A Prepotto è appena nato il Gruppo LePre protagonisti i lettori. E nella piccola Oborza ecco le chiesette di Perini-Spizzo

(g.l.) A Prepotto si annuncia per i prossimi giorni una bella e invitante iniziativa curata dall’assessorato alla cultura espresso dalla nuova amministrazione civica guidata dalla riconfermata Mariaclara Forti. Coordinata da Barbara Pascoli, “Ospiti di gente unica nell’alta valle del Judrio” è infatti il titolo della manifestazione che si terrà sabato 27 luglio, alle 20.30, nella piazzetta della minuscola frazione di Oborza dove avverrà la presentazione del libro “Il cammino delle 44 chiesette votive” con Antonio De Toni dell’associazione Nediske Doline e le autrici Tiziana Perini e Antonietta Spizzo. A seguire, musica con la fisarmonica di Franco Qualizza e piccolo rinfresco. Inizio ore 20.30 con ingresso libero.
Barbara Pascoli informa, inoltre con grande soddisfazione, che è nato il Gruppo LePre (Lettori Prepotto, rappresentato dal simpatico logo appunto con una lepre che corre) che, ogni due mesi, leggerà un libro e ne parlerà con il suo autore in biblioteca a Prepotto: il gruppo è aperto anche ai non residenti. Una iniziativa che dimostra la grande vivacità culturale delle piccola comunità in riva al fiume Judrio che si distingue ormai da qualche anno per il bellissimo e sempre in crescita concorso letterario “I racconti dello Schioppettino”, dedicato appunto al vino più rappresentativo di questo prestigioso angolo dei Colli orientali del Friuli.

Info: barbara.pascoli@comune.prepotto.ud.it e whatsapp 340.6831928.

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In copertina, uno spettacolo nella piccolissima Oborza di Prepotto.

Pace al tramonto? Un concerto-appello domani all’Ara Pacis Mundi di Medea: si affermi la fratellanza fra i popoli

Oltre una cinquantina tra coristi e musicisti del Friuli Venezia Giulia in un concerto evento per la pace, durante il tramonto di domani 20 luglio, ospitato eccezionalmente nella suggestiva e simbolica cornice dell’Ara Pacis Mundi di Medea. Si tratta del “Concerto per la Pace. Restiamo umani”, ad ingresso gratuito, organizzato dall’associazione Arte della Musica di Zoppola ed inserito nella rassegna “Note sconfinate” che gode del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Medea partner dell’iniziativa. Inoltre, è reso possibile grazie al permesso di utilizzo gentilmente concesso dal Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra del Ministero della Difesa che tutela questo luogo solenne.


“Quando abbiamo deciso di promuovere il concerto per la pace – fa sapere il compositore Nicola Milan – cercavamo un luogo che fosse perfettamente integrato con l’idea del progetto. L’Ara Pacis è molto suggestiva ed evocativa ed esprime già al primo sguardo l’intento di monito contro le guerre e per la pace chiaramente espresso da chi aveva vissuto per anni i drammi del conflitto. Ma l’umanità sembra non imparare dagli errori del passato ed è in questo clima crescente di tensione e di guerra che ci è sembrato doveroso organizzare questo concerto di invocazione alla Pace”.
Appuntamento, dunque, al tramonto (ore 20.15), per l’esibizione di quattro tra i migliori musicisti friulani: il compositore Nicola Milan al pianoforte e fisarmonica, Nicola Mansutti al violino, Alessandro Turchet al contrabbasso e Pietro Sponton alla batteria e percussioni. Il tutto completato dalle splendide voci di due cori: il coro giovanile” Vocinvolo” dell’associazione Ritmea di Udine e il coro Gospel “Seventh note gospel lab”. Le introduzioni dei brani, poetiche e toccanti saranno a cura dell’attore Paolo Mutti.
Un’esibizione simbolica in un luogo significativo perché rappresenta un monito alla pace ed è stato voluto per raccogliere la memoria dei Caduti e dei Dispersi di tutte le guerre. “L’evento inizierà in un orario insolito, alle 20.15, orario del tramonto – ha spiegato Milan -, a simboleggiare che la pace mondiale in questo momento sta tramontando e tutti noi dobbiamo averne coscienza e adoperarci con i mezzi di cui disponiamo per recuperare l’idea di umanità, fratellanza, pace fra i popoli”.
Partendo dalla solenne frase incisa nell’Urna: “Odium parit mortem, vitam progignit amor” «L’odio produce morte, l’amore genera vita» lo spettacolo “Restiamo umani” di grande impatto emotivo, alternerà brani strumentali a brani cantati con testi che parlano di rispetto della madre terra, di attaccamento alle proprie radici e rispetto della diversità e attraverso il linguaggio universale della musica di condivisione, dialogo, fratellanza in un crescendo di emozioni che conduce nel canto finale “Cjantà di pas”. Un canto potente, di grande suggestione, drammatico e mistico che culminerà con l’invocazione di Pace finale, in stile gospel.
Appuntamento imperdibile, quindi, domani alle ore 20.15 all’Ara Pacis di Medea per il “concerto per la Pace- restiamo umani” . In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà al teatro parrocchiale Don Ulian. L’ingresso all’evento è gratuito.
Il monumento Ara Pacis Mundi fu eretto nel 1951, successivamente agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, su progetto dell’architetto milanese Mario Baciocchi, con l’intento, di ricordare simbolicamente i Caduti di tutte le guerre. Il Comitato Nazionale formato dalle principali associazioni di ex combattenti e dalla Pontificia Commissione di Assistenza decise di erigere questo imponente e solenne edificio, per ricordare il dolore e la distruzione che, in ogni guerra, accomuna vinti e vincitori e per condurre simbolicamente l’uomo verso la pace e la fratellanza senza ricorrere nuovamente alla guerra ed alle sue tragedie.

