Grado, a fine mese pronti i primi campi (basket e minivolley) del Ricreatorio Spes. Un protocollo per la valorizzazione sottoscritto da Parrocchia e Comune

(g.l.) Martedì prossimo, a Grado, si farà il punto sui lavori di ristrutturazione del Ricreatorio Spes di Città Giardino, ma nel contempo si comincerà anche a parlare della gestione successiva della struttura parrocchiale. E questo avverrà nel corso della riunione del consiglio pastorale, convocato anche per la trattazione di altre questioni da monsignor Paolo Nutarelli in casa canonica alle 20.30.

Il Ricreatorio Spes com’è…

«In queste settimane – riferisce “Insieme” -, i lavori di ristrutturazione continuano e ci si augura, tempo permettendo, di poter aprire la parte esterna a fine maggio. In questi giorni si stanno ultimando i campi di basket e minivolley e verrà completata l’impiantistica degli spogliatoi e dell’illuminazione dei campi. Contemporaneamente all’apertura dell’area esterna, inizieranno i lavori di adeguamento degli impianti dell’edificio. Per saldare i debiti, in questi ultimi giorni, la Parrocchia sta contraendo un mutuo: infatti, sul bilancio della Parrocchia “pesa” la ristrutturazione della Basilica delle Grazie (euro 250 mila) per la quale era stato promesso, nel 2021, un contributo dell’Amministrazione comunale».
Il foglio settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia si sofferma anche sulla situazione finanziaria dell’intervento nel Ricreatorio voluto da monsignor Silvano Fain trent’anni fa, poco prima della morte che lo colse improvvisamente. Sul conto corrente bancario dedicato ci sono poco più di 308 mila euro ((disponibilità, contributi, offerte raccolte al 2 maggio scorso), mentre ci sono lavori saldati per oltre 240 mila euro e l’intervento complessivo costerà 1.183.500. Per cui don Paolo, grato per quanto fatto finora dai gradesi, rinnova l’appello alla generosità, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare: portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale; attraverso il bonifico bancario intestato a Sogno Spes. Iban: IT09L0887764590000000705335. «Grazie a tutti – scrive il parroco -, il progetto sta prendendo forma “sempre più” e speriamo che la generosità delle persone possa continuare, ne abbiamo bisogno!».

… e come sarà presto.

Intanto, nel rispetto vicendevole di ruoli e di valori, la Parrocchia ed il Comune di Grado hanno sottoscritto – tramite l’arciprete Paolo Nutarelli e il commissario Augusto Viola – un protocollo d’intesa per la valorizzazione del Ricreatorio Spes che da sempre è luogo d’incontro ed è a servizio della comunità. «Sempre più – ha osservato, infine, il parroco – c’è bisogno di sinergia tra le istituzioni per trovare percorsi idonei per il benessere sociale e spirituale delle persone, in modo particolare dei giovani. Nel protocollo non ci sono novità, ma viene riconosciuto ciò che già viene fatto».

—^—

In copertina, monsignor Nutarelli firma il protocollo con il commissario Viola.

Giro d’Italia, Persello sale sui monti: oggi a Comeglians anche Solidea, Livia e Rosalea che rivelano l’anima della Carnia

(g.l.) Dopo il brillante e affollato esordio di ieri sera a Rodeano Alto, nel Comune di Rive d’Arcano, Dino Persello con il suo nuovo lavoro dedicato al passaggio in Friuli del Giro d’Italia lascia la collina e sale sui monti della Carnia, esattamente a Comeglians: l’incontro si terrà questa sera nella sala teatrale Alpina, in piazza De Antoni, alle 20.30. Si tratta, infatti, del secondo dei nove appuntamenti inerenti all’arrivo della “carovana rosa” che il regista, attore e scrittore sandanielese ha in programma di presentare nelle località interessate da questo grande evento evento sportivo che si ripete da ben 107 anni. Il tutto, dunque, ruoterà attorno alla 19ma tappa, la Mortegliano-Sappada, di venerdì 24 maggio che attraverserà i comprensori territoriali di ben 24 Comuni, tutti in Provincia di Udine.


