Domenica una passeggiata a Banne per scoprire il valore della biodiversità

Per il progetto “Quanto vale un petalo?”, sabato 15 giugno la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 9.30 alle 12, una passeggiata a Banne, sopra Trieste, per meglio conoscere la biodiversità dell’ambiente e comprenderne il valore. Un’uscita per tutti, dai bambini agli anziani, con la naturalista Barbara Bassi e attività creative.
Si seguirà un percorso ad anello tra prati e boschi, con l’osservazione di diversi tipi di fiori, per scoprire come le specie vegetali comunicano con gli insetti impollinatori. Seguirà un’attività creativa di costruzione, con materiali di recupero, di fiori di fantasia, basati sulle osservazioni fatte sul campo.
Ritrovo alle 9.10 davanti alla Scuola Media “de Tommasini” di Banne, in via di Basovizza 60, vicino al semaforo e al passaggio pedonale. Raggiungibile da Trieste con il bus 51. Quota di partecipazione: 5 euro; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

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In copertina, una farfalla su fiori di ligustro sul Carso; all’interno, una escursione didattica e il fiordaliso di Trionfetti.

Excelsior Fvg, in giugno 10.810 assunzioni trainate dal turismo. Da Pozzo: bene anche le costruzioni

Sono 10.810 le assunzioni programmate dalle imprese, a giugno, in Friuli Venezia Giulia, che diventano 28.190 nell’intero trimestre giugno-agosto. La richiesta è in lieve calo rispetto a giugno 2023 (-350 figure, -3,1%) e al corrispondente trimestre (-310 figure, -1,1%). A trainare i nuovi contratti di lavoro è ancora il turismo e più in generale il settore variegato dei servizi (con 7.580 contratti offerti a giugno e quasi 20mila previsti nel trimestre), mentre sono 2.370 a giugno i lavoratori ricercati dal comparto manifatturiero (5.880 nel trimestre). Nel mese, registrano dinamiche molto positive le costruzioni (+17,8%) con quasi 900 assunzioni previste (2.400 nel trimestre) e il commercio (+16,9%). In flessione, invece, il comparto dell’industria (-13,5% di assunzioni previste). Sono queste le elaborazioni del Bollettino Excelsior realizzate per il Friuli Venezia Giulia dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, diffuse ieri in contemporanea alla pubblicazione del bollettino nazionale che registra mese per mese il fabbisogno, a livello occupazionale, delle imprese italiane.
«Anche vista la stagione, il turismo si conferma il comparto che offrirà le maggiori opportunità di impiego», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, con circa 2.500 lavoratori ricercati nel mese e 6.400 nel trimestre, seguito dai servizi alle imprese (2.240 nel mese e quasi 6mila nel trimestre) e dal commercio (1.500 nel mese e poco meno di 4.000 nel trimestre).
Sono circa 5.700 le assunzioni per cui le imprese hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperire il profilo adatto: il 52,5% dei profili sono dunque complessi da trovare, con un +1,2% di difficoltà rispetto al 2023 e addirittura + 19.4% di difficoltà rispetto al 2029. Tra le professioni tecniche e a elevata specializzazione spiccano per difficoltà di reperimento, come ormai abituale negli ultimi anni, gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni con l’82,2%, ma anche tecnici della salute (80,8%) e tecnici in campo ingegneristico (80,5%). Per le professioni commerciali e nei servizi le figure più difficili da reperire sono quelle relative a professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (64%), seguono gli operatori della cura estetica (63,2%). Infine, tra le figure degli operai specializzati e i conduttori di impianti si distinguono i fabbri ferrai costruttori di utensili (89%) e gli operai specializzati nell’installazione e manutenzione di attrezzature elettriche/elettroniche (80,5%).
Per una quota pari al 21% le imprese prevedono di assumere personale immigrato e il 35,1% delle assunzioni a giugno interesserà giovani con meno di 30 anni. I giovani sono richiesti soprattutto nelle aree commerciali e della vendita (il 43% delle figure richieste), così come nelle aree tecniche e della progettazione (il 38,8%).
Sotto il profilo territoriale, il Mezzogiorno registra una dinamica positiva consistente (+3,8mila su giugno e +19mila sul trimestre) grazie al contributo, in particolare, di costruzioni e commercio; la flessione del manifatturiero penalizza le altre aree geografiche, soprattutto il Nord Est (complessivamente -4,4mila nel mese e -10,3mila nel trimestre); più stabili, sempre rispetto ad un anno fa, Nord Ovest e Centro.

