Tra i laghi di Doberdò e Pietrarossa alla scoperta della storia della Terra

Un “Viaggio nel tempo profondo”, camminata scientifica ed esperienziale alla scoperta della storia della Terra, e un’installazione (“Fantasmagorico”) che tramite un visore per la realtà aumentata immergerà il pubblico nel mondo della metamorfosi e del cangiante. E’ la proposta che la Coop Pavees ha organizzato per sabato, 11 maggio, alla Riserva dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, nell’ambito del progetto Infiorescienza, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e finalizzato alla divulgazione scientifica.


Per l’escursione il ritrovo è fissato alle ore 10, al Centro Visite Gradina: sotto la guida di Marco Paparot, presidente della cooperativa Ecothema – Natura e Didattica, si potrà cogliere, lungo un itinerario di circa 4 chilometri e mezzo (a evocare i 4 miliardi e mezzo di anni della Terra), la meraviglia di tutto ciò che è venuto prima della specie umana. Durante la passeggiata saranno collocati sulla linea del tempo i maggiori eventi che hanno portato il pianeta allo stato attuale: per le iscrizioni si può inviare una mail all’indirizzo info@infiorescienzafvg.org.
Al termine del giro, alle 12.30, verrà inaugurato l’allestimento “Fantasmagorico”, predisposto nell’ex cava da ME(A)LS, duo di giorni artisti diplomati in Scultura Ambientale e Tecnologie Produttive, Elena Manfrè e Lorenzo Sbroiavacca. «L’installazione, che rimarrà fruibile fino al primo settembre – spiegano i suoi ideatori -, è un invito a riflettere sugli infiniti stimoli, informazioni, sensazioni che condizionano le realtà degli individui. Sfrutta il fenomeno intrinseco della permanenza dell’immagine sulla retina per ricalcare un atto di esistenza mancato, dal quale creare, attraverso la riflessione e la consapevolezza del fruitore, visioni arbitrarie, eclettiche, ibride, decentrate, fluide e discontinue, che vanno a riscrivere continuamente il dato di fatto: un reale, insomma, che cambia continuamente, così come la Riserva».  Le iniziative sono gratuite, ma per partecipare all’escursione è preferibile prenotare a info@infiorescienzafvg.org

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In copertina, un’immagine della Riserva naturale e all’interno l’installazione.

In viaggio con Pietro Mastromonaco questa sera alla Biblioteca di Nimis

(g.l.) Appuntamento con un invitante libro di viaggi oggi, alle 19, alla Biblioteca comunale di Nimis, diretta da Angelika Pfister. All’aperitivo letterario sarà infatti presentato il volume di Pietro Mastromonaco dal titolo “Attesa alla stazione” edito da L’Orto della Cultura. Il tutto avviene nell’ambito della rassegna “Aspettando la notte dei lettori”.
«Il viaggio nella tranquillità di uno scompartimento, immersi nella lettura di un libro o di un giornale, le lunghe attese in stazione aspettando una persona cara, gli incontri inaspettati con una donna, lo scorrere di un paesaggio lineare fuori dal finestrino, sono tutte esperienze – si legge in una breve presentazione – che costellano questa sorprendente raccolta di otto racconti di Pietro Mastromonaco legati tra loro da un filo rosso comune: il treno». «Accanto e assieme all’io narrante, che prepotentemente afferma la propria vitalità e le proprie esigenze esistenziali con diffuso e insistito realismo – il treno diventa il coprotagonista effettivo (e affettivo) di queste storie. Lo accompagna per esaltare le sue emozioni, per accentuare il dolore di una perdita o di un inaspettato distacco, per alimentare il vizio del gioco (…), fino a diventare non solo l’ambientazione passeggera per un viaggio per quanto lungo o avventuroso o quotidianamente ripetuto, ma la stessa casa su ruote che un eccentrico intellettuale o degli homeless metropolitani scelgono come dimora perfetta per la propria vita», scrive invece nella postfazione Romano Vecchiet, direttore della Biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine. E, allora, buon viaggio con Pietro Mastromonaco!

