In giugno le sigle sindacali Fimmg, Smi e Cisl hanno sottoscritto l’Accordo integrativo regionale sulla definizione dei criteri per l’attribuzione della quota variabile del compenso per l’anno in corso. Tale accordo disciplina l’attribuzione per l’anno 2024 della quota variabile ai sensi dell’Acn 2022 nelle more della costituzione di una nuova delegazione trattante che discuterà un nuovo Air alla luce dell’Accordo collettivo nazionale entrato in vigore nello scorso mese di aprile.
L’accordo sottoscritto stabilisce che verrà mantenuto il compenso annuo ai medici di Medicina generale aderenti alle attuali Aft e tale compenso sarà finalizzato a rendere operativi ed efficaci i percorsi di assistenza territoriale.
In particolare, l’obiettivo sarà quello di incrementare il numero di pazienti presi in carico a domicilio, partecipare ai percorsi di telemedicina, concorrere all’appropriatezza prescrittiva di farmaci e di prestazioni sanitarie. Altri punti qualificanti di questo accordo sono tra gli altri la partecipazione dei medici di medicina generale ai programmi vaccinali e il coinvolgimento dei medici nelle prestazioni diagnostiche di primo livello .
«Per il solo 2024 – sottolinea Fimmg Fvg – abbiamo ottenuto che le risorse non spese nell’anno 2023 andassero a integrare il fondo dell’anno in corso in modo da dare continuità agli accordi aziendali stipulati nel 2023 che, visto il ritardo con cui erano stati intrapresi, erano ben lungi dall’essere attuati. Questo è stato un importante risultato che permetterà ai colleghi di non vanificare il lavoro iniziato a fine 2023, ma di proseguirlo anche per il 2024. Con la ripresa poi delle trattative alla luce dell’Acn 2024 nel prossimo Accordo integrativo regionale cercheremo di contribuire a risolvere le criticità presenti nella medicina del territorio che stanno comportando una disaffezione da parte dei giovani medici per questo lavoro».
«Le nostre proposte – conclude la Fimmg Fvg – saranno volte a chiedere un ulteriore sforzo da parte della Regione per rendere attrattiva la medicina generale attraverso la necessaria organizzazione che comprende anche il garantire a più medici il contributo per il personale di studio sia di tipo amministrativo che di tipo infermieristico, il garantire un ulteriore incentivo per i medici che accetteranno di lavorare nelle zone già considerate disagiate o disagiatissime, l’ investire sulla diagnostica di primo livello negli studi di medicina generale e l’investire sulla telemedicina. Queste nostre proposte crediamo possano avere una ricaduta utile sulla popolazione della nostra regione e in particolare sui pazienti considerati fragili che potrebbero essere assistiti più facilmente presso il proprio domicilio».
Imprese e sostenibilità, un questionario della Cciaa Pn-Ud fino al 25 luglio: orientamento gratis alle prime cinquanta
Le prime 50 imprese che risponderanno al questionario sulla sostenibilità della Camera di Commercio Pordenone-Udine avranno la possibilità di ottenere orientamento gratuito con esperti energy manager per capire come migliorare e diventare sempre più efficienti in questa partita ormai imprescindibile per lo sviluppo economico. Rispondere al questionario è facilissimo e richiede pochi minuti: è sufficiente andare sul sito www.pnud.camcom.it e inserire le risposte nel form dedicato.
L’indagine è aperta a tutte le imprese iscritte alla Cciaa Pn-Ud e si focalizza su cinque tematiche: conoscenza e percezione della sostenibilità, pratiche sostenibili delle aziende, consapevolezza e comportamento dei consumatori, coinvolgimento e formazione e infine sostenibilità e informazione.
Il questionario sarà attivo fino al 25 luglio. Le imprese che risponderanno per prime potranno, come detto, beneficiare di una sessione di orientamento gratuito con un esperto energy manager, ma tutti i partecipanti al sondaggio riceveranno una guida digitale sui temi della doppia transizione. Le risposte saranno tutte analizzate in forma aggregata e saranno utili agli uffici camerali per proporre servizi basati sulle reali esigenze delle imprese del territorio.