Il report Banca d’Italia
sarà presentato a Udine

La Banca d’Italia presenterà anche a Udine, in Sala Valduga, i risultati del rapporto annuale “Economie regionali – Friuli Venezia Giulia”. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Camera di commercio di Pordenone-Udine, è in programma per venerdì 14 giugno, alle 11. Come è noto, la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico ed economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale con i Rapporti regionali. In tal modo, l’Istituto intende contribuire ad accrescere, sul territorio, la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.
Dopo l’intervento introduttivo del presidente camerale Giovanni Da Pozzo e del direttore della sede di Trieste di Banca d’Italia, Marco Martella, presenteranno il rapporto Paolo Chiades e Daniel Mele, economisti della divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede triestina di Banca d’Italia. «Siamo felici che Banca d’Italia abbia accettato il nostro invito a presentare il loro interessante report anche a Udine, estendendo così il contatto diretto con le realtà imprenditoriali e di categoria di questo territorio e nella sede della Cciaa, “casa” di oltre 70mila imprese che animano, rendono vitale e fanno crescere la nostra regione», evidenzia Da Pozzo. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, previa registrazione sul sito Cciaa www.pnud.camcom.it. Per informazioni: Telefono 0432.273224 e segreteriagenerale@pnud.camcom.it

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In copertina, il presidente dell’ente camerale friulano Giovanni Da Pozzo.

A Grado sta per ritornare il Cinebike all’insegna della ecologia: per tutte le proiezioni energia dai pannelli solari

Cinema all’aperto, incontri con i protagonisti, tour in bicicletta alla scoperta del territorio, degustazioni e concerti: la seconda edizione di Cinebike Festival è stata presentata ieri al GO Center di Gorizia e si accende con un programma ricco di film, eventi ed incontri dedicati a tutta la famiglia. Appuntamento pertanto a Grado dal 15 al 22 giugno con una speciale serata di anteprima a Cormons venerdì 14.
L’arena bike-in resta il cuore del festival, ovvero la versione su due ruote del celebre drive-in statunitense: posizionata all’interno del Parco delle Rose, l’arena sarà accessibile gratuitamente in bicicletta per poter guardare i film in cartellone comodamente seduti sotto le stelle. Un’esperienza di cinema diversa ed emozionante e soprattutto ecologica.

Tutte le proiezioni, infatti, sono realizzate con il Solar Cinema di Euganea Movie Movement, un furgone con dei pannelli solari sul tetto che, attraverso un inverter e delle batterie, accumula energia pulita per la realizzazione delle proiezioni all’aperto in assoluta autonomia energetica. Cinebike identifica un nuovo modo per vivere cultura, arte e creatività e per promuovere il turismo sostenibile, coinvolgendo il territorio, i Comuni limitrofi e le comunità, sfruttando la rete di piste ciclabili e le aree pedonali in circolo virtuoso. Come nella prima edizione, Cinebike trova il proprio fulcro nelle proiezioni per poi allargarsi agli eventi disseminati nei Comuni sul territorio che quest’anno sono cinque: Capriva, Medea, Aquileia, San Floriano e Cormons che, come detto, ospiterà l’anteprima.