Proporre il Friuli agli investitori di lingua tedesca, da Verona a Corno di Rosazzo l’importante esperienza di Carola Nitsch

Il Friuli si propone ai Paesi di lingua tedesca. Verona ha ospitato, infatti, la convention “Netzwerk-Treffen”, un evento dedicato agli operatori del settore immobiliare specializzati nell’attrare investitori – aziende e privati – da Austria, Germania o Svizzera. Si tratta di una rilevante iniziativa di “incoming” che punta a sviluppare una residenzialità italiana da parte di investitori germanofili. A rappresentare il Friuli Venezia Giulia c’era l’architetto udinese, di origini berlinesi, Carola Nitsch che ha presentato l’esperienza scaligera in una conferenza promossa dal Circolo culturale Corno.


«Si è trattato di una bella occasione per presentare il mio lavoro di architetto e i servizi a 360° che offro agli acquirenti di immobili di lingua tedesca nel Friuli Venezia Giulia», ha detto la professionista che già opera sul campo con iniziative immobiliari sul Collio e nel Cividalese, territori molto attrattivi per il pubblico centro-nord europeo. «Quello di Verona è un evento unico in Italia per chi opera in questo settore – ha proseguito l’architetto Nitsch -. Di fondamentale importanza si è rivelata la collaborazione con altre professioniste, quali Karin Wagner e Martina M. Altmann, che hanno reso possibile la creazione di un network competente e credibile volto a offrire servizi affidabili, consulenze e contatti per realizzare l’obiettivo che molti nordeuropei si pongono».
Il Nordest Italia offre molte opportunità per questo specifico mercato. Territorialmente è forse mancato uno strumento ad hoc per attirare investimenti stranieri, sia turistici che imprenditoriali, verso la nostra regione di confine, diversamente dal vicino Veneto. Basti pensare al richiamo esercitato da anni dalla riviera del Garda. La relatrice ha voluto esprimere un ringraziamento speciale alla sua collega Roberta Biasuzzo per averla affiancata nella convention veronese e per il grande sostegno e lavoro svolto in questi mesi.
Da parte sua, il presidente del circolo di Corno di Rosazzo, Sergio Paroni, promuovendo questo incontro ha voluto richiamare il grande interesse per lo sviluppo economico e sociale che tale iniziativa potrà avere per il territorio regionale, e per il Friuli orientale in particolare, se adeguatamente supportata e valorizzata.

Per ulteriori informazioni:
e-mail: carola_nitsch@yahoo.it
phone: +39 320 0625662
web: www.nitsch-architektur.it

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In copertina e all’interno l’architetto udinese Carola Nitsch alla recente convention di Verona.

Carso, alla scoperta del castelliere sloveno. E a Gorizia per tutti i bambini ecco i prati stabili e i loro “abitanti”

Per il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, sabato 11 maggio la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 10.30 alle 11.30, al Mercato coperto di Campagna Amica di Gorizia, in via IX Agosto 4/b: “I prati stabili e i loro abitanti”: un laboratorio-gioco gratuito per bambini, con una sorpresa per la Festa della Mamma. Un laboratorio per conoscere un ambiente prezioso, ricco di biodiversità, e dal cui fieno ed erbe profumate si ottengono alimenti ricchi di gusto. Con una lezione-gioco e un laboratorio creativo si scoprirà cos’è un prato stabile, quali piante vi crescono, che animali lo popolano e di cosa si nutrono. In collaborazione con Coldiretti-Campagna Amica di Gorizia.
Disponibile anche in sloveno, è rivolto a bambini dai 5 anni in su, e ai loro genitori. Partecipazione gratuita; prenotazioni a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

Per “Piacevolmente Carso”, invece, per domenica 12 maggio la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato, dalle 9.30 alle 13, una visita al castelliere e al sito preistorico Debela Griža di Volčji Grad, a Komen in Slovenia. Vi sono visibili i resti di uno dei più vasti e pittoreschi castellieri del Carso. Visita guidata con l’esperto Goran Živec, dell’associazione Krasen Kras di Gorjansko. Percorso su sentieri, adatti a tutti. L’iniziativa punta a far conoscere la storia dei castellieri, villaggi fortificati dell’età del bronzo e del ferro, e come vivevano i loro antichi abitanti. Con un approfondimento sulla figura storica dell’archeologo, paleontologo e botanico triestino Carlo De Marchesetti, che qui effettuò degli studi.
Appuntamento per la “Primavera della Mobilità Dolce”, promossa a livello nazionale dall’Alleanza per la Mobilità Dolce, con le più importanti associazioni impegnate sul tema. I partecipanti riceveranno un buono sconto del 10%, per un pasto presso i ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”. Ritrovo alle 9.10 sulla Strada Provinciale n. 6 di Trieste verso Komen, nello spiazzo al bivio per Ternova. Spostamento a Volčji Grad con mezzi propri. Costi di partecipazione: interi euro 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, sentieri carsici nei pressi di Volčji Grad a Komen in Slovenia.