Il link diretto per il questionario è https://forms.gle/vjFenvP3d2cTurD88.
Per informazioni è possibile contattare il Punto impresa digitale della Cciaa scrivendo a pid@pnud.camcom.it
A Grado con la “Domenica del Mare” il sigillo sulla grande settimana della tradizione: Perdòn di Barbana e Patroni
di Giuseppe Longo
GRADO – Bella, calda e piena di sole, la “Domenica del Mare” che anche l’Isola di Grado oggi ha celebrato, registrando addirittura il sold out per la spiaggia “imperiale”. La ricorrenza è fissata proprio la seconda domenica di luglio e nell’occasione le comunità cattoliche, non solo italiane ma di tutto il mondo, pregano per coloro che lavorano nel settore marittimo e pure per quanti beneficiano della loro importante opera, vale a dire i turisti. Tant’è che la celebrazione della Messa “Granda” di stamane nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, celebrata da don Gianni Medeot assieme ad altri due sacerdoti (uno dei quali ortodosso), è stata conclusa dalla lettura, con il suggestivo sottofondo creato dall’organo, di una toccante preghiera composta per l’occasione. Prima che l’assemblea cristiana si sciogliesse tra le note tanto amate di “Madonnina del Mare”.
La processione di barche…

… l’arciprete e il sindaco di Grado.

(Foto Laura Marocco)
E la “Domenica del Mare” ha concluso una settimana memorabile per l’Isola d’Oro, strettamente legata alle sue tradizioni più sentite: il “Perdòn de Barbana” con la bellissima processione di barche in laguna per rinnovare il voto cittadino che risale al lontano 1237, quando Grado fu risparmiata da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’entroterra, e la Festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Ricordare i martiri – che sono protettori anche della vicina Aquileia, di Udine e dell’intero Friuli Venezia Giulia – «significa riscoprire la bellezza dell’evangelizzazione e la forza della testimonianza», ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli, il quale ha poi aggiunto: «L’evangelizzazione è un “cercare”. Non è, difatti, un’operazione esclusivamente vocale, ossia fatta solo di parole; anzitutto, piuttosto, l’evangelizzazione è fatta di gesti: di ricerca, di misericordia e di tenerezza». Nell’occasione, l’arciprete ha salutato il nuovo sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto, uscito dalle recenti elezioni che hanno concluso la gestione commissariale, rinnovando lo spirito di intesa tra Chiesa e Civica amministrazione.
La festa religiosa dei Santi Patroni è stata seguita dalla tradizionale sagra in campo Patriarca Elia dove ha preso vita la gustosa “sardelada” organizzata dall’Associazione Portatori della Madonna di Barbana, col sostegno di Comune e Parrocchia. Cosa che si è ripetuta con successo ieri e che si concluderà nella serata odierna, ponendo così il sigillo non solo sulla “Domenica del Mare” ma anche, come detto, su una settimana strettamente legata alle tradizioni di Grado e molto sentita dai “graisani” e pure dai turisti che scelgono l’Isola per le loro vacanze. Una grande domenica di metà luglio coronata, infine, dal suono delle Bande che dopo aver rallegrato diverse vie cittadine con le loro note festose, si sono riunite nei giardini di viale Dante dove hanno tenuto un applaudito concerto concludendolo poi tutte insieme. Protagoniste sono state le Bande di Cormons, Monfalcone, Doberdò del Lago e ovviamente Grado.
La “sardelada” e le Bande musicali.


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In copertina, la spiaggia “imperiale” di Grado in questo bellissimo pomeriggio.