“La seconda edizione di Cinebike – sottolinea Silvia Moras, curatrice del festival – fa parte delle iniziative di avvicinamento all’evento internazionale Go!2025, contribuendo a delineare i tre grandi filoni della rassegna 2024: il cinema ovviamente, la mobilità sostenibile e il tema del confine. Il titolo di ogni serata giocherà, infatti, con le diverse declinazioni della definizione di confine, non solo geografico, ma del tempo, del mito, dell’avventura. Come l’anno scorso, la programmazione unirà film storici e materiali d’archivio a novità e anteprime, potremo vedere, per esempio, sia un grandissimo classico come “Totò al Giro d’Italia” sia il recente “Io Capitano”. Ci tengo a sottolineare come due film del cartellone di Cinebike saranno proiettati anche all’interno della Casa di riposo di Grado, per coinvolgere anche i fruitori più fragili che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di partecipare al festival”.
Cinebike comprende anche una mostra dedicata al mondo della biciletta visto attraverso i fumetti e il programma di eventi che uniscono il piacere di andare sulle due ruote alla scoperta del territorio con incontri, presentazioni, concerti e degustazioni per incontrare i gusti di tutti. Eccolo! Il Furgon Furlan resterà parcheggiato nell’arena di Cinebike a Grado per tutte le otto serate di proiezioni con un’offerta di cibo da strada, bibite e birre artigianali che possono essere consumate prima o durante le proiezioni in tutta libertà, così come i pop-corn. E anche il bookshop del festival viaggia su bicicletta, precisamente su una cargo bike che sarà parcheggiata nell’arena prima delle proiezioni con una selezione di libri dedicati al tema della bici, del viaggio e del territorio Fvg.
Il contest di cortometraggi Cinebike Shorts quest’anno ha una formula differente: non hacoinvolto le scuole, ma autori under 35 che, attraverso un bando, si sono aggiudicati un corso di formazione per la scrittura di un soggetto originale legato al tema della mobilità sostenibile. Una giuria interna, composta da membri di Cinebike e della Cross-border Film School di Gorizia, assegnerà 3.000 euro per la realizzazione del cortometraggio sceneggiato durante la premiazione di sabato 22 giugno.

Cinebike Festival è organizzato da Videomante con il contributo di Regione FVG, Comune di Grado, Fondazione Carigo, Fondazione Pittini, Comune di Cormons. Con la partecipazione di Comune di Aquileia, Comune di Capriva del Friuli, Comune di Medea, Comune di San Floriano del Collio, Paff! International Museum of Comic Art, Cross-Border Film School, Kino-Otok.
Partner: Bike-in, Bisiachi in bici, Brumat azienda agricola, Ciclocinema, Circo all’incirca, Cineteca del Friuli, Cussigh bike, Ediciclo Editore, Enoteca di Cormons, Eccolo!, Euganea Movie Movement Fun Active Tours, Giancargo, Hotel Astoria, Kinoatelje, Komjanc Alessio, Mauro bike, Odòs, Osteria Vinars, Panificio Iordan, Rodaggio Film, SOCIAL TEAM, Vini Brojli, Visioni a catena, Založništvo tržaškega tiska.

Per il programma completo, orari, informazioni e prenotazioni: www.cinebikefest.it

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In copertina e all’interno immagini della scorsa edizione a Grado e della presentazione del festival a Gorizia.

A Casarsa giovani artisti del territorio con Marco Anzovino presentano una canzone frutto di un laboratorio musicale

Una serata musicale aperta a tutti con i giovani artisti del territorio: questa sera, alle 21, si terrà l’evento “Senti il battito” inserito all’interno della Festa di San Giovanni. Nella cornice del centro comunitario parrocchiale (ex area Zuccheri) verrà presentato il videoclip musicale “Sulla via del lieto fine” realizzato dai ragazzi del Progetto Giovani di Casarsa e si terrà l’esibizione di Musica d’Insieme dei ragazzi dell’associazione L’Arte della Musica di Zoppola. Ospite speciale della serata Marco Anzovino, educatore, musico-terapeuta e scrittore.
La serata è frutto di un laboratorio che ha consentito a ragazze e ragazzi dai 16 ai 19 anni di età, frequentanti il Progetto Giovani, di esprimersi e di mettersi in gioco ideando una canzone che è poi diventata il centro del videoclip che verrà presentato per la prima volta durante la serata e che poi sarà visibile sul canale YouTube del Progetto Giovani. L’iniziativa è inserita all’interno della rassegna Note Sconfinate promossa dall’associazione culturale L’Arte della Musica con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia assieme al Progetto Giovani di Casarsa della Delizia – Assessorato alla Politiche giovanili.

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In copertina e qui sopra i giovani che a Casarsa hanno partecipato al progetto con il musicista Marco Anzovino.