A Gorizia da oggi in Borgo Castello nuovo spazio espositivo polifunzionale

Con mostre, incontri culturali, workshop e percorsi di co-progettazione per valorizzare il ruolo della cultura e dell’arte contemporanea per lo sviluppo di Borgo Castello, a Gorizia, prende vita in via Rastello 91 il nuovo spazio espositivo polifunzionale The Circle_Concept Zone, a cura dell’Associazione culturale QuiAltrove, che apre ufficialmente al pubblico oggi, a partire dalle 15.
Grazie alla partecipazione al programma pilota finanziato dal Pnrr “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture”, la realtà culturale goriziana ha dato vita, all’interno del Cluster 1, a questo luogo che ha trasformato uno storico locale di via Rastello, sotto i portici dove trovava spazio la Drogheria Frantz. Per l’occasione, viene allestita la mostra “Duetto” che sarà inaugurata ad ingresso libero alle 16.30. Un testimonial d’eccezione è al centro di questa esposizione inaugurale, che affianca un grande maestro ad un giovane emergente. Si tratta del notissimo artista di origini trevigiane e triestino d’adozione Serse Roma che più di tutti è riuscito nelle sue opere a dare forma e visibilità all’acqua, condizione fluida per eccellenza. Nello spazio di via Rastello trovano spazio quattro sue opere, di cui tre di grande formato che fanno parte della produzione “A fior d’acqua”, accanto a queste, ulteriori tre opere di Eric Gerini a sintetizzare il titolo “Duetto”, che celebra il prezioso legame e la trasmissione di conoscenze tra maestri affermati e giovani artisti.
Gli straordinari lavori di Serse Roma – che com’è noto ha esposto ed è rappresentato in alcuni dei principali musei del mondo – raccontano il mistero e la potenza dell’acqua, restituita su tela con una tecnica sorprendente, unica, attraverso l’utilizzo della grafite e del carboncino. In questi disegni la grafite distribuisce luci e ombre alternando forme geometriche ad altre liquide, naturali o artefatte: un connubio in grado di immortalare l’inesausto moto.
Si apprezza quasi una similitudine con le antiche fotografie: una suggestione che accompagna chi guarda nel raggiungere quel che non può vedere. Ad introdurre lo spazio e la mostra i rappresentanti di QuiAltrove. L’inaugurazione della Concept Zone sarà completata alle 18 dal concerto Shunsuke Senda e Adam Čehovin, International Jazz Guitar Collective, a cura de “Il Mosaico” che cura anche una degustazione a Casa Netural.

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In copertina, l’artista Serse Roma davanti alla sua grande opera.

“Viaggiare con gentilezza”, la proposta di Somsi Pordenone (con cariche rinnovate)

Proseguono oggi, alle 18, nel Convento di San Francesco a Pordenone, gli incontri della nuova rassegna promossa dalla Storica Società Operaia di Pordenone che recupera le parole ritrovate con “Il tempo della gentilezza”, progetto sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e da Itas Assicurazioni, in collaborazione con Aiab – Associazione Italiana Agricoltura Biologica Fvg. Questo secondo incontro si concentra sul “Viaggiare con gentilezza”, un concetto che di questi tempi si sta facendo sempre più largo, proponendo modi per spostarsi, visitare e vivere i luoghi con una filosofia “slow”, più consapevole e più sostenibile, grazie a ritmi che permettono un contatto più umano e rispettoso dell’ambiente e delle comunità. Curiosità, rispetto e delicatezza sono quindi il fil rouge di questo evento, che si ispira a un prezioso volumetto della collana “Piccola filosofia di viaggio” di Ediciclo Editore dal titolo “Il talento delle utilitarie. Piccole automobili per viaggiare con gentilezza”. Un libro che porta la firma della scrittrice veneziana Elisabetta Tiveron, professionista attiva in campo editoriale come autrice, editor e comunicatrice, che ne parlerà in dialogo con Silvana Vassilli, curatrice della rassegna.

