“Dialoghi”, domani farà tappa a Cormons fra gli anziani il Festival della conoscenza

di Mariarosa Rigotti

L’XI edizione del festival “Dialoghi” entra sempre più nel vivo: il secondo appuntamento è per domani 22 giugno, alle 17, alla Casa di riposo “Rosa Mistica” di Cormons, e il titolo della proposta è in tema con lo spazio che accoglie la serata: “Chiara, Francesco e le rose”. Va detto poi che il Festival internazionale della conoscenza quest’anno sviluppa il tema “Sconfinamenti e connessioni”. Come viene anticipato, «gli incontri saranno un modo per conoscere, capire e magari trovare qualche suggerimento per trovare un rimedio all’esclusione sociale».
Mentre, tornando a domani, sarà proposto, appunto, “Chiara, Francesco e le rose”, lettura scenica con testo di Renzo Furlano, direttore artistico del festival, e Pierluigi Pintar (voce), Sara Clanzig (flauto traverso) e Laura Pandolfo (arpa). Come viene anticipato, «questo momento prevede la partecipazione attiva, in qualità di attori, degli ospiti della Casa di riposo; l’inclusione di persone diversamente abili; la valorizzazione delle lingue minoritarie e comunitarie».
Come spiega lo stesso Furlano: «“Sconfinare il confine è un’ambivalenza rappresentata da una “fine comune”, da individuare, da rompere, da scoprire; il confinis è il vicino, il limitrofo che diventa l’affine, il simile. Le Connessioni non sono necessariamente quelle digitali o social, ma piuttosto sociali, relazionali, emozionali, empatiche e utili a ridurre le distanze fra le persone. Ed è quello che tentiamo di fare con gli appuntamenti del Festival Dialoghi”».
Va, infine, ricordato che l’evento di domani è realizzato in collaborazione con Casa di riposo “Rosa Mistica” di Cormòns e grazie al fondamentale supporto della Regione Fvg e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. E l’ingresso, come per tutti agli eventi del festival, è libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.

“Yoga Day Udine”, tante proposte oggi per la giornata internazionale del Solstizio

Quattordici eventi gratuiti nei giardini e nelle piazze della città; una conferenza a ingresso libero organizzata in collaborazione con l’Università di Udine e due workshop. Sono questi i numeri della settima edizione dello Yoga Day Udine (che quest’anno si presenta anche con un nuovo logo: YOU24), organizzato anche quest’anno dall’associazione Flor de Vida di Udine.

YOGA DAY 2024 – Se lo “Yoga Day Udine” torna in città oggi, 21 giugno (parte del calendario di UdinEstate), come in quasi duecento altri Paesi in tutto il mondo, come detto, ad anticipare la Giornata Internazionale è stato un seminario intensivo di Anusara® yoga, mentre nel weekend in programma c’è la conferenza “La mente svelata: il ruolo della meditazione secondo yoga e scienza” (domani alle 18, nell’Aula T9 di palazzo Garzolini – Di Toppo Wassermann, sede dell’UniUd) e un workshop di Kundalini yoga (domenica in mattinata).

OGGI – Il 21 giugno, Giornata Internazionale dello Yoga (dal 2014), è cominciato già alle 6 con alcuni appuntamenti. La proposte per i più piccoli proseguiranno poi nel pomeriggio al parco Moretti (ritrovo sotto l’albero Fuxia) con Federica Ceppellotti: alle 17 (dai 4 ai 6 anni) e poi alle 18 (dai 7 ai 10 anni) è in programma “YogaOOm – esperienze per cuori luminosi”. Sempre alle 17, ai giardini del Torso (ritrovo sotto il chiostro) ci sarà una lezione di hatha yoga con Lucia Gigante. Nella stessa location, alle 19, sarà la volta dello Yin yoga (ritrovo sotto il chiostro) con Alessia Serli. Sempre alle 19, Barbara De Benedetto sarà in piazza XX settembre (ritrovo all’ingresso del palazzo in stile veneziano) con una lezione di Anusara yoga. Alle 19.30, in piazza Venerio (ritrovo alla sinistra della chiesa), con Alizia Murador sarà a disposizione per una pratica di Iyengar® yoga. Alle 21.15, ai giardini del Torso (ritrovo davanti alla fontana della loggetta del parco), è invece in programma l’evento conclusivo: Kirtan, bhajan e 108 OM con Simone Tomadini, Alizia Murador e Mauro Domenico Raddi. Tutte le lezioni saranno a ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito web yogadayudine.it, in quanto i posti sono a numero chiuso. In caso di maltempo gli eventi si svolgeranno al chiuso, tutti i dettagli saranno comunicati sui social di Flor de Vida Udine (Facebook e Instagram) e sul sito (disponibili anche nella tabella riportata sotto).