Bendato contro la società ipertecnologica e delle immagini nel centro di Udine. La protesta di Emanuele Franz: siamo incapaci di ascoltare la sofferenza altrui
Emanuele Franz dice no alla società delle immagini e dell’apparire e, per protestare contro questo stile di vita che vuole contrastare, ieri mattina, come annunciato, ha dato vita alla sua nuova singolare protesta a Udine. In piazza Libertà, il “cuore” del capoluogo friulano, il filosofo e scrittore di Moggio è giunto bendato – avendo deciso di vivere una cecità assoluta per una settimana – mettendo in atto la sua disobbedienza civile appunto contro la società delle immagini. Bendato e aiutato da amici e collaboratori, infatti, Emanuele Franz ha scelto di togliersi volontariamente la vista per alcuni giorni allo scopo di denunciare una società che «ci ha resi tutti “ciechi” gli uni agli altri, una società in cui il culto delle immagini – ha sottolineato – ha sostituito il vero contatto umano».
Fermamente determinato a spiegare pubblicamente le motivazioni della sua protesta, ha organizzato un raduno pubblico in cui, alla presenza di una cinquantina di persone, ha spiegato come, secondo lui, il mondo è sempre più cieco alle istanze della solidarietà e dell’empatia reciproca, mentre, nello stesso tempo, aumenta una tecnologia multimediale che divide anziché unire i rapporti umani. Franz ha inoltre osservato come l’iperdigitalizzazione nella scuola rischi di essere dannosa e di far perdere di vista l’essenziale e ha sottolineato la necessità di una rinuncia a un piacere momentaneo per un bene superiore, in quanto il cambiamento può avvenire solo dai piccoli gesti come la riscoperta della visione interiore. «La vera cecità – ha concluso – è l’incapacità di ascoltare la sofferenza degli altri».




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In copertina, Emanuele Franz mentre viene aiutato a scendere i gradini della Loggia del Lionello; all’interno, altre immagini della protesta del filosofo friulano a Udine.
Pordenone, una festosa accoglienza ai corregionali di Efasce giunti in visita alle bellezze Fvg nella terra dei loro padri
Alla fine avranno visitato varie località del Friuli Venezia Giulia – tra le quali quelle da cui partirono i loro avi – la trentina di corregionali all’estero provenienti da 4 Paesi accolti da Efasce-Pordenonesi nel Mondo con i progetti Alla ricerca delle proprie radici (dedicato ai giovani) e Destinazione Friuli Venezia Giulia (per le famiglie) provenienti da Brasile, Canada, Stati Uniti e Uruguay. A Pordenone hanno vissuto l’avvio ufficiale del loro soggiorno che durerà fino al 18 luglio. I progetti sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dallo stesso Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli e con realizzati coinvolgendo anche l’Eraple regionale. Ad accoglierli nel municipio di Pordenone durante il loro primo giorno di visita l’onorevole Emanuele Loperfido, a nome del Comune di Pordenone, membro del direttivo di Efasce. Loperfido ha portato un saluto carico di emozione e amicizia. «Queste iniziative sono estremamente importanti – ha affermato – poiché permettono ai discendenti di scoprire e riscoprire i luoghi e le radici dei loro avi, consolidando così i rapporti con la nostra terra, potenziando la nostra lingua all’estero, stringendo legami culturali e talvolta anche commerciali, generando grande beneficio per tutti. Insomma, un esempio concreto di integrazione e amicizia». A seguire il Comune ha donato ai partecipanti una pubblicazione sulla città.




Si tratta del clou dell’attività estiva dell’Efasce, che ogni anno ospita i corregionali in questo tour che porterà i partecipanti anche a visitare la sede del Consiglio regionale a Trieste, dopo aver fatto tappa a Polcenigo, Sacile, Vajont, Poffabro (dove ci sarà anche lo spettacolo di Efasce Brasile in lingua friulana Il puls e il pedoli con la consegna del libretto al sindaco Sandro Rovedo, mentre l’attrice Marta Riservato farà la lettura scenica dopo una breve introduzione di Dani Pagnucco sulle “parlate del friulano”), Spilimbergo con la Scuola Mosaicisti, incontrando anche i vari sindaci e amministratori nelle località citate. E poi Redipuglia, Cividale, Udine, Villa Manin, Aquileia, San Vito al Tagliamento e Sesto al Reghena per poi avere il momento conclusivo con la consegna dei diplomi di partecipazione a Pordenone prima della partenza. Ad accompagnarli il presidente di Efasce Gino Gregoris e la vice Luisa Forte assieme ad Elena Marzotto, alla guida Simonetta De Paoli e ai membri della segreteria e del consiglio.