Che bella festa dei De Tina a Zompicchia ricordando i defunti e la storia del paese

(g.l.) De Tina è un cognome storico fra i più noti di Zompicchia, piccola frazione di Codroipo che si attraversa arrivando da Udine prima di raggiungere il capoluogo del Medio Friuli. E, fra i compaesani  chiamati così, c’è anche don Rizieri De Tina, pievano di Nimis da ben 40 anni. «Il 1° giugno – racconta, infatti, il sacerdote – ci siamo trovati, i De Tina, com’è tradizione. Eravamo una cinquantina. Dopo la preghiera per i nostri morti, che sono sepolti attorno alla chiesetta di Zompicchia, siamo andati a Codroipo e, mentre mangiavamo, abbiamo rievocato quanto i nostri vecchi ci raccontavano, per non dimenticare la nostra storia. Infine, abbiamo intonato alcune villotte e siamo tornati a casa tutti contenti».
Insomma, una bella consuetudine quella dei De Tina che rinsalda il senso di appartenenza a una piccola comunità, nella quale tutti ci si conosce e ci si sente uniti e solidali, all’insegna della storia e delle tradizioni, cioè dell’essere “paese”. E, allora, alla prossima!

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In copertina, don Rizieri durante la Messa e qui sopra il folto gruppo dei De Tina per la foto-ricordo davanti alla chiesetta.

Asu in festa per l’Angelo del Castello e per l’oro di Tara Dragaš in Trentino

Sarà una serata all’insegna dello sport friulano, quella in programma oggi, a partire dalle 18, al PalaPrexta, sede dell’Associazione Sportiva Udinese. “Angelo del castello”, il format di UdineseLife.it, dopo il successo della sua prima edizione, si ripropone al grande pubblico in una veste nuova che vedrà salire sul palco “I campioni degli sport senza pallone”. L’evento – sponsorizzato da Romagna Coppe – sarà aperto al pubblico, a ingresso libero, ma con iscrizione obbligatoria attraverso la piattaforma EventBrite (entro le ore 12), fino a esaurimento dei posti disponibili.
Animatori della serata saranno i giornalisti Edi Fabris e Monica Tosolini. Saranno proprio loro a presentare e intervistare brevemente le glorie olimpiche del Friuli, ma anche le giovani promesse che si sono già affacciate alle competizioni internazionali portando alti i colori della bandiera friulana. L’evento è stato presentato al PalaPrexta, alla presenza di Edi Fabris e del direttore generale dell’Asu, Nicola Di Benedetto.
«Oggi (fortunatamente) diventa sempre più difficile sentir parlare di “sport minori”. Anche quelli meno noti al grande pubblico riescono sempre più a ritagliarsi spazio sul web, sui social, e poi anche sugli altri mezzi di comunicazione. Nonostante ciò, c’è ancora strada da fare per “competere”, in termini di audience, con gli sport più popolari, il calcio su tutti. Abbiamo quindi pensato, insieme a Gianni Strizzolo ed Edi Fabris, di dedicare una intera serata a quegli atleti che hanno scelto degli sport che non tutti conoscono come probabilmente meriterebbero. Sport che, al pari (o forse di più) di altri, custodiscono storie umane fatte di passione e sacrificio», ha sottolineato Di Benedetto.
«Una giusta vetrina d’onore a molte discipline che nel tempo hanno espresso campioni assoluti, ma che spesso sono state offuscate dal mondo del pallone. Una passerella, quella che andrà in scena all’Asu, che vedrà sfilare nomi di assoluto prestigio, da quelli di glorie storiche come Gabriella Paruzzi, Daniele Pontoni, Enzo Del Forno e altri ancora ad altri di giovani campioni come l’iridato junior del ciclismo Stefano Viezzi, il campione italiano di nuoto Lorenzo Gargani, i giovani medagliati come schermidore Tiziano Sartogo e la squadra di ritmica di A1 dell’Asu. E chi ci sarà non rimarrà certo deluso», ha affermato Fabris.
Ecco, allora, che al PalaPrexta “sfileranno” i campioni e le campionesse di atletica leggera, arti marziali, ciclismo, danza sportiva, ginnastica ritmica, motociclismo, nuoto, pesistica, pugilato, rally, scherma, sci, tiro a volo, tiro con l’arco. Non mancheranno poi i campioni di Special Olympics Fvg.