CONFERENZA ALL’UNIUD – Domani, invece, nell’aula T9 di palazzo Garzolini-Di Toppo Wassermann, sede dell’Università degli Studi di Udine (via Gemona 92), alle 18, è in programma, la conferenza “La mente svelata: il ruolo della meditazione secondo yoga e scienza”. I relatori saranno Cristiano Crescentini, professore associato in psicologia clinica all’Università degli Studi di Udine e direttore del master di I livello in “Meditazione e Neuroscienze”, che parlerà di psicologia positiva, mindfulness e benessere, e Guru Jiwan Kaur, insegnante di Kundalini yoga e formatrice internazionale, fondatrice dello Shakti YogaLab di Roma, che parlerà di meditazione come tecnica antica di enorme interesse ed efficacia nel mondo moderno e racconterà la mente nella tradizione del Kundalini yoga. Moderatore dell’evento sarà il giornalista Alessandro Cesare. Al termine di ogni intervento, seguirà una meditazione guidata assieme ai partecipanti per sperimentare in prima persona quanto appreso a parole. L’evento sarà a ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria attraverso sul sito yogadayudine.it.

SEMINARIO DI KUNDALINI – Il giorno seguente, domenica 23 giugno (dalle 9.30 alle 12.30, alla palestra Fitness University di viale Palmanova 464/12 sempre Guru Jiwan Kaur condurrà una pratica di Kundalini yoga intitolata “Vivere con successo la complessità del presente”, per una mente pronta ed efficiente, un sistema nervoso forte e stabile, la capacità di gestire le emozioni. Guru Jiwan ha dedicato grande attenzione agli insegnamenti e ai temi dell’umanologia, la visione yogica della psicologia evolutiva, approfondendo e insegnando molteplici sfaccettature dell’essere umano nella prospettiva del Kundalini yoga, con una attenzione particolare per le donne, le coppie e i bambini. Nell’Aquarian Trainer Academy, che raccoglie i formatori mondiali di Kundalini yoga riconosciuti dal KRI-Kundalini Research Institute, ha la qualifica massima di lead trainer e mentore, ed è lead trainer di conscious pregnancy – gravidanza consapevole. Per info e prenotazioni scrivere una mail a workshop.yogadayudine@gmail.com. Ulteriori dettagli sono disponibili su yogadayudine.it.

A CHI È RIVOLTO L’EVENTO – Gli eventi del 21 giugno sono gratuiti ed aperti a tutti i curiosi, principianti (anche assoluti) che abbiano voglia di sperimentare la pratica dello yoga o provare il beneficio offerto dal canto dei mantra, ma anche agli esperti nello spirito di sostenere l’unione della pratica. Per l’attività è richiesta una buona condizione fisica e di salute, un abbigliamento comodo e l’uso di un tappetino, ed eventuali supporti personali. Ogni lezione durerà indicativamente un’ora. Tutte le lezioni saranno a ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito web yogadayudine.it, in quanto i posti sono a numero chiuso.

PERCHÉ IL 21 GIUGNO? – Il 21 giugno ricorre il Solstizio d’Estate: una data che riveste un grande significato per molte nazioni del mondo. Nella mitologia indiana il 21 giugno può essere considerato il giorno della nascita dello Yoga: il giorno in cui Shiva, dio ma anche primo Yogi (Maestro), primo Guru, iniziò a trasmettere la disciplina dello Yoga ai suoi discepoli. Non è quindi un caso se la sequenza di asana più famosa dello Yoga è ‘Saluto al sole’, in sanscrito Surya Namaskar.

L’evento è organizzato dall’associazione Flor de Vida di Udine grazie alla concessione del Marchio Io sono Fvg, al patrocinio di Comune di Udine, Università di Udine, Fondazione Friuli, Csen Fvg; la sponsorizzazione tecnica di Naturasì Udine, Goccia di Carnia, Sportler; grazie ai partner di Flor de Vida: Radiologia Cervignanese, Sacer-Uliana, Assifriuli Group, Etika, Banca di Udine, Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Grazie alla collaborazione con Alizia Murador, per l’Iyengar yoga, Alessia Serli per Vinyasa yoga, Barbara De Benedetto per Anusara yoga, Federica Ceppellotti per “YogaOOm – esperienze per cuori luminosi”, Debora Cescutti per yoga in gravidanza, Simone Tomadini per i canti vedici, Rajbir Kaur per Kundalini yoga, Sonyea Park per Ashtanga yoga. Da quest’anno anche Jana Podbrscek per yoga bimbi e natura, l’associazione Sakura di Udine, che proporrà hatha yoga con Lucia Gigante.