Ha esordito così la nuova edizione di “Ciclismo è poesia”, questo attesissimo Tour primaverile che riaccende la grande passione di Persello per per lo sport delle due ruote. Il quale, all’interno di questo divertente “contenitore”, apre anche un’importante e sobria finestra su chi in questi ultimi vent’anni ha portato per ben 18 volte il Giro nella nostra regione: Enzo Cainero, il Capitano che ha conosciuto e con il quale ha collaborato, tracciandone prestigio e personalità. Nel contempo, dà merito anche al suo successore, il gemonese Paolo Urbani, che con grinta e saggezza ne sta portando avanti l’eredità. E al riguardo Persello ricorda che “Ciclismo è Poesia” offre una combinazione di ricordi, emozioni, passioni, affetti per uno sport di enorme e storica valenza socio-culturale. «Ad accompagnarmi – conclude l’attore-regista friulano – durante la rappresentazione le fisarmoniche e i violini de “I Petris”, un’intera famiglia in musica, con brani inerenti lo scorrere del racconto emozionale. Ma nella serata di Comeglians saranno protagoniste anche Solidea, Livia e Rosalea, tre donne che interpretano i sentimenti della terra di Carnia trasmettendoli a chi le ascolta.

E dopo i primi appuntamenti di Rodeano Alto e Comeglians, ecco gli altri sette incontri in programma:
# Sabato 11 maggio – San Giacomo di Ragogna, Biblioteca Comunale, Via Roma – ore 20.45.
# Mercoledì 15 maggio – Variano (Basiliano), Casa ex Vicinia, Piazza Patriarcato – ore 20.45.
# Venerdì 17 maggio – Cavazzo Carnico, Area retro Municipio (In caso di cattivo tempo Sala Consiliare), ore 20.45.
# Sabato 18 maggio – Alesso (Trasaghis), Piazza I° Maggio – ore 18 (In caso di cattivo tempo, Sala Consiliare Trasaghis).
# Martedì 21 maggio – Cussignacco (Udine), Sala Teatrale “Criscuolo”, Via Veneto – ore 20.45.
# Mercoledì 22 maggio – Barazzetto (Coseano) Parco ex Collegio (In caso di cattivo tempo, interno ex Collegio), Via del Collegio – ore 20.45.
# Sabato 25 maggio – San Daniele del Friuli, Monte di Pietà – ore 20.45.

—^—

In copertina, Pasqualino Petris con i tre figli, una famiglia in musica, a Rodeano Alto; all’interno, altre tre immagini della serata inaugurale del nuovo lavoro di Dino Persello dedicato al Giro d’Italia.

Grande festa oggi per il “supercampo” del Tennis club Nimis: i suoi giovani vogliono ringraziare i loro sostenitori

(g.l.) A Nimis, oltre al calcio, piacciono anche altri sport. E tra questi primeggia quello della racchetta, tanto che un gruppo di giovani volonterosi si è dato da fare per realizzare un attrezzato campo che sarà inaugurato proprio oggi. L’impianto sorge nella zona sportiva in riva al Cornappo, dove da oltre quarant’anni esiste il rettangolo per il calcio.
Questo pomeriggio, infatti, a partire dalle 13, ci sarà – come scrive Manuel Grassi che ha attivato un gruppo Facebook intestato proprio al Tennis club Nimis – una bicchierata informale, «così da dare a noi l’occasione di ringraziare tutti voi che ci avete “supportato e sopportato” in quest’idea e a voi di vedere e provare il restyling del nostro “supercampo”, ribattezzato amichevolmente “Atp Nimis 1000″».
Un gruppo di giovani, insomma, molto determinato e che ha creduto nella possibilità di tradurre in realtà il loro sogno. Ci hanno così creduto che ce l’hanno fatta, grazie anche al sostegno che hanno ricevuto per la loro impresa. Per cui oggi vogliono fare festa e ringraziare quanti sono stati loro vicini. E poi via alle partite, le racchette e le palline sono pronte!

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini del nuovo campo di tennis a Nimis.