Per informazioni www.lartedellamusica.it, mail: info@lartedellamusica.it

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In copertina e qui sopra i protagonisti del concerto di domani; all’interno, l’Ara Pacis Mundi di Medea (Gorizia).

CasarSummer, dal cinema all’aperto all’incontro con Chiara Carminati

Un appuntamento con l’autore a Casarsa della Delizia in occasione di CasarSummer, il contenitore di eventi estivi del Comune in collaborazione con le associazioni cittadine. L’Associazione Il Noce – in collaborazione con Città di Casarsa della Delizia, Biblioteca Civica Nico Naldini e 4 Maggio – Giornata nazionale dell’affidamento familiare – propone domenica 21 luglio, alle 20.45, nel Giardino della sua sede in via Vittorio Veneto l’incontro sul romanzo “Nella tua pelle” scritto da Chiara Carminati alla presenza dell’autrice. Vincitrice del Premio Strega Ragazzi e Ragazze, in questa sua opera la scrittrice racconta dei ragazzi abbandonati dopo la Grande Guerra. Un racconto di piccole storie intrecciate con la Storia. In caso di maltempo la presentazione si terrà nella Sala Friuli della Biblioteca Civica Nico Naldini, nel capoluogo.
Tra gli altri eventi di questa settimana con CasarSummer il mercatino di antichità Tal Baul da l’Agna con la Pro Loco domani, 20 luglio, dall’alba al tramonto in centro e il cinema all’aperto sempre insieme alla Pro Casarsa della Delizia al giardino di Palazzo De Lorenzi Brinis: alle 21 di lunedì 22 luglio film d’animazione “Elemental”. La Biblioteca civica, per la rassegna Bibliofilm, propone invece giovedì 25 luglio, alle 17, il film per ragazzi “Home”.
Il Progetto Giovani, infine, propone nella sua sede mercoledì 23 luglio l’Escape room alle 20.30. Inoltre, le mostre In dialogo con l’arte – Elio Ciol prorogata fino al 28 luglio nello spazio espositivo dell’ex sala consiliare e la mostra al Centro studi Pasolini su Il Vangelo Secondo Matteo fino al 25 agosto.

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In copertina, la scrittrice Chiara Carminati attesa nei prossimi giorni a Casarsa.