«Ogni anno come fosse la prima volta – afferma il presidente Gregoris – rimaniamo colpiti dalle emozioni che ci trasmettono questi amici provenienti da oltreoceano, i quali spesso vedono per la prima volta i luoghi raccontati loro dai propri genitori o nonni. Questi progetti sono preziosi per rinsaldare antichi legami e fare nuove amicizie. Tutti, quando ripartono, sentono ancora di più il Friuli Venezia Giulia come la loro terra d’origine. Di solito accompagnavamo la loro visita all’Incontro con i corregionali all’Estero, momento di riflessione che invece abbiamo deciso questa volta di vivere in maniera diffusa con una serie di convegni di approfondimento direttamente nei Paesi in cui vivono a lavorano i nostri corregionali: siamo appena tornati dalla Spagna e dalla Romania, mentre nel 2023 eravamo stati nel Regno Unito, Francia e Sudamerica. Altri convegni seguiranno».
I corregionali nel corso degli ultimi mesi hanno seguito dei corsi di lingua italiana e su cultura e storia del Friuli Venezia Giulia, coordinati dalla professoressa Elena Marzotto (che ha condotto anche un corso di conversazione) e tenuti dalle professoresse Adriana Parisi e Daniela Turchet e dal professor Marco Coral. Anche questi corsi sono stati finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli.

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In copertina e all’interno alcune immagini della visita dei giovani corregionali Efasce nel palazzo municipale di Pordenone.
A Udine la prima festa dei Santi Patroni per l’arcivescovo Lamba: Ermacora e Fortunato allontanino da noi la violenza
di Giuseppe Longo
UDINE – Prima Messa dei Santi Ermacora e Fortunato, patroni di Udine e del Friuli, per il nuovo arcivescovo metropolita Riccardo Lamba, alla guida della storica Arcidiocesi – che, con quella di Gorizia, ha raccolto l’eredità del glorioso Patriarcato di Aquileia – dallo scorso 5 maggio. E ieri mattina a concelebrare il solenne rito è tornato anche il suo predecessore, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, che si era ritirato nella regione d’origine, il Veneto, per raggiunti limiti d’età. Con loro all’altare della Cattedrale di Santa Maria Annunziata anche un altro vescovo, monsignor Diego Causero, friulano di Moimacco, una vita da diplomatico nel mondo.

Al termine della celebrazione eucaristica il presule, con i canonici del Capitolo metropolitano e l’arciprete del Duomo Luciano Nobile, è uscito sul sagrato per la tradizionale benedizione alla Città con le reliquie dei Patroni, implorando dai Santi Martiri una speciale protezione per Udine turbata, soprattutto in questi ultimi tempi, da una preoccupante spirale di violenza e criminalità. Un auspicio formulato anche dal sindaco Felice De Toni, da poco più di un anno alla guida del capoluogo friulano, che ha rivolto un saluto beneaugurante al nuovo arcivescovo proprio in occasione della festa cittadina. Al termine della benedizione, un rappresentante del gruppo folcloristico “Stelutis di Udin” ha donato a monsignor Lamba un quadro con la raffigurazione della Croce di Aquileia.
Folta la partecipazione, presenti numerose rappresentanze (tanti, per esempio, i labari dei donatori di sangue), al rito celebrato in quattro lingue – italiano, friulano, sloveno e latino – e accompagnati dai bellissimi inni della Schola cantorum della Cattedrale con all’organo il maestro Beppino Delle Vedove, direttore del Conservatorio Tomadini. Suggestiva la lunga sequenza, nella melodia aquileiese, dedicata proprio ai Santi Ermacora e Fortunato che, oltre a essere protettori dell’antica città romana e della vicina Isola di Grado, sono patroni anche della nostra intera regione.