Udine “capitale” del Vespa Club d’Italia: oggi e domani c’è il Congresso nazionale con gita tra lo Schioppettino di Prepotto

Brand iconico del Made in Italy, simbolo dell’emancipazione femminile e del boom economico del nostro Paese, la Vespa è divenuta, sin dall’anno della sua produzione, emblema della libertà di movimento, del divertimento e dello svago. Caratteristiche che mantiene tutt’oggi, forte di un seguito importantissimo di amanti di questo mezzo di locomozione che ha attraversato più di 70 anni di vita italiana: 90 mila sono gli iscritti ai club in tutta la Penisola, i cui presidenti e vicepresidenti, da Siracusa a risalire lungo tutto lo Stivale, saranno presenti a Udine oggi e domani, trasformando la città in importante vetrina per la promozione dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Uno storico raduno di vespisti a Udine.


Sono alcuni dei concetti che ha espresso l’assessore regionale al Turismo e alle Attività produttive, intervenuto alla presentazione del 75° Congresso nazionale del Vespa Club d’Italia, evento che si terrà nel capoluogo friulano negli spazi del teatro del Centro culturale delle Grazie di via Pracchiuso. Si tratta del primo Congresso nazionale organizzato a Udine, col fondamentale supporto del Vespa Club Udine, una realtà quest’ultima (già Gruppo vespisti friulani) che ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo del movimento vespistico, già a partire dal 23 ottobre del 1949 quando a Viareggio si riunì il congresso formativo del Vespa Club Italia.
L’esponente dell’Esecutivo regionale ha sottolineato l’importanza di eventi come quello illustrato per la promozione del nostro territorio a livello nazionale: assieme ai referenti dei club, raggiungeranno Udine anche le loro famiglie e molti loro amici, con una ricaduta positiva pure per le attività economiche. Ha ricordato poi come la Vespa sia un mezzo che rimane nel cuore di molti, a tutte le età, che oggi permette in particolare di apprezzare e far conoscere il nostro territorio in modalità slow.
Durante l’illustrazione del programma della due giorni – che prevede visite alla città in sella all’iconico veicolo e una gita fuori porta a Prepotto, alla scoperta dei vini del territorio e in particolare del famoso Schioppettino – è stato anche svelato il poster realizzato per il Congresso nazionale che ritrae cinque donne alla guida della Vespa: una scelta che vuole mettere in risalto l’emancipazione femminile rappresentata anche dalla libertà di movimento che incarna questa storica “due ruote”. Le attività sul territorio regionale previste per la due giorni vedranno attuazione al claim “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

“Testimoni Efasce”, questa sera il Diario di Giacomo Maniago arriva a Valvasone

Grazie all’ospitalità della Fondazione Opera Colledani Bulian, l’Efasce-Pordenonesi nel mondo presenterà oggi, alle 18, nella sala polifunzionale della Fondazione stessa, in Borgo Sant’Antonio 9 a Valvasone, il libro “Diario di un friulano alla campagna di Russia”. Si tratta delle memorie dell’arzenese Giacomo Maniago, detto Toci, che l’Efasce ha scelto per inaugurare la nuova collana “Testimoni”, iniziativa editoriale in cartaceo e digitale con la quale si vuole divulgare memorie, diari e biografie di emigranti del Friuli occidentale. L’iniziativa editoriale è sostenuta dalla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Bcc Pordenonese Monsile.

Passatempo e Forte a Cordenons.