I temi sviluppati dal libro raccontano i vantaggi del “viaggiare gentile” con una piccola utilitaria che è discreta, non invade lo spazio, desta simpatia, mette in moto incontri. È un’attitudine fondata sulla memoria, sui ricordi d’infanzia e sulle emozioni suscitate da ritmi e sguardi diversi, che richiedono di lasciare a casa la fretta, amano le strade secondarie, cercano altre complicità. Da queste pagine saranno tratte le letture affidate all’attrice pordenonese Carla Manzon, diplomata alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Piccolo Teatro” di Milano e interprete di teatro, cinema e fiction tv di grande successo, oltre che docente di teatro presso scuole e Accademie. Insieme a lei la musica di Romano Todesco, tra i fondatori e componenti della Zerorchestra, compositore e polistrumentista con interessi tra i più svariati generi musicali (classica, jazz, rock, etnica, free jazz, contemporanea). E infine la voce di Nicoletta Taricani, laureata al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste col massimo dei voti e la lode nel 2023, che vanta già due produzioni discografiche da lei scritte e arrangiate: “In un mare di voci” (2021) e “Memorie” (2024). Nel 2023 ha vinto come miglior interprete il Premio Grimaz Mane Award, promosso dal circolo culturale Il Mulino a Nord Est per ricordare la figura dell’artista friulana Claudia Grimaz, prematuramente scomparsa nel 2021.
Elisabetta Tiveron, di formazione storica, ha pubblicato per vari editori, occupandosi di cibo, viaggi, letteratura, storia sociale. Tra gli altri suoi titoli: “Lettere da Nordest” (Helvetia, 2019), “Pippi Calzelunghe, piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese” (Il leone verde, 2020), “Un piccolo mondo a parte. Viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio” (Kellermann, 2016). L’evento è ad ingresso libero. Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

Intanto, la Storica Società Operaia di Pordenone ha rinnovato, nell’assemblea di domenica scorsa, i propri organi sociali che resteranno in carica per il prossimo triennio 2024-2027. Qui di seguito i nomi degli eletti. Per il consiglio di amministrazione: Mario Tomadini, Mariangela Bini, Eddi De Nadai, Stefania Cuccarollo, Sandro Moretti, Chiara Mutton, Francesco Musolla, Marco Colin, Lucia Cibin, Lucilla Moro, Enzo Santese, Gloria Bregant (primi dei non eletti: Enzo Samaritani, Giuseppe Perlin, Francesco Longo). Collegio sindacale: effettivi Francesca Ferraro, Mara Sut, Davide Urbanetto; supplenti Antonio Rocco, Antonella Zampieron. Collegio probiviri: effettivi Gian Battista Cignacco, Flavio Facca, Pompeo Pitter, supplenti Miralda Lisetto, Beniamino Perissinotto.
Il presidente uscente Mario Tomadini ha illustrato la relazione morale con le attività svolte nel 2023 e quelle in programma nel 2024, che continueranno l’attività della Storica Società Operaia sul fronte della formazione continua (dai giovani delle scuole alle Signore del Primo Novecento+1), della divulgazione culturale e della musica (con i progetti All’Opera, ragazzi! e Orpheus). Tra i nuovi progetti “Lessico Umanistico per il terzo millennio” che sarà sviluppato con la curatela di Angelo Floramo, la prosecuzione del progetto “Vite Forestiere” dedicato alle storie dell’emigrazione regionale, con “Il Taccuino del ritorno”, legato al progetto nazionale del “Turismo delle radici”, il progetto finanziato dal Bando Go!2025 “Canti dalla frontiera. Ogni pietra una voce, ogni voce una storia” dedicato al piccolo cimitero ebraico di Valdirose, sul confine tra Gorizia e Nova Gorica, messo in parole e musica da Angelo Floramo e Carlo Galante (progetto premiato con l’8° posto in graduatoria regionale su 108 presentati e 13 finanziati).