«Celebrare i martiri Ermacora e Fortunato, Patroni della nostra Chiesa, le cui radici sono in Aquileia, significa ricordare – ha osservato l’arcivescovo Lamba durante l’omelia, per la quale ha attinto dalla pagina del Vangelo di Giovanni appena proclamata -, anche a noi e a quanti desiderano essere discepoli di Gesù Cristo, che quando ci poniamo alla Sua sequela, prima o poi, in un modo più o meno esplicito, si pone la questione della fedeltà a Gesù Cristo senza compromessi, ma anche senza “lagne”, proprio come loro, i Santi Patroni, l’hanno vissuto. Solo così anche noi oggi potremo raccogliere il testimone della fede, passato attraverso il crogiuolo del martirio di sangue, che ha generato alla vita nuovi cristiani, perché la “vita” che loro hanno trasmesso è la stessa che avevano ricevuto da Gesù Cristo nel mistero Pasquale, la stessa vita che anche noi possiamo già sperimentare sin dal giorno del nostro Battesimo. Quel testimone potremo così trasmetterlo con gioia e speranza alle generazioni dopo di noi».



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In copertina, l’arcivescovo Riccardo Lamba benedice la Città di Udine con le reliquie dei Santi Ermacora e Fortunato; all’interno, la solenne celebrazione all’interno della Cattedrale per la quale è ritornato anche monsignor Andrea Bruno Mazzocato; quindi, il rito sul sagrato dove ha preso la parola anche il sindaco Felice De Toni.
Tantissimi eventi al Mulino Nicli di Giavons: domani ci sarà Luca Piovesan in concerto con la “poliarmonica”
Tanti, anzi tantissimi, gli eventi che animeranno il Mulino Nicli durante tutto il mese di luglio! A Giavons di Rive d’Arcano questo spazio creativo per “macinare” idee continua a sfornare iniziative grazie all’organizzazione dall’associazione Servi di Scena, e al sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Prima Cassa e Comunità collinare del Friuli. Appuntamento dunque con i corsi e laboratori, eventi e spettacoli, concerti e incontri come nel programma disponibile sul sito www.servidiscena.com.
PIOVESAN IN CONCERTO – Da segnalare in particolare, domani, alle 20.45, il concerto “Mulino Contemporanea: Luca Piovesan, la Poliarmonica” (ingresso a offerta libera e gradita). Piovesan proporrà un concerto in solo con la sua fisarmonica “estesa”, dopo un lavoro in residenza di campionamento di suoni ambientali, coadiuvato da effetti e loop in tempo reale, creando suggestioni e disegnando panorami sonori legati al luogo, in una proposta raffinata di musica contemporanea. Fisarmonicista, ricercatore, fonico e sound artist, Piovesan è docente di Music Technology al Koninklijk Conservatorium di Bruxelles; ma anche fondatore di BlowOutStudio, uno studio di incisione e produzione attivo nella musica di ricerca. Si è esibito in Europa e negli Usa, in molte istituzioni prestigiose. È molto attivo anche nella pubblicazione di dischi, conferenze, e progetti artistici comunitari.
CON SPIRITO – Sempre Luca Piovesan, assieme a Davide Ceccato, sarà il protagonista di “Con Spirito”, un concerto, frutto di una residenza artistica, che si terrà giovedì 18 luglio, alle 20.45 (ingresso a offerta libera e gradita). La formula è semplice: cosa succederebbe chiudendo in una stanza dei musicisti senza dar loro modo di uscire? Il risultato di questo esperimento, che vede per protagonista un ensemble improbabile, intreccerà sonorità acustiche ed elettroniche, sarà scoperto direttamente dal pubblico.