Maniago negli anni Venti emigrò con la famiglia in Francia, Paese che lasciò chiamato alle armi nella Tredicesima batteria di artiglieria alpina e in cui però tornò a vivere dopo la guerra. La sua dura esperienza si svolse in alcune delle zone che oggigiorno sono di stretta attualità a causa della guerra in corso in Ucraina. Sono state la figlia Catherine, residente in Francia, e la nipote Paola Cristina Ornella a permettere con la loro collaborazione il recupero del diario dell’emigrante e la pubblicazione.
Il programma della presentazione vedrà i saluti di Enzo Gisonni, presidente della Fondazione Opera Colledani Bulian, e di Gino Gregoris, presidente di Pordenonesi nel mondo. A seguire Luisa Forte, vicepresidente Efasce, illustrerà il progetto Testimoni e la forma narrativa del diario. Il contesto storico delle memorie di Maniago – presentate anche a Cordenons – sarà fornito dal professor Paolo Strazzolini. Infine, Michela Passatempo darà vita al libro leggendone alcuni passi. Saranno presenti anche i giovani concittadini del reduce. Infatti,Il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Meduna Tagliamento, Andrea Amidei, ha accolto con favore l’idea di invitare alla presentazione del diario i ragazzi di seconda e terza della secondaria di primo grado. Inoltre, il volume è stato distribuito agli insegnanti di lettere e agli alunni.

—^—

In copertina, una rara immagine dell’arzanese Giacomo Maniago.

Festival dei burattini a Ravenna con libro dedicato a Maria Signorelli la “signora” del Centro Vittorio Podrecca di Cividale

di Mariarosa Rigotti

“SguardiItineranti”, ciclo di proposte firmato dall’Università di Padova – per la precisione il Dipartimento di Studi linguistici e Letterari e il Dipartimento dei Beni culturali (decente referente Cristina Grazioli), in collaborazione con Associazione culturale teatro e Azioni, presenta una nuova proposta, in questa occasione non in Lombardia o Toscana, ma in Emilia Romagna. Sarà una trasferta per per assistere a ben tre spettacoli che fanno parte della 49ma edizione del Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare!, che si animerà dal 22 al 26 maggio in contemporanea a Ravenna e a Gambettola.
Un festival con direzione artistica del Teatro del Drago/Famiglia d’arte Monticelli, che vedrà anche la presentazione di un volume dedicato a Maria Signorelli – la cui preziosa raccolta di burattini si può ammirare a Cividale al Centro internazionale “Vittorio Podrecca – Teatro delle meraviglie di Maria Signorelli -, un volume di Giuseppina Volpicelli”, figlia della ”signora dei burattini” che sarà in dialogo con il critico Alfonso Cipolla. L’opera, a cura della Volpicelli, è intitolata “Piccoli personaggi grandi incanti. Maria Signorelli, il teatro di figura e il suo Novecento”.

Il Centro Vittorio Podrecca a Cividale.


Mentre, tornando a “SguardiItineranti”, entro il 5 maggio ci si può iscrivere per l’uscita prevista proprio per il primo giorno del festival il 22 maggio, scrivendo a info@associazioneacta.com partendo sempre da via della Pace (autostazione). Un’uscita di sicuro interesse. Infatti, Il Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare! – viene sottolineato dagli organizzatori – è uno tra i più longevi festival interamente dedicati al Teatro di Figura in Italia e nel mondo. Nato a Cervia nel 1975, dal 2011 si sposta nella città di Ravenna e in altre località romagnole (principalmente nel Forlivese e nel Cesenate). La proprietà del marchio e la direzione artistica del Festival sono, dal 2015, del Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli di Ravenna in collaborazione con i Comuni ospitanti, la Regione Emilia-Romagna, il Ministero della Cultura. Così, nel corso degli anni, il Festival è diventato punto di riferimento e appuntamento immancabile per burattinai, marionettisti, pupari e narratori tradizionali, nonché per artisti e compagnie emergenti coinvolti nella ricerca di nuovi linguaggi per l’immagine e la figura, studiosi del teatro, critici, amatori e spettatori.