Escursione-omaggio in Val Rosandra nel ricordo del grande Julius Kugy

Sabato 20 luglio, a Trieste, dalle 18.30 alle 22.30, la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione-omaggio alla figura di Julius Kugy, nella ricorrenza del suo compleanno (il 19 luglio), a 80 anni dalla scomparsa. Una facile camminata in Val Rosandra, ripercorrendo con letture e musica dal vivo alcune tappe della vita dell’alpinista, botanico, scrittore e musicista “di confine” dell’epoca asburgica. Con buffet-degustazione finale in vigna.
Kugy, nato a Gorizia nel 1858, con radici familiari, culturali e linguistiche slovene, austriache e italiane, fu un intellettuale eclettico, innamorato della montagna e della natura. Nei suoi testi le descrizioni delle esplorazioni botaniche e imprese alpinistiche sono rese con un linguaggio scientifico, ma colorate di poesia. Un’escursione con la guida naturalistica Barbara Bassi e letture di brani di Kugy a cura di Maurizio Bekar. Con interventi musicali alla tromba dei giovani concertisti Luca Bellodi, di Muggia, e Luka Baič, di Capodistria. Hanno al loro attivo: Bellodi collaborazioni con l’Orchestra Filarmonici Friulani, il Teatro Verdi di Trieste e l’Umbria Jazz Orchestra, e Baič con la Nuova orchestra da camera Ferruccio Busoni, l’Orchestra di Padova e del Veneto, e l’Orchestra Nazionale dei Conservatori. Conclusione con una degustazione di vini, formaggi e salumi nel vigneto dell’azienda agricola Zahar, di Sant’Antonio in Bosco, che produce olio e vino biologici.
Ritrovo alle 18.15 alla chiesa di Sant’Antonio in Bosco, a San Dorligo della Valle-Dolina. Uscita su un percorso ombreggiato, di 4 km, con un dislivello di soli 100 m. Sono raccomandate scarpe antiscivolo e, per chi è abituato, i bastoncini. Partecipazione al prezzo speciale di: 15 euro gli interi; i minori di 14 anni 10 euro. È richiesta la prenotazione per tempo a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. L’uscita è realizzata nell’ambito del programma escursionistico “Piacevolmente Carso”, in collegamento con il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, curati da Curiosi di natura. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. “Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

In Val Rosandra.

Il trombettista Luca Bellodi, di Muggia, classe 2003, studia al Conservatorio Tartini di Trieste sia musica classica che jazz, con i professori Massimiliano Morosini e Mirco Rubegni. Collabora con l’Orchestra Filarmonici Friulani e il Teatro Verdi di Trieste, e nel jazz suonando con la Umbria Jazz Orchestra per Umbria Jazz Winter vincendo nel 2022 il premio per giovani compositori Franco Russo.

Luka Baič, trombettista classe 1989, di Capodistria, ha iniziato a studiare tromba nel 1998 alla Scuola di musica di Capodistria, proseguendo gli studi al Liceo Artistico di Capodistria con Tomaž Bukovc e Matej Rihter. Ha conseguito i diplomi di biennio e triennio di tromba al Conservatorio Tartini di Trieste. Durante gli studi e dopo, collabora con vari gruppi professionali e semi professionali, come la Nuova orchestra da camera Ferruccio Busoni, l’Orchestra di Padova e del Veneto, e l’Orchestra Nazionale dei Conservatori.

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In copertina, un ritratto del grande alpinista di origine goriziana Julius Kugy.