CON FUOCO – Domenica 21 luglio, alle 20.45, sarà la volta di una secondo concerto-restituzione, ma questa volta, di un laboratorio a cura di Saltarello e Servi di Scena-MateâriuM (ingresso a offerta libera e gradita). Dieci giovani artiste e artisti, tra i 16 e i 20 anni, porteranno in scena quanto realizzato in tre giorni di campus, fatti di sperimentazioni, incontri, esperienze orchestrali e individuali sotto la guida di tutor esperti delle arti performative. Una serata dove aspettarsi l’inaspettato.
APERITIVO DRAMMATURGICO – La settimana successiva, ci sarà invece, il 28 luglio alle 18, un conviviale e creativo aperitivo drammaturgico per celebrare la seconda edizione della residenza per autori ed autrici “La macina delle idee”, a cura di MateâriuM – Servi di Scena (ingresso a offerta libera e gradita). Non mancheranno letture, bevande, provocazioni registiche, stuzzichini e tanta gente interessante che trasformerà il Mulino in un eclettico salotto culturale.
Il suono dell’acqua che scorre e che abbraccia le pale del Mulino accompagna quello dei chicchi di mais che vengono lavorati. Si unisce, però, un altro rumore, un brusio vivo e fluido, sommesso e brulicante, come quello del Corno che passeggia nella campagna: sono le voci delle persone che lo popolano perché i mulini sono da sempre luogo d’incontro, di ritrovo, nella realtà come nell’immaginario. Nelle storie popolari c’è sempre un mulino dove andare o un mugnaio da incontrare e Mulino Nicli non è diverso. Qui, però, l’acqua fluisce assieme a idee, persone, incontri, arte. Il suono della creatività all’opera si fonde a quello della molitura. Il risultato è concreto e nutriente quanto la farina; musica, teatro, performance sono gli ingredienti
INFO – www.servidiscena.com
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Anche in Fvg domani la Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia: sono 24 gli appuntamenti in programma
Sarà celebrata anche in Friuli Venezia Giulia la Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia, evento in programma domani, 14 luglio, e al quale le Pro Loco regionali parteciperanno con 24 appuntamenti ufficiali che hanno aderito alla Giornata.
«Gli appuntamenti proposti dalle nostre associate – afferma Pietro De Marchi, presidente del Comitato regionale dell’Unione tra le Pro Loco d’Italia – allo stesso tempo preservano il passato, raccontano il presente e ci aiutano a dare uno sguardo pieno di fiducia al futuro. Sono feste con le quali le comunità rinsaldano i legami all’interno di esse e allo stesso tempo si aprono ai visitatori. Per questo sono così importanti, svolgendo un fondamentale ruolo sociale unito a quello di promozione del turismo locale e di sostegno all’economia dei territori. Tanti volontari sono già all’opera tra cucine, chioschi e programmi da allestire, per questa Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia, un momento di orgoglio e di festa tutti insieme».
Gli eventi saranno ad Aiello, Buja, Campeglio di Faedis, Castelnovo del Friuli, Cimolais, Colloredo di Pasian di Prato, Bueriis di Magnano in Riviera, Dignano, Forgaria nel Friuli, Brazzacco di Moruzzo, Moggio Udinese, Montegnacco di Cassacco, San Pietro al Natisone, Pontebba, Fiumicello Villa Vicentina, Torviscosa, Visinale di Pasiano di Pordenone, Reana del Rojale, San Lorenzo di Sedegliano, Prata di Pordenone, Sauris, Servola di Trieste, Valle di Soffumbergo e Venzone.

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In copertina, il presidente delle Pro Loco Fvg Pietro De Marchi.
“Dialoghi”, oggi tappa a Bertiolo: in enoteca con i quadri musicali dal mondo
Nuova tappa di “Dialoghi”. Oggi è, infatti, in programma un appuntamento del Festival che farà tappa a Bertiolo. In collaborazione con l’Amministrazione comunale e la Pro Loco Risorgive, l’associazione Culturaglobale presenterà un evento musicale che avrà luogo, alle 21, nella Corte dell’Enoteca di Bertiolo (via Trieste, 4).