Alfonso Cipolla


In questa edizione sono, dunque, previsti sessanta spettacoli portati in scena da ben 32 compagnie provenienti da diverse parti d’Italia e dall’estero (Francia, Spagna, Belgio, Danimarca, Israele, Repubblica Ceca), in cartellone anche tre mostre, una installazione, laboratori per adulti e bambini, un corso di alta formazione, una conferenza internazionale, presentazioni di libri.
Nel ricchissimo cartellone, anche una chicca: un laboratorio per adulti dedicato alla costruzione di una baracca pantografo all’ex macello di Gambettola a cura di Maurizio Mantani e il workshop Physical Puppet Theatre di danza e figura per professionisti. Ma va pure ricordato che al Festival, nella sezione per adulti, saranno presentati sei lavori, tre a “firma femminile” con diverse tecniche del teatro. Inoltre, in questo contesto anche la presenza della professoressa Cristina Grazioli dell’Ateneo patavino – vi insegna Teatri di figura, Storie ed estetiche e Storia ed estetica della luce in scena – che parteciperà il 23 maggio alla conferenza internazionale sul tema “Figure di donna” (Biblioteca Classense di Ravenna, dalle 10 ma anche su zoom) che sarà a a cura di Cariad Astles, Yael Rasooly e, appunto, della Grazioli stessa. Nella medesima giornata a palazzo Rasponi, sempre a Ravenna (alle 15), presentazione del podcast “Le donne raccontastorie” a cura della burattinaia Margherita Cennamo, Francesca Tancini e Nader Ghazvinizad, e del citato libro che Giuseppina Volpicelli ha scritto su sua madre e che ne parlerà, appunto, con il professor Cipolla.

Sono già caldi i motori per il Giro d’Italia: Dino Persello dà il via alle nove tappe del suo Tour che intreccerà ciclismo e poesia

(g.l.) Dalla “Fieste de Patrie dal Friûl” al Giro d’Italia, 107ma edizione. E così ben nove saranno gli appuntamenti inerenti al passaggio della “carovana rosa” in Friuli che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località della provincia udinese interessate da questo evento sportivo di caratura internazionale. Il tutto ruoterà attorno alla 19ma tappa, la Mortegliano-Sappada, di venerdì 24 maggio che attraverserà i comprensori territoriali di ben 24 Comuni, tutti in Provincia di Udine.
Da settimane, dunque, Dino Persello sta scaldando i motori – anzi, li ha già ben caldi! – per la nuova edizione di “Ciclismo è poesia”, questo attesissimo Tour primaverile che riaccende la sua grande passione per per uno sport, il ciclismo appunto, nel quale – come osserva – «Chi cade non è per finta!». I primi appuntamenti: venerdì 3 maggio a Rodeano Alto (Rive d’Arcano) a villa Minini, in via Carpacco, alle ore 20.45 e sabato 4 maggio a Comeglians, sala teatrale Alpina, in piazza De Antoni, alle 20.30.
«Era l’estate del 1958 avevo 9 anni – racconta l’autore sandanielese nato tra i sassi del Tagliamento -, e mio padre Pompeo da grande cultore di questo sport, mi porta con lui alla storica osteria “Da Egle” (oggi purtroppo chiusa) a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione, una delle prime in loco, il Campionato mondiale di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito a quei tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più… in alto! I fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora perfettamente a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta “Abbasso Coppi – Viva Bartali”, che campeggiava su una parete di casa nostra. Trasmissione della passione perfettamente riuscita quindi fin da bambino, che mi accompagna tutt’oggi, dopo incontri, avventure, partecipazioni, circostanze innumerevoli. Il ciclismo per me, soprattutto oggi, è una meravigliosa, affascinante metafora di vita. Un grande, grandissimo affresco popolare, in una società, come quella attuale, che “macina” ogni cosa alla velocità della luce. Ma secondo il mio parere, nello sport della bicicletta, la memoria è insieme passato e futuro!».
All’interno di “Ciclismo è Poesia”, Dino Persello aprirà un’importante e sobria finestra su chi in questi ultimi vent’anni ha portato per ben 18 volte il Giro nella nostra regione: Enzo Cainero, il Capitano che ha conosciuto e con il quale ha collaborato, tracciandone prestigio e personalità. Nel contempo, darà merito anche al suo successore, il gemonese Paolo Urbani, che con grinta e saggezza sta portando avanti l’eredità del grande Enzo. E al riguardo degli ormai prossimi spettacoli Persello anticipa che “Ciclismo è Poesia” sarà una combinazione di ricordi, emozioni, passioni, affetti per uno sport di enorme e storica valenza socio-culturale. «Ad accompagnarmi – conclude l’attore-regista friulano – durante la rappresentazione le fisarmoniche e i violini de “I Petris”, con brani inerenti lo scorrere del racconto emozionale, tenendo conto che la catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!».
E dopo i primi appuntamenti di venerdì e sabato prossimi, appunto a Rodeano Alto e a Comeglians, ecco tutto il programma che vedrà protagonisti Dino Persello e i Petris nei successivi sette incontri:
# Sabato 11 maggio – San Giacomo di Ragogna, Biblioteca Comunale, Via Roma – ore 20.45.
# Mercoledì 15 maggio – Variano (Basiliano), Casa ex Vicinia, Piazza Patriarcato – ore 20.45.
# Venerdì 17 maggio – Cavazzo Carnico, Area retro Municipio (In caso di cattivo tempo Sala Consiliare), ore 20.45.
# Sabato 18 maggio – Alesso (Trasaghis), Piazza I° Maggio – ore 18 (In caso di cattivo tempo, Sala Consiliare Trasaghis).
# Martedì 21 maggio – Cussignacco (Udine), Sala Teatrale “Criscuolo”, Via Veneto – ore 20.45.
# Mercoledì 22 maggio – Barazzetto (Coseano) Parco ex Collegio (In caso di cattivo tempo, interno ex Collegio), Via del Collegio – ore 20.45.
# Sabato 25 maggio – San Daniele del Friuli, Monte di Pietà – ore 20.45.