Cjase di Catine, oggi a Fagagna si conclude Capovolgere all’infinito

Nel conto alla rovescia per l’inaugurazione di Cjase di Catine Casa delle culture bambine, il prossimo 17 novembre, si moltiplicano a Fagagna le iniziative promosse da Damatrà: la 2a edizione del progetto Capovolgere all’infinito, sostenuto da Fondazione Friuli, si conclude oggi, alle 18, con un incontro d’eccezione, quello che vedrà protagonista Cristian Fabbi, direttore generale della Fondazione Reggio Children, psicoterapeuta relazionale certificato ed esperto internazionale di educazione della prima infanzia con incarichi all’Unicef e nell’Unità per la cura e l’educazione della prima infanzia presso l’Ufficio internazionale dell’educazione dell’Unesco, dove ha sviluppato programmi e iniziative per migliorare la qualità dell’educazione della prima infanzia in Africa e in Asia. La Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi è eccellenza italiana e riferimento internazionale in ambito educativo: dal secondo dopoguerra il Reggio Emilia Approach si fonda, per l’educazione dell’infanzia, su un’idea di bambino e di essere umano portatori di diritti e di potenzialità, una filosofia innovativa, capace di valorizzare quel patrimonio risorse che si esplica nei “cento linguaggi dei bambini”.

Cristian Fabbi

L’incontro con Cristian Fabbi sarà incentrato sui presupposti dell’Obiettivo 4 dell’Agenda delle Nazioni Unite, il diretto a un’educazione di qualità come strumento di relazione e di crescita, e a una riflessione sulla comunità intesa come luogo e realtà per la costruzione di legami. Cristian Fabbi ha maturato una grande esperienza a livello internazionale, con incarichi che lo hanno visto al lavoro in Azerbaigian, Camerun, Ciad, Eswatini, Guinea Conakry, Laos, Ruanda e Seychelles, in Kosovo con diverse Ong (Caritas, Rtm). In Palestina, per conto della Fondazione Reggio Children, ha coordinato il lavoro per la Licenza delle scuole dell’infanzia private in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Una perfetta comunione di intenti con il progetto Capovolgere all’infinito, che parla di infanzie e comunità a partire dal riconoscimento dell’Obiettivo 4 dell’Agenda Onu, affinchè lo sviluppo e l’innovazione delle nostre società vadano di pari passo con la promozione di una cultura capace di riconoscere le potenzialità di ogni infanzia. In queste prime due edizioni relatori di riferimento sono stati coinvolti su tematiche legate alle relazioni educative di comunità: si sono avvicendati fra gli altri il media educator Matteo Maria Giordano, l’esperto informatico Manuel Cacitti. La pedagogista e ricercatrice Alice Di Leva, insieme a educatori, ricercatori, antropologi, ma anche scrittori e illustratori. A tutti è stato chiesto di declinare a proprio modo il senso della comunità che educa. Non sono mancati workshop, che hanno coinvolto anche i più giovani in sessioni laboratoriali gestiti dagli operatori della Cooperativa.

Messa e concerto domani all’alba sul Lungomare di Grado: sarà l’anteprima del cartellone di Musica a 4 Stelle

(g.l.) Anteprima per “Musica a 4 Stelle 2024″ domani a Grado. Ci sarà, infatti, un “assaggio” della più importante manifestazione che riempie di musica l’Isola da oltre 40 anni. Come già annunciato, la partenza avverrà all’alba del 21 giugno con una nuova edizione del “Concerto per il Solstizio d’Estate”, l’evento che tanto riscontro ottiene annualmente con l’esclusiva formula di un’intera orchestra che si esibisce sul Lungomare Nazario Sauro. L’appuntamento con la musica è fissato alle 6, al termine della Messa che monsignor Paolo Nutarelli celebrerà alle 5, al sorgere del sole. Una levataccia, certamente, ma che regalerà emozioni e suggestioni uniche, in una location fra le più affascinanti dell’Isola d’Oro.

Il grande concerto all’alba in riva al mare…


Ma – come ricorda il direttore artistico, maestro Giorgio Tortora – la vera partenza del Festival è prevista per il 9 luglio nella Basilica di Sant’Eufemia, con uno degli appuntamenti clou dell’intera stagione, ovvero il ritorno a Grado – dopo l’entusiasmante concerto dell’anno scorso – del grande violinista Stefen Milenkovic accompagnato dalla “Kamerata Novi Sad”- famosa compagine composta dai migliori violinisti europei – che presenterà un particolare programma con al centro i temi dei “Carmina Burana”, in una inedita trascrizione strumentale, la stessa che sta mietendo successi il tutto il mondo.
E sempre nella Chiesa patriarcale, proprio oggi, alle 21, ci sarà un nuovo concerto dopo quello di martedì che la Parrocchia ha offerto assieme all’Associazione Corale Città di Grado. Questa sera ci sarà dunque Note d’Estate con Gorizia Usci. Poi un altro bellissimo concerto sarà il 25 giugno con gli Amici della Musica di Udine.

… in attesa di Stefen Milenkovic.

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In copertina, la rotonda sul Lungomare Nazario Sauro che ospiterà Messa e Musica a 4 Stelle domani mattina a Grado.