Intanto, in Trentino, la 54ma edizione dei Campionati italiani assoluti di ginnastica ritmica, per Tara Dragaš, stellina dell’Asu, si è conclusa con quattro podi, uno per ciascuno degli attrezzi. Tara ha conquistato la medaglia d’oro al nastro, con 31.200, piazzandosi davanti a Giorgia Galli e Milena Baldassarri; due gli argenti, nel cerchio (32.700) e nelle clavette (31.550); il bronzo è invece arrivato alla palla con 32.100. Punteggi che le hanno consentito di raggiungere il quarto posto nel concorso generale con 126.600 dopo Sofia Raffaeli, Milena Baldassarri e Viola Sella.
«La posizione nel concorso generale è l’unica nota stonata di una gara che l’ha vista fare degli esercizi precisi e senza sbavature, tanto da consentirle di superare ginnaste più esperte. Il podio all’all around non c’è stato a causa di due errori alle clavette che l’hanno penalizzata. Si è trattato (nel suo caso, come in quello di Tavano al nastro) di un errore dovuto al soffitto più basso del solito. Le ragazze infatti si allenano in palestra molto più alta, riuscendo a eseguire un maggior numero di rotazioni sotto il volo dell’attrezzo, situazione che in gara era diversa. Detto questo, però, nelle esecuzioni finali è stata più attenta, ma questo l’ha portata a non fare il programma con tutte le difficoltà», ha raccontato Špela Dragaš, che allena Tara e tutta la squadra friulana con Noelia Fernandez, Valeria Pysmenna e il supporto della coreografa Laura Miotti.
Positive anche le prove delle altre atlete bianconere in gara a Folgaria (Trento): «Per Isabelle Tavano – ha spiegato ancora la coach – è arrivato un bel quarto posto nella finale alle clavette. Un risultato che l’ha vista migliorare rispetto al 2023. Gaia Mancini, invece, è stata l’unica neo-senior ad accedere alle gare di specialità, dove è arrivata ottava nella finale al cerchio e 15ma nel concorso generale. Esperienza positiva anche Isabel Rocco, anche lei neo-senior, che si è classificata 16ma all’all around».
«Con questo importantissimo evento chiudiamo un anno ricco di grandi soddisfazioni per la polisportiva e in particolare per la sezione ritmica – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -. Quattro atlete su 21 partecipanti agli Assoluti è già un gran risultato, tante medaglie, poi, ci confermano la bontà del lavoro di squadra e la maturazione tecnica e prestazionale delle atlete. Tutto ciò è frutto di un grande lavoro di pianificazione e programmazione unito al talento delle atlete che hanno fatto di Asu la loro casa. Complimenti a tutte».

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In copertina, Tara Dragaš e all’interno la squadra Asu che ha partecipato ai campionati di ritmica a Folgaria in Trentino.

 

Nimis, quegli otto dipinti di Tita Gori salvati nella Chiesa di Centa e nell’Asilo dal figlio Ottone dopo il terremoto

di Giuseppe Longo

Da bambino ero uno dei tanti chierichetti di Nimis che riempivano il presbiterio della indimenticabile Chiesa di Santo Stefano in Centa. E pressoché tutta la mia esperienza di servizio all’altare, nata oltre sessant’anni fa quando ogni Messa in latino cominciava con “Introibo ad altare Dei…”, avvenne durante il plebanato di monsignor Eugenio Lovo, ma era cominciata già alla fine di quello di monsignor Beniamino Alessio, il grande arciprete mancato nel 1962. Io di borgo Valle frequentavo soprattutto l’amata comparrocchiale, perché nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, oltre il “puint dal plevan” sul Cornappo,  si celebravano soltanto i riti solenni delle grandi festività: era Santo Stefano, infatti, la vera Chiesa intorno alla quale ruotava tutta la vita cristiana del paese.