—^—

In copertina, l’attore e regista Dino Persello che ora si tuffa nel suo amato ciclismo.

 

Calcio, i cent’anni della Sas Casarsa: alla scoperta del pallone senza cuciture ideato dai nostri emigrati in Argentina

Il calcio moderno deve dire grazie al Friuli: si deve infatti all’emigrazione friulana in Argentina il pallone senza cuciture, che permise una pratica più sicura per i calciatori. Un esemplare di questo mitico pallone è in mostra in questi giorni di “Sagra del Vino” a Casarsa della Delizia nel Centro comunitario parrocchiale, all’interno della magnifica mostra che racconta i 100 anni della locale squadra di calcio Sas Casarsa, con il racconto dei suoi protagonisti in campo da Pier Paolo Pasolini a Bryan Cristante, attuale centrocampista della Roma e della Nazionale. Per raccontare questa epopea calcistica è in arrivo un evento per i più giovani.
“L’invenzione del pallone moderno” è un racconto per adulti e bambini che venerdì 3 maggio, alle 18, permetterà di conoscere questa bellissima storia di emigrazione e sport all’interno della mostra. Al termine dell’evento ci sarà l’estrazione delle maglie della Nazionale per i ragazzi under 21 presenti. L’evento è inserito nel calendario del festeggiamenti per i 100 anni della Sas Casarsa.
Antonio Tosolini proveniva da una famiglia originaria di Felettano di Tricesimo (e la nipote Mabel Bunzli ne sta tramandando la storia), Luis Romano Polo, da una di Forni di Sotto, e il terzo componente del gruppetto degli inventori, Juan Valbonesi, era di origini piemontesi: questi i protagonisti della grande invenzione risalente agli anni ’30 del secolo scorso.

—^—

In copertina, il pallone “rivoluzionario” in mostra alla Sagra del vino di Casarsa.

Con musiche di Bruckner e Schubert stasera riparte la stagione concertistica nella storica Basilica di Grado

(g.l.) La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, a Grado, è il fulcro della vita cristiana dell’Isola, ma è anche un prestigioso punto di riferimento per la vita culturale e artistica, nella quale eccelle l’attività musicale, sempre molto apprezzata dagli ospiti che in questi giorni cominciano a frequentare la cittadina balneare. Maggio, tradizionalmente, segna infatti l’avvio della nuova stagione turistica, nella quale, come sempre, non si contano gli appuntamenti concertistici, siano essere orchestrali, solistici, con piccole formazioni o corali, e che, se ospitati in Chiesa, sono ovviamente soprattutto incentrati sulla musica sacra. E proprio oggi, alla vigilia appunto dell’esordio dell’Estate 2024, ci sarà un concerto da non perdere, peraltro con ingresso libero.