 

Grado, decolla la Giunta Corbatto: ecco gli incarichi ai cinque assessori nominati dal nuovo sindaco (c’è anche un esterno)

di Giuseppe Longo

Decolla la nuova Giunta municipale di Grado espressa dalla maggioranza di centrosinistra uscita dalle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno scorsi, che hanno posto fine alla gestione commissariale assicurata dallo scorso settembre dal dottor Augusto Viola. Il sindaco Giuseppe Corbatto, nella giornata odierna, ufficializzerà infatti la composizione dell’Esecutivo che si accinge a guidare l’Isola nel prossimo quinquennio. Ecco, allora, come saranno ripartiti gli incarichi, secondo quanto ha comunicato stamane sui social lo stesso primo cittadino.


Il sindaco Corbatto, oltre agli affari generali – referato tipico di chi ha la responsabilità della “macchina” comunale -, si occuperà direttamente di bilancio, personale, Protezione civile, frazioni e Polizia locale. Vicesindaco è stata nominata Greta Reverdito che avrà le deleghe di turismo, società partecipate, politiche sociali e sanità.
Gli assessori sono invece Maurizio Toso, Giuseppe Marchesan e Laura Zanella. Toso si occuperà di ambiente, sport, politiche giovanili, attività produttive, pesca, caccia e servizi cimiteriali; Marchesan di manutenzione, volontariato e associazionismo; Zanella di cultura, istruzione e pari opportunità. In Giunta siederà anche un assessore esterno – cioè non uscito dalle recenti elezioni, ma chiamato dal sindaco quale persona di fiducia ed esperta in taluni settori -: si tratta di Luciano Cicogna al quale sono stati affidati gli ambiti riguardanti accessibilità urbana, urbanistica, edilizia, lavori pubblici e gestione del patrimonio pubblico.
«Ci tengo a precisare – ha affermato il sindaco Corbatto nel messaggio affidato alla sua pagina Facebook – che alcune questioni importanti come il futuro della casa di riposo non sarà sola materia dell’assessore competente. Ci sarà in primis il mio coinvolgimento diretto, ma soprattutto quello di tutto il consiglio: maggioranza e auspicabilmente anche opposizione perché alcune scelte determinanti per il futuro di Grado devono essere il più possibile collegiali. Il lavoro è tanto, ci auguriamo di svolgerlo al meglio e soprattutto coinvolgendo il più possibile la cittadinanza. Vogliamo rispettare la promessa fatta in campagna elettorale e lasciare le nostre porte sempre aperte. Grazie ai miei assessori che si sono resi disponibili per assumersi questa responsabilità. A tutti noi e al consiglio comunale auguro buon lavoro!».
Ricordiamo che della maggioranza consiliare fanno parte anche Fedora Foschiani, Grazia Turci, Gianfranco Padovan, Lidianna Degrassi, Paolo Corbatto e Sara Polo. In minoranza siedono, invece, Roberto Marin, Filippo Marin, Sara Monferà e Renato Bonaldo; Giovanni Battista Bredeon e Werther Vio de Minelli. Roberto Marin, già sindaco negli anni passati e attuale presidente della Git, e Bredeon erano gli altri due candidati primi cittadini per conto degli schieramenti di centrodestra che si erano presentati al giudizio degli elettori.
Pronta dunque la squadra che, appunto, dopo la ufficializzazione di oggi, potrà mettersi subito al lavoro, affrontando i problemi aperti nell’Isola che si sta riempiendo di turisti. Infatti, il ruolo della civica amministrazione sarà quello di pensare, ovviamente, alla propria cittadinanza, ma anche agli ospiti che scelgono Grado per le loro vacanze, al fine di offrire un soggiorno al meglio delle loro attese. E in particolare a coloro, e sono tanti, soprattutto d’Oltralpe, che hanno investito in loco avendo giudicato l’Isola d’Oro come luogo ideale e costante per le proprie giornate di relax. Auguri, pertanto, di buon lavoro al sindaco Giuseppe Corbatto e ai suoi collaboratori!

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In copertina, il nuovo sindaco di Grado Giuseppe Corbatto; all’interno, la sala del Consiglio comunale e il Municipio.

“Maratonina Udine”, di Stefania Desirello il logo che rappresenterà la edizione 2024

L’impronta di una scarpa da corsa: è il nuovo logo della Maratonina Internazionale Città di Udine, quello che accompagnerà l’edizione 2024 della competizione, in programma per domenica 22 settembre, a coronamento di due giorni dedicati allo sport. A ideare e realizzare il disegno, molto comunicativo, è stata Stefania Desirello, allieva del Corso Grafica del Civiform di Cividale, con il quale l’Associazione Maratonina Udinese collabora ormai da parecchio tempo proprio per la creazione dei loghi annuali.