Il Cinemambulante arriva a Palmanova e a Capriva con passeggiate e pic-nic

Lo schermo itinerante di Cinemabulante è ormai in viaggio per la nona edizione della rassegna che porta il cinema all’aperto nei piccoli centri del Friuli, riscoprendo il piacere di ritrovarsi davanti ad un grande schermo. Il secondo appuntamento è per domani a Palmanova: alle 18 partenza dalla Biblioteca per la passeggiata cinenaturalistica “In natura sui bastioni” e picnic (in collaborazione con Mamm Ciclofocacceria di Udine) con l’attore Roberto Abbiati e la guida naturalistica Michele Germano. L’insolita natura che assedia la fortezza di Palmanova e che ha scelto i bastioni della città stellata come luogo del suo sviluppo è un’ulteriore e inaspettate preziosità del sito patrimonio Unesco. Alle 21, nel giardino della biblioteca Civica Muradore (Via Loredan, 1), proiezione all’aria aperta “Io vivo altrove!” di Giuseppe Battiston (2023) alla presenza dell’attore Roberto Abbiati: due amici stanchi delle rispettive vite fuggono dalla città e intraprendono l’avventura della vita in campagna. Liberamente ispirato al romanzo ‘Bouvard e Pécuchet’ di Gustave Flaubert. Preceduto dal corto in pellicola di Tommaso Ferrara.
Il giorno successivo, 20 luglio, Cinemabulante si sposta a Capriva del Friuli con passeggiata cinenaturalistica e picnic (partenza alle 18 dal Panificio Iordan in Piazza Vittoria, 16) per scoprire “Acque e vino: i paesaggi di Capriva” in compagnia della regista Claudia Brignone e della guida naturalistica Nicola Ceschia. In un percorso ad anello, di circa sei chilometri, si esplora la zona dei laghetti rossi, passeggiando tra boschi e vigneti immersi nel paesaggio del Collio alla scoperta di storie di vino, flora e fauna locale.
Alle 21, nel parco comunale di Capriva (Piazza Vittorio, 1), proiezione all’aria aperta di “La Villa” di Claudia Brignone (2019) alla presenza della regista. Il film è ambientato a Scampia, Napoli: pochi sanno che nel cuore del quartiere, tra alti palazzoni e distese di cemento, c’è un grande parco pubblico: “La Villa Comunale”, un’oasi naturale, in cui le persone si incontrano alla ricerca di uno spazio di libertà. Preceduto dal corto girato in pellicola di Luigi Chiapolino.

Informazioni utili: l’ingresso ai film è libero fino ad esaurimento posti disponibili e non è soggetto a prenotazione. Le passeggiate e i picnic hanno posti limitati con prenotazione su cinemambulante.eventbrite.com
Sono previste delle sedute, ma è consigliato portare una coperta per i picnic e le proiezioni.
Tutti i menù dei picnic (realizzati da MAMM Ciclofocacceria di Udine, tranne per l’appuntamento del 20 luglio a cura del panificio Iordan di Capriva) sono vegetariani ed è sempre possibile chiedere una versione vegana.

Per info: eventi@videomante.it
Pagine FB Cinemambulante e IG @cinemambulante_fvg

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In copertina e all’interno immagini del cineambulante ad Aquileia e a Talmassons e di una passeggiata naturalistica.

I Coma Cose saranno in concerto domani con parole e musica al Palmanova Village

L’estate di Palmanova Village continua con le Summer Nights ed il ricco calendario di serate da luglio a fine agosto con concerti dal vivo, degustazioni, dj-set e ospiti speciali da non perdere: secondo appuntamento domani con la musica dei Coma Cose, il duo indie pop/rap italiano, composto da Fausto Lama e California che sono una coppia anche nella vita. Dopo dj-set e il cocktail bar a cura di Dall’Ava, i Coma Cose saliranno sul palco alle 21 per la medesima formula fatta di parole e musica in cui le loro canzoni più amate saranno intervallate da momenti di intervista condotta da una speaker di Radio Company.
Per l’ultimo venerdì di luglio, il 26, appuntamento con una serata dedicata ai piaceri del palato con – dalle 19 alle 23 – l’evento Anteprima Calici di Stelle, organizzato in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Fvg e accompagnato da un djset. Acquistando il ticket dell’evento, i clienti del Palmanova Village avranno a disposizione calice e porta calice con cui potranno scegliere 3 delle isole di degustazione vini e i finger food preparati da Il Melograno. Alle 21, per stare in tema di delizie, arriva Damiano Carrara, noto pasticcere, conduttore televisivo e giudice di BakeOff Italia su Real Time che racconterà la propria “dolce” avventura e incontrerà il pubblico.
Da segnare subito in calendario il gran finale in musica di sabato 31 agosto, alle 21, con Noemi: una delle voci più amate del panorama musicale italiano, intensa e graffiante, salirà sul palco del Palmanova Village per uno speciale ed intimo concerto piano e voce. Ogni serata delle Summer Nights prevede l’apertura dei negozi fino alle 23 e quella di bar e ristoranti fino a mezzanotte.

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In copertina, i Coma Cose che saranno in concerto domani al Palmanova Village.

