e slovene. «E quest’anno, più di sempre – spiega il direttore Sandro Torlontano – la commozione per quella strage parla alla nostra memoria, ma anche e soprattutto alla nostra consapevolezza: per non dimenticare cosa significa la guerra, e promuovere i valori della pace, nelle ore convulse dei nuovi conflitti che attraversano il mondo. Al Conservatorio, sede di incontro e studio per studentesse e studenti, ma anche per insegnanti di tante nazionalità, cerchiamo di promuovere ogni giorno l’incontro, la conoscenza, lo scambio, il confronto. Dal 2022 la guerra è tornata in Europa, echi dramatici arrivano in queste ore dal Medio Oriente: l’impegno di tutti va sistematicamente moltiplicato in direzione della pace».

Sara Alzetta


Dopo la commemorazione di stamane, questa sera, alle 20.30, in Sala Tartini, particolarmente attesa si preannuncia la prima dell’evento scenico “Io vi porterò con me. Laura e tutti gli altri“, realizzato su testo dello storico Roberto Spazzali. Lo spettacolo riprende la vicenda di Laura Petracco, una delle vittime dell’eccidio, in scena l’attrice Sara Alzetta e l’autrice e interprete Marjetica Puntar, gli interventi musicali sono affidati al del Duo pianistico composto da Branka Drakul e Tamara Pačenica. La produzione, firmata dal Museo della Risiera di San Sabba – Monumento nazionale, in collaborazione con il Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini e il Museo Teatrale Carlo Schmidl, prende le mosse da una lunga e inedita lettera scritta molti anni dopo da un’amica di Laura Petracco al figlio, il professore Giorgio Negrelli.
Nella lettera sono svelati gli antecedenti all’arresto di Laura e del fratello Silvano, entrambi uccisi per rappresaglia dai nazisti, la prima in via Ghega il 23 aprile 1944 e il secondo a Prosecco il 29 maggio successivo. Un gruppo di giovani, quasi coetanei, si distanziano progressivamente dalle leggere divagazioni quotidiane del tempo di guerra per dare un senso alla loro esistenza. Inizia una cospirazione, quasi per gioco, che diventerà impegno civile e speranza per un futuro migliore. Tra loro Laura Petracco, di qualche anno in più, partecipa con convinzione, pur moglie di un ufficiale prigioniero di guerra in India e madre di un piccolo bambino. La lettera, scritta dall’amica che a un certo punto aveva lasciata la compagnia e la città per cercare una nuova vita altrove, esprime il sentire più profondo di quella esperienza ma anche la decisione di troncarla recisamente. Quel gruppo di giovani sarà travolto dalla guerra, con morti e smarrimenti. Il testo teatrale rielabora narrativamente il contenuto della lettera mantenendo inalterata tutta la vicenda umana, arricchendo soprattutto gli aspetti relazionali intercorsi tra due donne superstiti che si incontrano durante e dopo la guerra. Il testo è arricchito da intermezzi lirici tratti da testi poetici di autrici italiane e slovene.

PARTECIPAZIONE LIBERA

L’ingresso alla cerimonia è aperto alla città, così come l’ingresso all’evento scenico della serata, per il quale è consigliata la prenotazione.Iinfo e dettagli Conservatorio Tartini telefono 040.6724911. www.conts.it

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In copertina, un concerto commemorativo sullo scalone dell’Eccidio.

I cinquant’anni di Democrazia Cristiana nella ricostruzione di tre studiosi invitano a riflettere oggi a Pordenone

Al via questo pomeriggio, con la nuova edizione 2024, il ciclo di incontri “Leggiamo oggi”, che sigla la collaborazione fra Fondazione Pordenonelegge.it e Casa Zanussi e offre spunti importanti di riflessione e dibattito sui temi sociali e culturali, a partire dalle pagine dei libri. Oggi, alle 18, nell’auditorium di Casa Zanussi, si parte con un focus sul recentissimo saggio “Storia della Democrazia Cristiana 1943-1993”, pubblicato dalla casa editrice Il Mulino. Faranno tappa a Pordenone due dei tre autori del volume: lo storico Guido Formigoni e il politologo Paolo Pombeni che, assieme a Giorgio Vecchio, firmano questa dettagliata ricostruzione della storia della Dc, schiudendo un’ampia rilettura della storia italiana contemporanea. Con loro dialogherà il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti. L’incontro è ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Prenotazioni attraverso registrazione al sito www.pordenonelegge.it (alla voce mypnlegge). Info: telefono 0434.1573100.