L’immagine da associare alla Maratonina 2024 è stata scelta tramite una votazione sui social, da cui è derivata la prima scrematura fra i 20 bozzetti a concorso: la selezione definitiva – molto impegnativa, considerata la qualità dei lavori – è poi spettata ad una giuria tecnica, composta da personale del Corso Grafica e da esperti esterni, che hanno appunto premiato l’opera di Stefania Desirello ma hanno collocato sul podio, per il livello degli elaborati, anche le allieve Nicole Baschini, Giulia Aiza e Asia Costantini, componendo dunque un podio interamente al femminile.
La proclamazione della vincitrice è avvenuta in occasione delle premiazioni della quinta prova della Coppa Friuli, organizzata sempre dall’Associazione Maratonina Udinese. Ad accompagnare le quattro finaliste, che hanno ricevuto gli applausi dei runners, è stata la direttrice generale di Civiform, Chiara Franceschini.
I numerosi premi offerti da Città Fiera, Intersport Mega e Conad hanno entusiasmato gli studenti, che non se li aspettavano. Alla cerimonia hanno presenziato il vicepresidente della Maratonina Udinese, Venanzio Ortis, gli assessori allo sport del Comune di Martignacco, Alex Pinzan, e di Udine, Chiara Dazzan, il direttore del Città Fiera Stefano Beltramini e il presidente del Comitato Fair Play, Giuliano Gemo.

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In copertina, il logo vincitore e all’interno tutti i disegni più votati del concorso Maratonina Città di Udine 2024.

A Nimis si accende l’entusiasmo per il Torneo dei Borghi. Festa anche per la conclusione della Coppa Dono dell’Afds

(g.l.) Sono cominciati gli Europei di calcio! Ma cosa sono in confronto al Torneo dei Borghi di Nimis? Battuta a parte, prende il via proprio oggi la tradizionale competizione di inizio estate che accende di sano entusiasmo capoluogo e frazioni. E, in vista del fischio d’inizio, il paese è stato pavesato a festa, tanto che ogni borgata è “vestita” con il suo colore: bianco per Centa, arancione per Molmentet, verde per San Gervasio e blu per Valle. Le gare, tutte serali, si terranno, dopo la partita inaugurale di questa sera, mercoledì 19 giugno, venerdì 21 e martedì 25. Da mercoledì 26 giugno a sabato 29 ci saranno, invece, le finali che porteranno alla proclamazione della squadra regina del torneo.

Centa

Molmentet

San Gervasio

Valle


E, proprio nell’ambito del Torneo dei Borghi, giunge a compimento un’altra originale “competizione” promossa e organizzata dalla locale sezione Afds per incentivare il dono del sangue. Così, alla fine della prima settimana calcistica si concluderà anche la Coppa Dono 2024 che aveva preso il via in occasione del Carnevale di Nimis che ha ripreso slancio e vigore dopo le pesanti limitazioni pandemiche. “Dal Carnevale al Torneo dei borghi” è, infatti, il titolo della iniziativa del benemerito sodalizio guidato da Danilo Gervasi, che è stata animata in questi mesi dallo slogan “Dona sangue o plasma e sostieni il tuo borgo del cuore”.
E, allora, “fiato alle trombe”, come avrebbe detto l’indimenticabile Mike Bongiorno. Anzi, fiato al fischietto dell’arbitro! Questa sera si parte e saranno due settimane di grande gioia e divertimento, animate da un entusiasmo calcistico veramente “palpabile” in tutto il paese, dove ogni borgo sostiene con calore i propri beniamini. Che la festa cominci!

Coppa Dono

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In copertina, ecco uno scorcio di piazza 29 Settembre il “cuore” di Nimis.

Nell’antica Pieve i “gioielli” di Nimis: gli affreschi di Tita Gori si fondono con le otto tele salvate da Ottone dopo il sisma

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Questi sono i miei gioielli” (Haec ornamenta mea), disse Cornelia, la madre dei Gracchi. Mi pare appropriato prendere in prestito la famosa locuzione latina per sottolineare quanto vivrà Nimis in questa settimana, a cavallo della ricorrenza dei Patroni Gervasio e Protasio (19 giugno) e che ha preso corpo e immagine ieri pomeriggio, quando, nell’antica Chiesa matrice, è stata inaugurata una bellissima mostra dedicata a Tita Gori (1870-1941) nella quale, a cura del Centro friulano arti plastiche, sono esposte otto tele a olio di grande formato, appartenute alla Chiesa di Santo Stefano e all’Asilo infantile (vittime della demolizione post-sismica) e che furono salvate e restaurate da Ottone, figlio dell’artista che era nato nella casa-osteria all’ombra del campanile della Pieve. E proprio dalla torre millenaria, alle sei in punto, si è levato un festoso scampanìo – “O cjampanis de sabide sere” avrebbe esclamato Luigi Garzoni, direttore anteguerra pure del Coro di Nimis – che ha fatto interrompere la ricca relazione di Francesca Totaro, ma che non ha affatto disturbato. Anzi il pubblico che affollava la Chiesa tanto amata da Tita Gori ha atteso pazientemente, ascoltando volentieri il gioioso e solenne concerto.