Il colle del Castello di Udine è opera dell’uomo: se ne parla oggi a Pozzuolo

(g.l.) Secondo una vecchia leggenda, il colle del Castello di Udine sarebbe stato fatto costruire da Attila, re degli Unni, per potersi godere meglio lo “spettacolo” dell’incendio della romana Aquileia. A parte questa “ricostruzione” che ai più potrebbe apparire fantasiosa – la terra per innalzare l’altura sarebbe stata messa assieme dagli stessi soldati del “flagellum Dei” utilizzando i propri elmetti! -, pare comunque assodato che il rilievo, peraltro la più consistente e significativo nella pianura del Medio Friuli, sia opera dell’uomo. Tant’è che se ne parlerà questo pomeriggio nella vicina Pozzuolo, nella Palazzina di piazza Julia, con inizio alle 20.30. Il professor Alessandro Fontana, del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, tratterà infatti il tema “Il colle del Castello di Udine la più grande collina artificiale della Preistoria europea”. L’incontro, che beneficia dell’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, è organizzato da Aghe di Poç – Gruppo di ricerche storiche di Pozzuolo del Friuli con il sostegno della civica amministrazione. L’ingresso è libero e l’ambiente sarà climatizzato, viste le temperature di questi giorni.

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In copertina, il colle del Castello di Udine nella bella immagine della locandina.

“Scarpèts” della tradizione carnica al Politeama Rossetti di Trieste con debutto all’Estate del Castello di Miramare

«Il progetto degli “scarpèts” è un virtuoso esempio di come le competenze di ieri possano diventare le eccellenze di oggi. La capacità e la maestria artigianale vanno tramandate: queste calzature sono patrimonio della moda dei nostri giorni ed era giusto che chi le ha inventate venisse valorizzato, a partire da un’idea che diventa formazione e si concretizza in un prodotto di qualità straordinaria». Così l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, ha descritto il percorso che ha portato il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a dotare le proprie maschere degli scarpetti della tradizione carnica, realizzati a mano dalle neoartigiane diplomatesi a marzo al termine del corso “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature”. Nell’iniziativa, con il supporto dell’Erpac, si sono impegnati il Museo Gortani di Tolmezzo, presieduto da Aurelia Bubisutti, e l’Enaip Fvg, che ne ha curato l’organizzazione, con ventidue corsisti, di cui venti donne. «Un’azione di recupero e salvaguardia coerente con la volontà di coniugare passato e presente del nostro territorio», l’ha definita l’esponente della Giunta Fedriga.
Proprio a tale proposito, nell’incontro stampa che si è tenuto nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione Fvg, l’assessore ha annunciato che dopo l’estate l’Amministrazione emetterà due bandi, uno di 4 milioni dedicato al rilancio dei vecchi mestieri e uno del valore di 1 milione di euro sul passaggio generazionale. Un breve documentario proiettato in sala ha ricostruito la tradizione degli “scarpèts” e delle sue tecniche centenarie legate al mondo povero della montagna. Ogni paio di calzature, realizzate interamente a mano e tutte rigorosamente su misura, ha richiesto una settimana di lavoro da parte delle corsiste; non si usano colle e vengono impiegati solo tessuti in fibre naturali, di scarto e di recupero, con suole che sono ricavate con una quindicina di strati di stoffa. E ora, finalmente, gli scarpetti sono stati consegnati al presidente del Rossetti, Francesco Granbassi, presente anche Serena Tonel, vicesindaco di Trieste. Sugli “scarpèts” del futuro – a riprova dell’attualità e della vitalità creativa di questo tipo di calzature – si erano concentrati anche i partecipanti all’edizione 2023-2024 di Its Contest, l’iniziativa legata alla moda e suoi geni emergenti sostenuta dalla Regione.

La presentazione dell’iniziativa.