Guido Formigoni

Paolo Pombeni

Il saggio ricostruisce cinquant’anni di storia politica del Paese, ripercorrendo la vicenda storica della Democrazia Cristiana. Il partito di piazza del Gesù fu davvero il «partito della nazione»?. Fu anche questo, spiegano gli autori, specie nella parte finale della sua vicenda. Ma fu prima di tutto un partito dalle anime plurali che perseguì la ricostruzione democratica e costituzionale del paese, proiettandolo in un inedito orizzonte europeo. Un partito di ispirazione cattolica che ha contribuito a risollevare l’Italia dalla povertà, dall’umiliazione della catastrofe bellica e dall’isolamento internazionale, attraverso molte personalità di alta competenza e valore morale. Nel saggio di scorrono 50 anni di generazioni che si sono avvicendate alla guida della Democrazia Cristiana. A trent’anni dalla sua scomparsa, la definizione del ruolo della Dc nella storia d’Italia oscilla ancora tra la demonizzazione e il rimpianto, senza assestarsi in una equilibrata storicizzazione.
Guido Formigoni insegna Storia contemporanea nell’Università Iulm di Milano. Tra i suoi libri editi il Mulino spicca “Storia essenziale dell’Italia repubblicana” (2021). Paolo Pombeni è professore emerito al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato anche “L’apertura. L’Italia e il centrosinistra (1953-1963)”. Giorgio Vecchio ha insegnato Storia contemporanea nell’Università di Parma ed è presidente del comitato scientifico dell’Istituto Alcide Cervi e di quello della Fondazione Don Primo Mazzolari. Tra le sue più recenti pubblicazioni “Il soffio dello Spirito. Cattolici nelle Resistenze europee” (Viella, 2022), oltre alla curatela di “Emilio Sereni. L’intellettuale e il politico”» (Carocci, 2019).

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In copertina, ecco la storica sede della Dc in piazza del Gesù a Roma.

Transizione energetica, al via le domande delle Pmi per i contributi di Cciaa Pn-Ud

La giunta della Camera di Commercio Pordenone-Udine ha dato via libera al bando transizione energetica, in partenza oggi 23 aprile, per le Pmi dei due territori. Il plafond complessivo è di 250mila euro, che saranno erogati mediante tre “livelli” di voucher per le imprese, a copertura da un lato delle spese per consulenze o certificazioni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e dall’altro per l’acquisto di impianti, beni e attrezzature strettamente funzionali allo scopo. I voucher sono da 3, 5 e 10 mila euro, in base a soglie minime di spese sostenute e ritenute ammissibili. Si tratta di contributi a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale massima del 70%. «Abbiamo voluto rinnovare questa misura perché vogliamo supportare le Pmi nel fondamentale processo di transizione ecologica e digitale – commenta il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo –. La nostra Cciaa sta promuovendo un ventaglio di iniziative per le imprese in questo campo, con uffici specializzati che possono garantire un qualificato orientamento e un importante supporto per le Pmi che puntano a crescere integrando responsabilità, sensibilità e sostenibilità economica e ambientale».
L’elenco delle tipologie di spese ritenute ammissibili è dettagliato all’articolo 6 del bando, che è già pubblicato e consultabile, assieme alla modulistica e ai contatti degli uffici per eventuali informazioni, sul sito camerale www.pnud.camcom.it nella sezione Contributi camerali. Le imprese interessate potranno presentare domanda in bollo a partire dalle ore 9 di stamane aprile ed entro il 31 maggio prossimo. Andranno esclusivamente inviate da Pec all’indirizzo Pec della Cciaa, ossia, per le imprese con sede nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure, per le imprese del pordenonese, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.