Monsignor Rizieri De Tina

Giuseppe Mareschi, commissario

Bernardino Pittino, Cfap

Ecco, allora, i “gioielli di Nimis” – tornando ai Gracchi, Caio e Tiberio – rappresentati proprio dalle otto tele salvate dal terremoto e dagli affreschi, medaglioni di Santi negli archi e scene evangeliche nel presbiterio, che l’artista di San Gervasio realizzò su incarico di monsignor Agostino Candolini, predecessore del pievano Beniamino Alessio. Opere che, proprio in questa importante settimana, si fondono in tutt’uno, offrendo gran parte di quanto è rimasto di Tita Gori nella sua Nimis, dopo la gravissima perdita di Centa che a 48 anni dal terremoto non sono ancora riuscito a metabolizzare. E né ci riuscirò, sono certo!

Una parte del folto pubblico.


Semplice, ma ricca di contenuti la cerimonia inaugurale, introdotta da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza che il paese si ritrovi assieme al suo grande artista. Nel contempo, l’arciprete ha ringraziato tutti coloro che hanno consentito questa manifestazione. A cominciare da Ottone Gori, alla cui memoria è andato un deferente omaggio, e dai suoi figli, Caterina, suor Sara e Giancarlo, tutti presenti assieme ad altri numerosi discendenti di Tita: fra tutti, Luisa Tessitori, figlia di Lucia e del senatore Tiziano, innamorata dell’arte del nonno. Quindi ha portato un saluto il commissario straordinario Giuseppe Mareschi che ha il compito di “traghettare” il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative del prossimo anno, seguito dall’architetto Bernardino Pittino, figlio dell’artista autore del grande mosaico parietale che da 60 anni fa da sfondo all’altare nel quale sono raffigurati proprio i Santi Gervasio e Protasio. Il Cfap da lui presieduto ha infatti provveduto all’allestimento della mostra, fruendo della preziosa collaborazione dei coniugi Paganello che ne sono stati appassionati artefici. E nell’occasione alcuni artisti soci del sodalizio udinese hanno realizzato delle opere, pure esposte nella Pieve, che rileggono in chiave contemporanea i tratti e il messaggio di Tita Gori. Sono Adriana Bassi, Marisa Cignolini, Catia Maria Liani, Luigi Loppi, lo stesso Bernardino Pittino e Rinaldo Railz.

L’esperta Francesca Totaro


Al termine, la citata relazione della dottoressa Francesca Totaro, laureata in beni culturali, che ha proposto un affettuoso ritratto del trisnonno artista (nell’articolo sottostante il testo integrale del suo intervento). Della sua arte si occuperà in maniera approfondita domani, alle 20.30, nella stessa Chiesa, anche don Alessio Geretti, sacerdote ed esperto d’arte di grande fama per aver ideato e portato avanti da molti anni le stupende mostre di Illegio, a Tolmezzo. Questo il titolo della sua lectio magistralis: “Il mistero semplice: un Cristo di Cielo tra gente di Terra nella pittura di Tita Gori”. A domani!

I quadri di Tita Gori e degli artisti Cfap.

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In copertina, gremita la storica Pieve di Nimis per la mostra su Tita Gori.

Tita Gori quel “dipintor serafico” che nel suo amato paese rimarrà vivo per sempre

di Francesca Totaro

“Il dipintor serafico”, così venne definito Tita Gori, figura immortale di Nimis, la cui arte e le preziose memorie tramandate dai suoi figli e dai suoi nipoti hanno contribuito a mantenere viva la sua eredità.

Nato con il nome di Gio Batta Gori a Nimis il 22 giugno 1870, Tita era figlio di Francesco e Giustina Gori. Fin da piccolo, visse in un ambiente familiare esteso, poiché due zii senza figli si unirono alla sua famiglia, garantendogli un’infanzia ricca di affetto e attenzioni, e alla fine portandolo a ereditare tutti i beni familiari che, tuttavia, mai riuscirono a scalfire la sua umiltà. Tita frequentò le scuole elementari locali a Nimis e negli stessi anni ebbe la possibilità di accrescere le sue conoscenze grazie a Monsignor Candolini, suo precettore, che non solo contribuì ad arricchire il suo bagaglio culturale, lo introdusse anche alla lettura delle Sacre Scritture, nonché alla poesia lirica e cavalleresca, ampliando in maniera significativa il suo orizzonte culturale intellettuale, e portandolo a pubblicare un piccolo poemetto sul giornale “Pagine Friulane” ispirato dalla lettura del poema de l’Orlando Furioso di Ariosto. All’età di vent’anni, mosso da un’innata e profonda passione per la pittura che aveva iniziato a coltivare già da tempo, Tita decide di intraprendere un percorso di studi alla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Venezia; nella città lagunare ebbe l’opportunità di conoscere direttamente le opere dei grandi maestri veneziani del Rinascimento e le numerose chiese, oltre che approfondire gli studi di anatomia umana; un’esperienza che avrebbe potuto segnare una svolta nella sua carriera professionale.
Tita si avvicinò all’arte per vocazione innata, per puro e personale amore verso questa materia e senza la preoccupazione di identificarsi in una scuola o tendenza particolare, anche se la critica contemporanea oggi lo avvicina alla pittura dei preraffaelliti. La sua arte è guidata da un animo profondamente intriso di fede che, accompagnato allo studio da autodidatta, lo porta in maniera naturale a dedicarsi per tutta la vita alla pittura religiosa.