E quando servivo Messa in Centa il mio sguardo veniva rapito dai grandiosi affreschi che abbellivano il “cielo” della Chiesa e che si fondevano armoniosamente con il monumentale altare del Meyring che oggi ammiriamo in Duomo, ma non più con quell’effetto scenografico che le meravigliose statue arrivate da Venezia a Porto Nogaro sui barconi, e poi portate a Nimis con carri trainati dai buoi, solo là potevano esprimere. E quando, finite le celebrazioni, si tornava in sacrestia la svestizione dei “zaguz” avveniva tra grandi quadri ad olio che richiamavano gli affreschi della navata, perché opera della stessa mano: anche quelli erano stati dipinti da Giovanni Battista “Tita” Gori, l’artista nato nel 1870 sotto il campanile della vetusta Matrice e morto nel 1941, ancora in età relativamente giovane per l’epoca, ma con la fortuna di non aver visto il paese incendiato appena tre anni dopo.
Il vasto ciclo di affreschi di Santo Stefano, purtroppo, è andato distrutto completamente poche settimane dopo il terremoto del 1976, quando forse troppo frettolosamente – ma, si sa, ogni scelta è “figlia” del suo tempo! – si decise, pur con dolore, di radere al suolo lo storico edificio danneggiato, al fine di eliminare ogni possibile fonte di pericolo. Per fortuna vennero salvati, invece, i dipinti della sacrestia, ma anche dell’Asilo infantile (pure demolito!): l’opera la dobbiamo a Ottone Gori, figlio dell’artista, che provvide a sue spese anche al loro restauro. Venendo dunque all’oggi i figli Caterina e Giancarlo, nipoti di Tita, hanno deciso di riaffidarli alla Chiesa di Nimis che, con monsignor Rizieri De Tina, prima di dare agli otto quadri una sistemazione definitiva, ha deciso di esporli per una settimana all’ammirazione dei fedeli e di tutti coloro che amano l’arte sacra nella Chiesa matrice, che pure conserva preziosi affreschi dell’artista di San Gervasio che integrano i cicli antichi, in prossimità della ricorrenza dei Patroni che il calendario ricorda il 19 giugno: la Parrocchia, per fare questo, ha beneficiato della preziosa collaborazione di Gianni Paganello e della moglie Adriana, esperta d’arte.

Tita Gori


Così nella Pieve verrà allestita una mostra con tutti i quadri che oggi sono rimasti a testimoniarci l’arte di Tita Gori – «interprete e cantore di una religiosità popolare e autore di riletture evangeliche calate in una dimensione realistica legata all’esperienza locale», aveva scritto il giornalista e critico d’arte Licio Damiani, al quale il Comune di Nimis aveva affidato la realizzazione di un libro in occasione dei 50 anni della morte del pittore che ricorrevano nel 1991: il suo titolo “Tita Gori e i giardini del Paradiso” – e che sarà inaugurata sabato prossimo alle 17.30, presenti anche il commissario Giuseppe Mareschi, i discendenti dell’artista, in particolare Francesca Totaro, laureata in beni culturali, che illustrerà l’arte del trisnonno, e l’architetto Bernardino Pittino, presidente del Centro friulano arti plastiche. Di Tita Gori e della sua arte parlerà poi lunedì 17 giugno anche don Alessio Geretti, il sacerdote divenuto famoso per essere l’ideatore e il curatore delle meravigliose mostre di Illegio: la sua lectio magistralis s’intitola “Il mistero semplice. Un Cristo di cielo tra gente di terra nella pittura di Tita Gori”. La mostra resterà allestita fino a domenica 23 giugno quando saranno festeggiati i Santi Gervasio e Protasio. Ma su tutto questo avremo occasione di ritornare anche nei prossimi giorni. Per ora era prioritario sottolineare l’importanza dell’iniziativa presa dalla Parrocchia con il patrocinio del Comune di Nimis per rendere omaggio a un artista che ha lasciato tanto in Friuli, e pure all’estero, ma soprattutto al suo paese. L’opera più vasta, come detto, non c’è più da ben 48 anni, ma abbiamo almeno questi bellissimi quadri salvati dal figlio Ottone, alla cui memoria dobbiamo essere grati. Conserviamoli ora come gemme preziose!

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In copertina e all’interno i dipinti a olio di Tita Gori: le foto sono tratte dal libro “Nimis un calvario nei secoli” del compianto commendator Bruno Fabretti.