Approvato anche il bilancio 2023 (redatto secondo i modelli del Runts e della Normativa del Terzo Settore) e il previsionale 2024, che pareggia sulla cifra di 288.421 euro. Mario Tomadini ha ricordato il difficile momento in cui, dopo 20 anni di consigliere, ha accettato prendere le redini della Somsi in seguito alla scomparsa di Rosa Saccotelli Pavan nel 2021. “Mi sono sentito come un soldato delle retrovie che ha visto improvvisamente avvicinarsi la trincea, ma questo paragone per me finisce qui, perché io, arrivato in prima linea, non ho trovato nemici, ma solo persone che mi hanno aiutato, entusiasmo e collaborazione”.
Sono stati infine premiati, per la loro fedeltà al sodalizio, cinque soci con la tessera Somsi da 50 anni (1974-2024): Dario Biasotto, Mario Corazza, Silvio Gaspardo, Giovanni Segat, Oscar Zigiotti. Hanno ricevuto il riconoscimento (di persona o per delega) dalle mani delle Autorità cittadine, tra le quali il Sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, che ha espresso il suo plauso alla Storica Società Operaia per la vastità e la qualità del suo impegno, portato avanti con professionalità e passione, come vero partner costante della promozione culturale cittadina. Un impegno che non può non essere di buon auspicio anche per la candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027, come ente che sa “raccontare” e valorizzare la storia e le peculiarità di un territorio, competenze che saranno sicuramente importanti per raggiungere, facendo squadra con il Comune e con le altre Associazioni cittadine, questo importante risultato, definito dal Sindaco “ambizioso, ma alla nostra portata”.

Info: www.somsipn.it

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In copertina, il presidente uscente Mario Tomadini; all’interno, Elisabetta Tiveron, i soci premiati con le autorità, il saluto del sindaco Ciriani e due immagini del pubblico.

Il Friuli ricorda il terremoto di 48 anni fa: a Gemona i 400 rintocchi dedicati alle vittime di quell’indimenticabile 6 maggio

La tragedia del terremoto del 1976 in Friuli ha segnato profondamente la storia della nostra regione, cambiando per sempre il volto e il vivere di questa terra, dei suoi paesi e della sue comunità. Dalle macerie, però, questo popolo forte e determinato, è riuscito a rialzarsi con una dignità senza pari, e a dare un esempio di concretezza, fiducia e straordinaria generosità. Oggi parlare del “modello Friuli” significa parlare di qualche cosa che si può realizzare anche quando tutto sembra perduto e ogni cosa devastata. Sono alcuni dei concetti espressi dal governatore del Friuli Venezia Giulia che ieri sera ha partecipato alle celebrazioni organizzate a Gemona per onorare la memoria di quanti 48 anni fa, la sera di quell’indimenticabile 6 maggio 1976, perirono a seguito del devastante terremoto e per ricordare l’importante opera di ricostruzione che permise al popolo friulano di rinascere. Alle cerimonie ha preso parte anche l’assessore regionale alle Finanze.
Dopo il ritrovo sotto la Loggia comunale, i partecipanti hanno raggiunto il Duomo di Santa Maria Assunta dove hanno preso parte alla Messa solenne, celebrata da monsignor Valentino Costante, con il saluto del nuovo arcivescovo di Udine, monsignor Riccardo Lamba. Al termine del rito cristiano, sono susseguiti i tradizionali 400 rintocchi di campana, dalla vicina torre del Castello, a ricordare ogni persona che morì in quella sera senza fine nel Comune pedemontano. Quindi, autorità e cittadini hanno formato un corteo e hanno raggiunto il cimitero dove è stata deposta una corona in memoria di tutte le vittime del terremoto.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha ricordato come da un’esperienza tanto dolorosa nacque una delle realtà di volontariato più generose e più radicate del nostro tempo: la Protezione civile, che nella nostra regione ha raggiunto tra i più elevati livelli di professionalità e capacità di operare in tempi rapidi e con grande efficacia nei teatri dell’emergenza sia in Italia che all’estero. Il percorso tecnico e organizzativo che portò alla ricostruzione dei territori devastati dal sisma in poco più di 15 anni oggi aiuta chi quel duro sentiero lo deve affrontare, divenendo faro.
L’assessore alle Finanze ha sottolineato invece, a margine, che commozione e gratitudine hanno ammantato la giornata del ricordo: a distanza di 48 anni la memoria dell’immensa tragedia e la magistrale ricostruzione fanno parte della coscienza collettiva dei friulani, anche dei giovani. Grazie a quell’esempio, le nuove generazioni possono diventare protagoniste del loro futuro, forti di un modello che ha fatto della laboriosità e dell’identità valori profondi in cui riconoscersi quotidianamente. L’assessore aveva preso parte in precedenza, nel pomeriggio, anche alle celebrazioni a ricordo del terremoto a Montenars.