Tuttavia, nonostante le straordinarie opportunità offerte da Venezia, dopo soli tre mesi, Tita sentì che la città non era il luogo adatto a lui e decise di fare ritorno nella sua amata Nimis, nella convinzione profonda che per lui la vera ispirazione fosse la natura, e così fu. Dopo essere tornato a Nimis, negli ultimi anni dell’Ottocento conosce e sposa una giovane donna di origini padovane, Caterina Gervasi, dalla quale poi avrà ben 11 figli, 2 dei quali morirono però in giovane età. Nonostante le difficoltà, la casa natale di San Gervasio rimase sempre il punto di riferimento centrale per l’intera famiglia, fungendo da luogo di conforto e stabilità. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 ebbe un impatto significativo sulla famiglia Gori, costringendola a fuggire verso Roma a bordo di un treno merci. Nella capitale, trascorsero circa tre anni ospitati da alcuni conoscenti, prima di poter tornare finalmente nella loro amata Nimis.
Durante questo periodo romano, mentre la moglie trovò lavoro come domestica, Tita attraversò una lunga fase di depressione; sebbene gli fosse stato offerto un lavoro come scenografo nella nascente Cinecittà, egli rifiutò l’incarico e trascorse questi anni senza dedicarsi a nessuna attività artistica. Il senso di appartenenza alla propria comunità, al paese natale e soprattutto alla famiglia saranno dei fattori determinanti che influenzeranno sempre la vita e le scelte del pittore. Ritornato dagli anni dell’esilio romano, Tita riprende a pieno ritmo la sua attività artistica, la quale si si sviluppa parallelamente alla gestione della locanda a conduzione familiare a San Gervasio, che oggi porta il nome de La Valanghe.
L’osteria, focolare di riferimento per l’intero paese, diventa per Tita una miniera per stimolare la sua creatività. I viandanti e gli avventori quotidiani che vi si fermavano ricevevano una calorosa ospitalità, un bicchiere di vino e sempre qualcosa da mangiare; in cambio, Tita riceveva qualcosa di ben più prezioso: l’ispirazione.
Dopo gli anni difficili passati a Roma, il ritorno a Nimis non solo fu un conforto per il suo animo, ma diventò un motivo di stimolo per ritornare sui suoi passi e ricominciare a praticare in maniera costante la sua innata passione per la pittura.
La locanda, portata avanti da Siore Rine, mentre Tita si dedicava all’arte, era come un piccolo universo luogo di ospitalità e ristoro per chiunque ne avesse bisogno. Tita vi passava molto tempo, lo incuriosivano i volti delle persone che vi si fermavano e che spesso diventavano suoi modelli da trasporre nelle figure di Giuda o di Barabba o di altri personaggi biblici.
Il suo studio si trovava al primo piano della casa, sopra l’osteria, ed è qui che nascevano le idee per i suoi dipinti. Il corridoio presentava il soffitto completamente dipinto in quanto Tita aveva bisogno di studiare a lungo la composizione prima di trasporla sul supporto finale. Lo studio vero e propria era chiamato “la sala”, ove Tita passava moltissime ore con il sigaro toscano tra le labbra, davanti al suo cavalletto, per studiare ed abbozzare le sue figure. I suoi modelli prediletti erano quattro dei suoi figli: Antonietta, Adriana, Luzine e Pietro. I bambini salivano nel suo studio e passavano lunghe ore con il Papà che li faceva mettere in posa per studiarne i movimenti e le pieghe dei panneggi.