Orchestra e coro a Castelfranco.


Orchestra giovanile Filarmonici Friuliani e Kairos Vox saranno protagonisti, alle 20.30, in una serata dal titolo “Bruckner & Schubert”, come dire che il programma sarà tutto incentrato sulle opere dei due grandi musicisti d’Oltralpe. Con la formazione sinfonica, diretta da Alberto Pelosin, si esibirà appunto il coro citato, mentre le parti soliste saranno sostenute da Sara Fanin, soprano, Arlene Miatto Albeldas, mezzosoprano, Jacopo Pesiri, tenore, e Askar Lashkin, baritono. Il concerto, già presentato con successo domenica sera nel Duomo di Castelfranco Veneto, e che il 3 maggio sarà replicato nel Castello di Godego, è rivolto alla musica sacra del Romanticismo, per cui saranno eseguiti alcuni mottetti di Anton Bruckner e la Messa n.1 in Fa maggiore di Franz Schubert.
Poi, sempre in Basilica, altri appuntamenti concertistici sono previsti il 25 e il 30 maggio. Ma c’è ancora tanto tempo per questi due appuntamenti, per cui ne riparleremo al momento opportuno. Per ora godiamoci il concerto, davvero promettente, in programma questa sera. Ricordiamo che l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti, per cui il consiglio è quello di presentarsi per tempo sulla porta della storica Chiesa, gioiello storico-artistico di cui la comunità di Grado è giustamente gelosa, e che l’arciprete Paolo Nutarelli mette ben volentieri a disposizione anche per queste importanti iniziative che ben si integrano con le annuali celebrazioni. E che l’anno scorso, come si ricorderà, avevano raggiunto il punto più alto con la brillante esecuzione del “Requiem” di Mozart dedicato alla memoria dell’indimenticabile monsignor Silvano Fain.

—^—

In copertina e qui sopra due suggestive immagini della Basilica di Sant’Eufemia a Grado.

Prevenzione e promozione della salute: rinnovata la convenzione tra Lilt Udine e Comune di Tavagnacco

«Investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie croniche e tumorali per migliorare la qualità della vita e del benessere degli individui e della società in generale, promuovendo stili di vita sani e agendo in particolare nell’ambito della prevenzione dei fattori di rischio». Era questo l’obiettivo della convenzione – stipulata nel 2022 – tra il Comune di Tavagnacco e la sezione friulana della Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Un obiettivo al quale entrambe le parti hanno lavorato con convinzione, ed al quale si sono impegnate a lavorare in futuro. Un impegno suggellato con la firma, da parte del sindaco di Tavagnacco, Giovanni Cucci, e del presidente della Lilt, Associazione Provinciale di Udine, Giorgio Arpino, del protocollo di rinnovo per un triennio.
La convenzione impegna la Lilt ad effettuare gratuitamente, ai residenti nel Comune di Tavagnacco, visite annuali di prevenzione di varie tipologie (a cominciare dalle visite senologiche) sia al Centro di Prevenzione e Ascolto Nella Arteni (ovvero nella sede udinese della Lilt in via Francesco di Manzano 15) sia in spazi idonei e attrezzati che potranno essere messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Come nel triennio appena concluso, la Lilt organizzerà una serie di serate informative, per promuovere abitudini di vita che contrastino l’insorgere di malattie tumorali e, più in generale, al mantenimento della salute. «Prevenire costa meno che curare – ha affermato il presidente Arpino –, ma al di là dell’aspetto economico noi siamo convinti che la prevenzione sia un dovere verso se stessi, verso la famiglia e la società. Tutto ciò si può riassumere nel motto che accompagna il Logo Lilt: Prevenire è Vivere».
Alla firma della convenzione erano presenti per il Comune di Tavagnacco anche la vicesindaco con delega alle politiche sociali, Giulia Del Fabbro, e l’assessore con delega alle associazioni, Ornella Comuzzo.

—^—

In copertina, da sinistra, Del Fabbro, Arpino, Comuzzo e Cucci a Tavagnacco.