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In copertina, il Duomo di Gemona come appariva il 7 maggio 1976, esattamente 48 anni fa, all’indomani del sisma.

Il benvenuto della Regione Fvg al nuovo arcivescovo di Udine ricordando monsignor Alfredo Battisti protagonista nella ricostruzione post-sismica

La Regione Friuli Venezia Giulia porge il suo benvenuto in una terra che la accoglie con grande piacere fiduciosa di poterle offrire il proprio impegno e certa di trovare una guida. È in sintesi il messaggio di benvenuto che l’assessore regionale alla Salute ha rivolto, su delega del governatore, al nuovo arcivescovo di Udine monsignor Riccardo Lamba nell’incontro che domenica scorsa è seguito nel palazzo arcivescovile a seguito della Messa solenne di insediamento nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

L’arcivescovo Alfredo Battisti.

L’esponente della Giunta Fvg ha evidenziato quanto il Friuli sia una terra con un popolo operoso e con le radici fondate nel Patriarcato di Aquileia, che ha dovuto superare sfide e esperienze difficili, vivendo un’area sul confine dell’Europa occidentale in uno schema contrapposto che con un comportamento quotidiano il popolo ha contribuito a superare e con una naturale proiezione verso l’area balcanica, un pezzo di Europa che vive drammatici rischi e conflitti. Per la sua collocazione geografica il Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato l’assessore – è stato scelto di recente dal Governo per organizzare gli aiuti a seguito della guerra in Ucraina, grazie al patrimonio di volontari che può contare e che pone la regione in testa in Italia per rapporto tra volontari e cittadini residenti e grazie alla presenza di una Protezione civile recentemente salutata con grande calore anche da Papa Francesco.
L’assessore ha inquadrato questa realtà odierna nella storia e ha ricordato come proprio domenica ricorresse la vigilia del 48° anniversario del terremoto, un momento tragico che vide la comunità stringersi attorno al proprio arcivescovo, monsignor Alfredo Battisti, uno dei protagonisti di quell’esperienza da cui nacque quello che è considerato uno dei migliori modelli al mondo di ricostruzione, presule rimasto famoso per il motto «Prima le fabbriche e le case, poi le chiese». La solidarietà nazionale e internazionale – è stato ricordato a monsignor Lamba, figlio di emigranti in Venezuela – si mosse per questo popolo emigrato nel dopoguerra che si fece conoscere per i suoi valori e laboriosità.
L’appello finale con cui si è rivolto al nuovo pastore della Chiesa friulana l’esponente della Giunta regionale è stato a lavorare assieme per comporre e combattere le disuguaglianze sempre più evidenti, superare le difficoltà di un tempo complesso in una regione non più confine ma cuore di un’Europa che si presenta con tensioni a cui nessuno pensava di dover assistere nuovamente.

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In copertina, il nuovo arcivescovo Riccardo Lamba durante il suo insediamento nella sala del Trono nel palazzo Patriarcale; qui sopra, nel corteo diretto in Cattedrale.

Sosteniamo la fragilità dell’anziano: oggi a Preone c’è l’ultimo incontro “Si fa Rete”