In certi periodi dell’anno, quando Tita era molto impegnato, non lo si vedeva per il paese anche per intere settimane, se ne stava chiuso nel suo studiolo in cerca di ispirazione o immerso nella sua concentrazione. Siore Rine non manifestava preoccupazione, appoggiava questa inclinazione del marito e, in questi periodi di lavoro intenso, si preoccupava di fargli recapitare qualcosa da mangiare direttamente al suo studio.
Tita era un artista molto impegnato, affrescò le pareti di molte chiese della regione, molte delle quali a Nimis e frazioni, e realizzò tele che oggi sono conservate anche in Slovenia. Si vergognava spesso di farsi pagare per il suo lavoro, che in fondo non era che per lui la passione più grande. Uno dei lavori fra i più importanti tra quelli da lui realizzati è forse il restauro della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, al quale si dedicherà per molti anni, rilevante non solo per la qualità degli affreschi indubbiamente preziosi e pregiati, ma soprattutto per il legame che Tita instaura con questo ambiente: ne era il custode, ne possedeva le chiavi, era la chiesa del suo borgo, quello che non ha mai smesso di mancargli ogni qualvolta ha dovuto allontanarsene, per sua volontà o per cause di forza maggiore.
Tra le tante cose che fece, per un certo periodo Tita ricoprì la carica di Sindaco di Nimis attività che però, e qua cito da un articolo scritto in sua memoria negli anni ’70 «la politica era per lui mezzo contingente, mentre la vita, tutta la vita bene vissuta era la sintesi e il fine». Tita era un uomo umile, tutto quello che fece per il Paese fu per puro amore verso di esso, lasciando perciò come esempio non solo una straordinaria attitudine verso l’arte ma anche e soprattutto l’esempio di una vita vissuta all’insegna di quelle virtù come la dedizione al lavoro, la beneficienza e la disponibilità ad aiutare il prossimo, che, condotte da una rettitudine morale e da una profonda e sincera fede in Dio, ci lasciano in eredità la testimonianza di una figura chiave per il nostro paese. Fu sia pittore che agricoltore, possedeva molti terreni e uno splendido appezzamento di terra che dalla locanda arrivava fino alle rive del Cornappo, il cosiddetto “broili”. Qua Tita passava il tempo quando non era impegnato a dipingere, vi passeggiava nelle calde giornate estive con un vecchio cappello di paglia, dirigendo il lavoro dei figli e dei coloni che si occupavano delle sue terre.
Era un uomo di campagna, si curava delle sue vigne e dei suoi frutteti con molta attenzione, aveva anche uno splendido giardino con un piccolo laghetto, adornato da piante e alti alberi sotto cui Tita soleva andare a riposarsi o a passare del tempo con i suoi amici o con gli avventori della locanda che per lui diventavano subito parte della famiglia. Viene a mancare il 24 maggio del 1941 alla soglia dei 71 anni, lasciando in eredità a tutta la comunità non solo la sua produzione artistica ma l’esempio di una vita vissuta all’insegna di una fede radicata, inscalfibile e sempre viva, che lo guidò in ogni sua decisione e che fu materia fondamentale per la sua attività di artista.
Siamo orgogliosi oggi di presentare e poter ammirare queste opere, salvate dalla furia del terremoto grazie al figlio Ottone, che si preoccupò del restauro e della loro conservazione. Ringraziamo poi i figli di Ottone per aver consentito a tutta la comunità di poter beneficiare di questi capolavori, profondamente connessi alla storia del nostro paese, alcuni dei quali ritornano dopo tanti anni in questa chiesa, così antica e così amata da Tita, il cui ricordo si lega al suo prezioso e inestimabile lavoro artistico che, sostenuto dalle memorie tramandate di generazione in generazione dai suoi eredi, contribuiranno a renderlo vivo per sempre.

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In copertina, il tradimento di Giuda e all’interno le altre sette tele di Tita Gori.

“Ce crodistu di fâ?!”, tournée in Friuli con le repliche del Teatri Stabil Furlan: stasera a Piano d’Arta e domani a Ipplis

“Ce crodistu di fâ?!” in tournée in Friuli. Lo spettacolo, trasposizione in friulano della pièce in lingua frisona “Wat Soesto!” (questo il titolo originale), dopo il successo riscosso al teatro Luigi Bon di Colugna, dove è andata in scena la prima, torna per una serie di repliche ospitate da alcune realtà imprenditoriali del territorio.
TUTTE LE DATE – La produzione del Teatri Stabil Furlan inizierà il suo viaggio in Friuli – grazie all’appoggio dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia, in collaborazione con “Naturalmente da latte friulano” e Compagnia Pier21 – oggi, alle 19, all’azienda agricola Peresson a Piano d’Arta (località Alzeri). Domani invece, sempre alle 19, appuntamento allo spaccio Cospalat Ipplis, in località Casali Braide (Premariacco). A seguire, il 6 luglio, alle 19, lo spettacolo sarà accolto dallo spaccio Cospalat di Enemonzo. L’ultima data in calendario è invece quella di domenica 7 luglio, alle 19, allo spaccio Cospalat di Fontanabona.
LO SPETTACOLO – “Ce crodistu di fâ!” è un monologo in commedia, con battute folgoranti, tradotte, nella versione friulana, da Serena Fogolini. Il protagonista è un coltivatore diretto dei nostri tempi, alle prese con l’antica tradizione contadina del lavoro della terra e con le difficoltà del mondo d’oggi: cambiamenti climatici, lavorativi, burocratici. Temi assai attuali, di spessore, ma proposti senza tralasciare momenti di ironia e riso amaro. Le scene, ricostruite esattamente sul progetto originale, permetteranno una messinscena identica alla versione in lingua frisona, diretta dallo stesso regista Jos Thie, in un rapporto inedito trans-europeo che lega nel lavoro teatrale due lingue minoritarie e due culture che hanno molte cose in comune. Interpreti della versione friulana saranno Federico Scridel e Carla Manzon.

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In copertina, una scena dello spettacolo in programma oggi e domani a Piano d’Arta e a Ipplis.

(Foto Glauco Comoretto)