“Scarpetti” e “Rossetti” insieme: la collaborazione – Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha, dunque, dotato il proprio personale di sala e di biglietteria degli “scarpèts” realizzati dalle sapienti mani delle neo-artigiane di “Scarpetti”, calzature che faranno il loro debutto in occasione della stagione teatrale estiva al Castello di Miramare. Una sinergia che promuove la diffusione di una cura, conoscenza e valorizzazione della tradizione artigianale della nostra regione attraverso la prestigiosa vetrina dello Stabile regionale e l’uso concreto di queste calzature fatte a mano in Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione gli “scarpèts” sono stati personalizzati con le stoffe, i colori e il logo del Teatro. Ogni paio è stato realizzato e cucito interamente a mano – con la sola eccezione dell’ausilio della macchina da cucire per il piccolo rinforzo della doppia cucitura sul tallone – senza l’utilizzo di colle o altri mezzi di assemblaggio e con tessuti in fibre naturali, di scarto o di recupero, come prevede il disciplinare di manifattura di “Scarpetti”. Gli scarpèts sono stati confezionati con cura, attenzione ai dettagli e soprattutto su misura per adattarsi perfettamente al piede della persona che lo avrebbe indossato.
«Il Rossetti è un teatro a vocazione internazionale – che richiama spettatori da tutto il mondo – ma fortemente e orgogliosamente radicato nel proprio territorio regionale di riferimento», ha spiegato il presidente Granbassi. «Sentiamo infatti forte la responsabilità di essere ‘il’ Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. E per questo ci impegniamo per la valorizzazione dei preziosi giacimenti culturali di cui è ricca la nostra regione. Giacimenti culturali spesso legati alla prosa; ma la sapienza artigianale e la bellezza di questo prodotto sono pura poesia. Appena abbiamo saputo dell’esistenza di questo corso di formazione ci siamo entusiasmati, offrendo la nostra collaborazione. E così le divise del personale di sala del Teatro Rossetti, per i servizi all’aperto, saranno completate dagli scarpèts, con la speranza di poter far conoscere a un pubblico sempre più ampio il valore delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia».

Formazione artigianale per il recupero di un’antica tradizione – Il lavoro delle artigiane che li hanno creati testimonia concretamente quanto hanno potuto apprendere nel corso di formazione “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature” curato da Enaip Fvg e dal Museo Gortani che si è concluso a marzo e che ha diplomato 22 persone (selezionate tra oltre 150 manifestazioni di interesse pervenute). Una formazione che ha impegnato i corsisti per 90 ore di cui più della metà sono state dedicate alle attività laboratoriali, accompagnati dalle capacità e dal sapere – tramandato di generazione in generazione – delle donne carniche che hanno fatto da insegnanti alla quale stata una ulteriore formazione offerta dal Museo per l’ulteriore perfezione della tecnica e del dettaglio sartoriale.

Una nuova visione di “Cultura”: motore di impresa e creatività – Ricordiamo che “Scarpetti. I Scarpèts de Cjargne” è l’ampio progetto di tutela del patrimonio culturale per la valorizzazione della tradizione artigianale e del territorio, la formazione e lo sviluppo di nuova imprenditorialità. Promosso dal Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo è realizzato in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Erpac Fvg, Carnia Industrial Park, Enaip Friuli Venezia Giulia, Comunità di Montagna della Carnia e con il patrocinio del Comune di Tolmezzo.
Al centro di questo percorso – avviato più di un anno fa – è posta una nuova visione di “Cultura” che diventa motore di impresa e creatività, attraverso un “luogo della cultura”, il Museo Gortani di Tolmezzo, che ripensa la propria missione, non più solo di tutela e conservazione, ma anche di soggetto attivo e propositivo per il benessere e la crescita della propria comunità. Un progetto che per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è modello al quale riferirsi per attivare altre iniziative di valorizzazione degli antichi mestieri del Friuli Venezia Giulia. «Con Scarpetti passato e futuro si compenetrano e convergono in un’unica dimensione, quella del patrimonio materiale e immateriale – lo Scarpèt e le centenarie tecniche di produzione tramandate di donna in donna – che va al di là di tempo e spazi. Una dimensione universale che unisce uomini e donne che guardano verso un universo interiore, legato alle proprie radici. Radici che non limitano, ma permettono al pensiero di esprimere la propria anima», ha sottolineato Aurelia Bubisutti, presidente della Fondazione “Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani” di Tolmezzo.

“Sullo “scarpèt” ha camminato per secoli e secoli l’anima carnica”, Domenico Zannier – Gli “scarpèts” rappresentano un elemento significativo della cultura e delle tradizioni della Carnia e di tutto il Friuli Venezia Giulia. Sono un simbolo di ingegnosità e autosufficienza, riflettendo lo spirito delle comunità montane che sapevano sfruttare al meglio le risorse limitate a loro disposizione. Gli scarpèts sono diventati anche un simbolo di moda sostenibile. Per la tutela dell’arte artigianale tradizionale nella realizzazione di questa particolare calzatura il Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani ha provveduto alla registrazione del marchio di certificazione nazionale “Scarpetti”.

Con il logo del “Rossetti” di Trieste.