Giunta al suo terzo anno di attività, la co-progettazione regionale “Si fa Rete – Sosteniamo Insieme la Fragilità dell’Anziano” (finanziata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) è nata con l’obiettivo di sostenere al meglio le persone anziane della nostra regione e sperimentare buone pratiche da applicare nella loro assistenza.
“Si fa Rete” – che coinvolge le organizzazioni non profit Acli Fvg, Associazione Aulòs, Associazione de Banfield, le Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia e si realizza in Carnia in collaborazione con il Servizio Sociale dei Comuni e il Distretto Sanitario della Carnia e altre realtà locali del Terzo settore – ha preso il via con un percorso formativo dedicato in particolar modo ai caregiver, ma aperto a tutta la cittadinanza, lo scorso 9 aprile e, dopo quattro incontri tra Ampezzo e Forni di Sotto su come prendersi cura di una persona anziana con fragilità, si conclude oggi, 7 maggio, a Preone, nell’Alta Val Tagliamento. L’appuntamento è all’aperto con ritrovo davanti al Municipio e si parlerà di “La comunicazione con l’anziano fragile” dove saranno proposte tecniche e suggerimenti pratici per comunicare al meglio con il proprio anziano.
Gli incontri organizzati settimanalmente fin qui hanno parlato di invecchiamento sano e patologico, di come imparare a leggere le fragilità e quali sono i primi segnali da attenzionare, della cura dell’assistito, con cenni di pronto soccorso, dei diritti dell’anziano assistito e del suo caregiver e delle abilità cognitive nell’anziano fragile. La partecipazione è gratuita. Per partecipare agli incontri è sufficiente contattare il numero 339.7731201 o scrivere una mail a info@sifarete.it
Il progetto è realizzato con la collaborazione di: Servizio Sociale dei Comuni e Distretto Sanitario della Carnia, Pro Loco di Preone, Cooperativa di Comunità Marimê, Associazione Anziani Volontariato Ampezzo e i Comuni di Ampezzo, Enemonzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve.

Per informazioni:
info@sifarete.it
Pagina Facebook:
@sifarete

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In copertina, un’immagine di Preone nell’Alta Val Tagliamento in Carnia.

Nimis, grande successo per La Beorcje con Molière che ritornerà in ottobre. Ma già in giugno trasferta a Sevegliano

di Giuseppe Longo

A Nimis piace così tanto il teatro amatoriale in “marilenghe” che dopo due rappresentazioni primaverili dello stesso lavoro ce ne sarà una terza in autunno, come era già avvenuto l’anno scorso per “Colps di tamon”. Il libero adattamento della famosissima commedia di Molière, “Il malato immaginario”, sarà infatti riproposto il 12 ottobre, mentre l’8 giugno “La Beorcje” – la compagnia di casa diretta da Carla Monai e presieduta da Anna Maria Fattori – andrà in trasferta a Sevegliano, alle porte di Palmanova. Sempre in ottobre, il 19 e il 26, ci saranno invece due ospitate a Nimis: la compagnia della stessa frazione di Bagnaria Arsa chiuderà la mini-stagione autunnale, mentre il 19 saliranno sul palco gli attori di Buja.


«Due serate da pienone in Sala Juventus. La gente si è divertita e ha riso molto – commenta con soddisfazione la regista Monai -, in particolare il primo sabato; l’ultima sera c’era, invece, un pubblico più attento alle battute e che ha riso di meno, ma comunque ha apprezzato e si è divertito. Molto bravi tutti gli attori, in particolare Luca Bressani che, come protagonista, ha sostenuto i tre atti in modo esemplare. Merita, poi, una menzione Marisa Comelli che al debutto con noi ha sostenuto un doppio ruolo di sarta e medico, con vera maestria. E mi piace ricordare anche Giacomo Nimissutti che ha caratterizzato con originalità il suo personaggio, non facile da inquadrare. Bravissimi tutti in ogni caso, considerando che in tutte e due le serate non c’è stato un inciampo, né una sbavatura. Prossimo appuntamento, dunque, a Sevegliano l’8 giugno e con la rassegna a Nimis il 12 ottobre, mentre il 19 e il 26 ospiteremo gli amici di Buja e di Sevegliano».
E allora, tornando al “malato” di Molière, ricordiamo tutti i personaggi e gli attori che li hanno intepretati: Argante Luca Bressani, Beline Anna Maria Fattori (presidente della compagnia), Angjeliche Irene Cipriano, Tunine Ermanna Comelli, Beraldo Michele Cecconi, Cleante Nicola Bertolla, Nodar Giacomo Bertolla, Margarite Carla Monai (che è, appunto, anche la regista), dottor Gaudenzio Francesco Di Paola, dottor Diuretico Davide Gervasi, Tomas Giacomo Nimissutti, dottor Purgon Fabio Ceschia, Taier e Crepin Marisa Comelli. Tutti bravissimi, come hanno dimostrato il pienone in entrambi i sabati e i fragorosi applausi. Per cui arrivederci in ottobre.

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In copertina e all’interno della commedia rappresentata da La Beorcje a Nimis.