 

Pellegrino in Anatolia alle origini del sacro: i racconti di viaggio del filosofo Emanuele Franz nel suo nuovo libro

(g.l.) Proprio in questi giorni è uscito per i tipi della Audax Editrice il nuovo libro del saggista, filosofo e poeta friulano Emanuele Franz, dal titolo “L’acqua della vita. Pellegrino in Anatolia alle origini del Sacro”. L’autore in questo volume racconta il suo viaggio nella penisola in cui oggi c’è la Turchia e nella quale ha percorso via terra ben 1076 chilometri. Un pellegrinaggio alla ricerca dei fondamenti della Fede che ha toccato la Chiesa di Paolo a Tarso, la Chiesa di Pietro e Paolo ad Antiochia, il mausoleo dei profeti Daniele, Giobbe, Eliseo, la grotta natale di Abramo a Edessa e il tempio più antico del mondo a Göbekli Tepe e Karahan Tepe.


Il tema è l’acqua che dà la vita e la salvezza, per cui le acque del Cidno, il fiume sacro dove pregava San Paolo e frequentato da Alessandro Magno, il fiume Harbiye dove Apollo sedusse Dafne e infine il pozzo di Giobbe, dove i locali portano a curare i malati e gli infermi fanno parte del racconto del filosofo di Moggio Udinese. Il viaggio prosegue fino a Mardin, al confine con la Siria, dove ancora si parla l’aramaico antico. Emanuele Franz è convinto, dopo le sue ricerche in Medio Oriente, che l’acqua della vita di cui parla la Genesi non sia un’allegoria, ma si collochi proprio in un luogo preciso nell’attuale Anatolia. Firma la prefazione del libro il vescovo di Terme Athenagoras.
«Come gli antichi Pellegrini, Emanuele Franz, ha incarnato in questo – scrive il presule – il messaggio evangelico delle Beatitudini: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Possiamo percorre idealmente, attraverso questo testo, le antiche terre della Anatolia, dove ancora sono presenti monumenti che ricordano la grandezza del Cristianesimo che in quelle terre, come in Cappadocia, in Palestina e in tutto l’Oriente sono state testimoni della fioritura di grandi Santi e Padri della Chiesa Indivisa e del pensiero teologico che forgia ancora le nostre Chiese oggi».
Emanuele Franz è nato il 14 agosto 1981 a Gemona e vive a Moggio. È saggista, filosofo, attore e poeta. Si occupa di filosofia e storia delle religioni e ha al suo attivo più di 30 pubblicazioni, nelle quali spazia dai romanzi alla saggistica, dai dialoghi alle opere drammatiche, dalla letteratura di montagna all‘ermetismo. Il suo nuovo libro ha 132 pagine, presenta all’interno 30 fotografie di viaggio, ed ha un prezzo di copertina di 15 euro, può essere reperito sul canale della casa editrice www.audaxeditrice.com

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In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz con il suo nuovo libro.

Vergnacco stasera ricorda padre Collini: musica, lettere e poesie tra le sculture

(m.ri.) Vergnacco e il Rojale oggi renderanno omaggio, a mezzo secolo dalla scomparsa, a padre Giovanni Battista Collini, missionario per lunghissimi anni anche in Paesi di persecuzione come la Cina di Mao. Come già riferito, l’appuntamento è, alle 18, nel Parco delle sculture. Se, invece, dovesse piovere la cerimonia sarà trasferita nella vicina Chiesa, la stessa che ha visto il giovane “Titute” crescere nella fede.

Padre Giovanni Battista Collini

La commemorazione è proposta dalla Parrocchia della frazione di Reana e prevede una serata culturale intitolata “Ricordando Pre Titute – musiche e poesie su Padre Collini a 50 anni dalla morte”, durante la quale sarà ripercorsa l’esperienza del sacerdote in Cina e in Sierra Leone attraverso brani musicali, poesie e lettura di alcune lettere che il missionario aveva inviato ai parenti.
Ricordiamo che si tratta di una iniziativa di don Aldo Castenetto e dei familiari di padre Collini: ci saranno, infatti, Elisa Castenetto al flauto e Mario Castenetto alla marimba, e poi Elena Collini con le sue poesie. La serata si concluderà con un piccolo momento conviviale a cui tutti sono invitati.

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In copertina, la Chiesa di Vergnacco e qui sopra il Parco delle sculture.