Protagonisti della serata saranno gli AccorDòs & Alessandro Piputto, con il loro spettacolo Quadri musicali dal Mondo. Il duo, composto da Alessio de Franzoni alla fisarmonica e clarinetto, e Sara Rigo alla fisarmonica, voce e flauto, sarà accompagnato dalle percussioni di Alessandro Piputto. Insieme, offriranno un viaggio musicale attraverso le tradizioni popolari del mondo, permettendo al pubblico di assaporare le diverse atmosfere culturali.
Al termine del concerto, la Pro Loco Risorgive offrirà un brindisi a tutti. L’ingresso agli eventi è libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.

“Cieco” per una settimana contro la società delle immagini: oggi a Udine Emanuele Franz spiegherà la sua nuova clamorosa protesta civile
Dopo essersi fatto murare vivo, ecco un’altra, clamorosa protesta civile di Emanuele Franz, il filosofo di Moggio Udinese, contro la società delle immagini. Un gesto estremo di ribellione che vuole risvegliare le coscienze addormentate: Franz ha, infatti, deciso di togliersi volontariamente la vista per una settimana intera. Bendato e assistito da un team di collaboratori, intende infatti denunciare «una società che ci ha resi tutti “ciechi” gli uni agli altri, una società in cui il culto delle immagini ha sostituito il vero contatto umano».
Le proteste del filosofo di Moggio.


Da giovedì, e per almeno sette giorni, il filosofo friulano vivrà immerso nell’oscurità, richiamandosi alla vista interiore e ispirato da figure storiche e letterarie come Tiresia, il veggente cieco che raggiunge la saggezza, e dai Salmi, che invitano a chiudere gli occhi per fuggire all’ingiustizia e rivolgere lo sguardo solo a Dio. Anche il Vangelo è fonte di ispirazione per il filosofo, in particolare Giovanni 9, 39: “Sono venuto perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi”. Questa iniziativa non è solo una provocazione, ma un progetto sociale e filosofico che invita alla riflessione sui limiti di una società dominata dalle immagini. «Ogni cosa passa per un display – afferma Emanuele Franz -, ma nello stesso tempo non abbiamo più la capacità di vedere i nostri simili». Il filosofo intende portare all’attenzione il paradosso di una società iperconnessa, ma profondamente disconnessa a livello umano. Il gesto non vuole in alcun modo mancare di rispetto agli ipovedenti e ai veri ciechi, ma essere una rappresentazione simbolica di una umanità ormai cieca a ogni empatia anche a causa di una iper-tecnologia che ha compromesso i rapporti umani.
Durante la sua settimana di “buio”, Franz sarà seguito da un gruppo di assistenti che lo aiuteranno nelle attività quotidiane, permettendogli di concentrare tutte le sue energie sulla riflessione e sulla meditazione. Sarà un periodo di introspezione profonda, durante il quale il filosofo cercherà di dimostrare che la vera visione non dipende dagli occhi, ma dal cuore e dalla mente. Con questo gesto estremo, Emanuele Franz spera di stimolare un dibattito pubblico sulla necessità di recuperare la capacità di “vedere” realmente l’altro, al di là delle apparenze e delle immagini filtrate dai media. È un invito a riscoprire l’importanza della vista interiore, dell’empatia e del contatto umano diretto. Il filosofo “cieco” per scelta intende spiegare le ragioni del suo gesto con una serie di incontri aperti al pubblico. In particolare, stamane, alle 11, sarà in piazzetta Belloni adiacente a Piazza Libertà a Udine per invitare tutti a uno sguardo all’interno di noi stessi. Si discuterà delle motivazioni profonde della sua protesta, offrendo un’opportunità unica di riflessione condivisa.
Con il suo gesto simbolico e provocatorio, Emanuele Franz ci pone di fronte a una domanda cruciale: in una società dove tutto è immagine, siamo ancora capaci di vedere l’essenziale? La sua protesta civile ci ricorda che per costruire una società più giusta e umana, dobbiamo imparare a guardare oltre le superfici e riscoprire la profondità dei rapporti umani.
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In copertina, Emanuele Franz da giovedì è bendato contro la società delle immagini.