Per tutte le informazioni sul progetto: www.scarpetti.it

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In copertina, due maschere con gli “scarpèts” carnici al Castello di Miramare.

“Pordenone”, la crime story girata in città domani sera alla storica Società Operaia

Si intitola “Pordenone” la crime story in sette corti cinematografici, girati come una “serie” a puntate, che sarà proiettata domani, alle 21 (con ingresso libero), nella sede della Storica Società Operaia di Pordenone, nel centro culturale di Palazzo Gregoris in Contrada Maggiore. Una produzione firmata dall’Associazione Astro, su soggetto di Jimmy Baratta, che ne è anche il regista e co-sceneggiatore assieme a Leonardo Parisi e Gabriele Pillot, sviluppata grazie al contributo di Fondazione Friuli, Banca Bcc Pordenonese e Monsile, Grosmi Caffè e al supporto dell’ufficio Politiche Giovanili del Comune cittadino, che ha inserito la serata nel programma dell’Estate a Pordenone.


Due gli scopi principali di questa originale operazione, che ha coinvolto molte realtà culturali e imprenditoriali del capoluogo del Noncello durante la lavorazione del film realizzato nel corso del 2023 e che ora viene presentato in varie sedi, per far conoscere e circuitare il prodotto finale di questo percorso artistico e formativo. Da una parte, infatti, il progetto mirava al coinvolgimento dei giovani associati, per offrire loro la possibilità di apprendere una nuova arte, oltre a quella teatrale e di animazione, e per aprire alla cittadinanza giovanile nuove opportunità di partecipazione e di apprendimento. Dall’altra, il contenuto stesso del film ha come obiettivo ultimo la valorizzazione della città di Pordenone, attraverso una conoscenza dei luoghi più rappresentativi e delle realtà più vivaci e attrattive del territorio, grazie all’impegno, la passione e le sinergie attivate tra le associazioni, i professionisti, gli enti pubblici e privati, i singoli cittadini e i giovani di Pordenone.
Tra queste realtà ha avuto un ruolo anche la Storica Società Operaia, che ha aperto i propri spazi a Palazzo Gregoris come location per le riprese, che hanno ambientato negli uffici Somsi la sede della Questura di Roma, dalla quale parte, per rientrare dopo vent’anni a Pordenone, sua città natale, il commissario Santarossa, protagonista del film, richiamato sulle rive del Noncello a causa della minaccia di un criminale senza scrupoli intenzionato a distruggere la città. Assieme alla sua nuova squadra operativa, il protagonista dovrà fermare il pericoloso dinamitardo con ogni mezzo a disposizione, in un crescendo di suspense. Le indagini saranno però anche l’occasione per ritrovare un amore passato e soprattutto per riscoprire la bellezza della sua città: guardandosi attorno il protagonista scoprirà infatti come, durante la sua assenza, questa sia cambiata in meglio, dando spazio alle molte location e alle importanti risorse umane, professionali e artistiche messe in campo per questa ambiziosa produzione cinematografica.

Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

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In copertina e all’interno due immagini colte durante la preparazione del film.

Ma le terme sono sempre un relax? Stasera riflessione all’Ute di Lignano

(g.l.) Lignano a tutta cultura. Oltre agli incontri letterari ormai famosi del giovedì a Pineta, ai quali si abbina anche la degustazione di un vino di pregio, proseguono gli appuntamenti dell’Università della terza età che ora dedicheranno la loro attenzione a un tema molto importante per la località balneare friulana, vale a dire quello del termalismo. Per cui oggi, alle ore 21, via a una nuova invitante serata culturale e artistica nella villa dell’Ute, in Arco della Ginestra 43, a Sabbiadoro, accolti dall’empatia del presidente Giovanni Boer e di Flora Balzani. L’incontro culturale sarà quindi avviato con la relazione della dottoressa Morena Secco che intratterrà sul tema “Il mondo del Termalismo”. Seguirà il dottor Giampiero Neri su “Le terme sono sempre un luogo di relax?”, argomentazione che farà scoprire grazie anche alle letture tratte dal libro “Le Terme” di Manuel Vazques Montalban. Nell’occasione, porterà un saluto la professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine. L’incontro sarà concluso da un brindisi con fresche bollicine.

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In copertina e all’interno immagini del Parco Termale di Lignano Riviera.