Ultima giornata oggi a Gorizia con il Festival delle Lingue: nel programma c’è anche una visita a Casa Ascoli

Seconda e ultima giornata, oggi, a Gorizia con il Festival delle Lingue, rassegna ideata dall’Associazione culturale Kulturhaus Görz ospitata nella Corte di Casa Ascoli, luogo simbolico dell’identità plurale e della storia della città isontina quale è il ghetto ebraico. Anche per questa seconda giornata un’intensa attività di laboratori e workshop oltre agli attesi incontri letterari. Avvio alle 10 con i laboratori di lingue: quello di sloveno, a cura di Lionella Costantini, e quello di friulano, a cura di Serena Fogolini. Completano i laboratori, nel pomeriggio, quello di Disegno Manga per ragazzi con il noto fumettista Federico Bauzon, che con le sue creazioni appassiona il popolo dei social, e il Laboratorio di spagnolo con Francesca Fornasier e Maria Muñoz di Kulturhaus Görz, mentre alle 17 la Società Filologica Friulana guida il pubblico alla scoperta del piano nobile di Casa Ascoli che ospita la mostra “Le lingue di Gorizia e E nas une lenghe”.

Vojko Gorjanc


Dalle 10.30 spazio anche agli incontri a partire dalla presenza di Vojko Gorjanc, docente all’Università di Lubiana sul tema delle “Ideologie linguistiche” dove verranno approfondite le relazioni di potere nel discorso, compresa l’interazione mediata dall’interprete. Ulteriore, appassionante incontro sul tema delle lingue quali possibili “ponti” o motivo di scontro tra popoli, è il dialogo con Jan Brousek in “Conflitti linguistici nella regione Alpe-Adria. È possibile trovare una lingua comune?” (ore 11.30). L’artista visiva Paola Gasparotto sarà protagonista, in conclusione di mattinata (ore 12.30), dell’incontro condotto da Franco Spanò “Time of change. Visioni per un pianeta che cambia”.
Nel pomeriggio, il laboratorio “L’importanza dello studio del carsismo nella regione Fvg nel contesto Mitteleuropeo” a cura di Maurizio Tavagnutti del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer mentre alle 18 ospite del festival sarà la poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso: accompagnata da Walter Chiereghin si racconta in “Poesia e prosa di un’autrice al confine”. Giornalista sempre in movimento tra Milano e Trieste, Tolusso – vincitrice del Premio Pasolini (2004), Premio Fogazzaro (2012), Premio Internazionale Città di Moncalieri (2023) e Premio Acqui Terme (2023) – è autrice dei romanzi L’imbalsamatrice (Gaffi, 2010), L’esercizio del distacco (Bollati Boringhieri, 2018) e delle raccolte poetiche L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003), Il freddo e il crudele (Stampa, 2012), Apolide (Specchio-Mondadori, 2022, finalista al Premio Strega Poesia 2023).
Con Lorenzo Drascek, dell’Associazione Amici di Israele, si andrà invece alla scoperta del ghetto ebraico con una visita guidata in programma alle 19.15, a cui sarà abbinata una degustazione di vini kosher. Ultimo autore in programma (ore 20.30) lo scrittore Kossi Komla-Ebri nell’incontro condotto da Rossana Puntin, “Rinascere in una lingua”. Togolese naturalizzato italiano, dopo essersi trasferito in Italia si è laureato in Medicina e Chirurgia a Bologna, esercitando la professione medica per molti anni. Kossi Komla-Ebri è un esponente di spicco del movimento della Letteratura della migrazione in lingua italiana, vincitore tra gli altri del premio Mare Nostrum per la letteratura nel 2005 e del premio Prato città aperta nel 2019. Ha pubblicato numerosi libri di racconti tra cui i divertentissimi Imbarazzismi (2002) e Nuovi Imbarazzismi (2004), una serie di piccoli racconti di quotidiana ed ilare discriminazione, tradotti in più lingue, Home (2022) in lingua inglese e Neyla (2002-2011), da poco anche tradotto ed edito in Slovenia.
Gran finale per questa seconda edizione del Festival delle Lingue alle 21,30 con la musica di Dj Janko, noto DJ sloveno famoso per la sua scelta musicale europop, lavora nella zona transfrontaliera e coniuga ironia e passione musicale spaziando tra adiversi generi e travalicando confini musicali e temporali in un’unica, grande proposta musicale.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero. Per Info: www.kulturhaus-go.it

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In copertina, la giornalista, poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso.