Nimis, quelle preziose pagine di Mozart e Schubert dedicate da Alberto al nonno Carlo che in tanti hanno voluto salutare

di Giuseppe Longo

NIMIS – Non il tradizionale canto in friulano di invocazione ai Santi, bensì il dolcissimo “Suspir da l’anime” per accompagnare la salma all’uscita della Chiesa prima che il corteo s’incamminasse verso la sua ultima dimora. Alberto Nocera, pianista e organista, amava molto il nonno Carlo e ieri pomeriggio ha voluto dargli uno splendido saluto musicale durante la Messa d’addio celebrata nel Duomo di Santo Stefano, facendo precedere il brano di Oreste Rosso da altri molto famosi, come l’Ave Maria di Schubert e l’Ave Verum di Mozart. Il giovane professionista, uscito dal Conservatorio Tomadini, ha infatti avuto la forza di sedersi all’organo e accompagnare la bellissima voce di Ambra Gerussi, eseguendo queste preziose e suggestive pagine alternandole ai consueti canti esequiali.


Tanti hanno voluto essere presenti all’ultimo saluto a Carlo Gobetti, che si è spento a 85 anni dopo una lunga malattia rivelatasi purtroppo ben presto senza speranze, stringendosi accanto alla sua amata moglie Armanda, alla figlia Alida, ai nipoti Alberto e Giulia, e al genero Pietro Nocera, direttore del consiglio pastorale parrocchiale. Monsignor Rizieri De Tina ha letto una significativa pagina del Vangelo di Giovanni, quella dedicata all’amore, per poi sottolineare le qualità morali che hanno sempre caratterizzato, «con quel suo immancabile sorriso», la vita del defunto: esemplare come marito, come padre, come nonno. Ma anche nel suo lavoro di elettricista. Qualità che l’hanno reso una persona amata e benvoluta da tutti, anche perché quando si trattava di aiutare qualcuno era sempre e subito disponibile. Una particolarità colta pure nelle affettuose parole che ha voluto rivolgergli Renato Zussino, amico da sempre, anche dopo il matrimonio che lo ha portato a vivere a Buja, lontano da quella via Comelli che adesso anche con la scomparsa di Carlo si ritrova sempre più povera e deserta. «Non ti vedremo più – ha detto nel suo toccante saluto in friulano – andare nell’orto e tornare a casa con un mazzo di fiori per la tua Armanda».


Al termine del rito, uscendo, mi è tornato in mente il Duomo, voluto da monsignor Beniamino Alessio, quando era ancora in fase di completamento. All’epoca, erano gli anni Sessanta, all’interno della futura comparrocchiale venivano allestite grandiose pesche di beneficenza – dove c’era sempre anche un importante dono del cardinale Ildebrando Antoniutti, di cui proprio ieri ricorrevano i cinquant’anni della scomparsa – in occasione della plurisecolare sagra settembrina di Madonna delle Pianelle, proprio per finanziare gli ultimi lavori. E sulla cupola gli allora giovani elettricisti di Nimis realizzavano dei giochi di luce meravigliosi, davvero indimenticabili. Uno di loro era proprio Carlo Gobetti: anche per questo merita la gratitudine del paese che lo ricorderà come uno dei suoi figli migliori. Mandi Carlo!

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In copertina, Carlo Gobetti aveva 85 anni; all’interno, don Rizieri benedice la salma e Renato Zussino durante il suo saluto.

Grado, concerto stasera in Basilica con le suggestive melodie dell’epoca patriarcale e la Missa Eucharistica di Lorenzo Perosi

(g.l.) Lorenzo Perosi è stato uno dei compositori più prolifici di musica liturgica contemporanea, tanto che scrisse oltre cinquanta Messe, diverse delle quali vengono regolarmente proposte nelle Chiese del Friuli Venezia Giulia per sottolineare i riti più solenni, a cominciare dalle famose “Pontificalis”. Anche nella programmazione annuale del coro della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, a Grado, non manca mai l’esecuzione di opere di questo grande musicista e prelato, nato a Tortona nel 1872 e morto a Roma nel 1956. E fra queste c’è la bellissima “Missa Eucharistica” a quattro voci miste che il Complesso corale e orchestrale Santa Cecilia, diretta da Anello Boemo, offrirà in forma di concerto questa sera, alle 21, proprio nel massimo tempio isolano. La serata è con ingresso libero.


Nell’occasione, saranno interpretate anche alcune delle caratteristiche e suggestive melodie della liturgia gradese che attinge all’epoca patriarcale: un esempio, fra tutti, il “Te Deum” che è stato cantato poche settimane fa al termine del pellegrinaggio votivo a Barbana o che conclude la Messa di ringraziamento dell’ultimo giorno dell’anno. «La parola “liturgia” – ha osservato monsignor Paolo Nutarelli – ha un doppio significato: è azione di Dio verso il popolo ed è azione del popolo verso Dio. Grado, nei secoli, ha sviluppato nel canto il suo amore per la Fede». Sarà dunque bello riascoltare alcuni brani dell’antico repertorio liturgico isolano in occasione di questo concerto che richiamerà sicuramente anche molti turisti, soprattutto coloro che frequentano regolarmente i riti della storica Basilica, a cominciare dalla Messa “granda” della domenica, celebrata per larga parte in latino, proprio per la presenza di tanti ospiti provenienti dall’estero, soprattutto dall’Austria, quest’ultimi legati storicamente a Grado.

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In copertina, il Complesso corale e orchestrale Santa Cecilia diretto dal maestro Anello Boemo; all’interno, le splendide navate della Basilica e sul sagrato la caratteristica Croce patriarcale.

Olimpiadi, la grande impresa a Parigi di Mara Navarria e Giulia Rizzi riempie la regione Fvg di emozione e orgoglio

«Questa della spada femminile a squadre resterà una delle imprese olimpiche più belle della scherma italiana e il fatto che due su quattro delle componenti della squadra siano del Friuli Venezia Giulia ci riempie tutti d’orgoglio». Lo ha detto ieri il vicegovernatore, Mario Anzil, all’arrivo allo scalo di Trieste Airport di Giulia Rizzi e Mara Navarria, le due atlete azzurre regionali vincitrici dell’oro a Parigi nella spada femminile a squadre. Come ha detto l’esponente della Giunta Fedriga, dopo aver accolto e salutato le due medaglie d’oro, le grandi imprese sportive creano sempre tensione ed emozione e per questo la vittoria all’ultimo punto della squadra italiana sulla Francia ha suscitato una grande gioia.
«Questo successo, meritato e indimenticabile, di due schermitrici regionali si somma alla soddisfazione di avere a queste Olimpiadi una delle delegazioni di atleti più numerose che rappresentano il lavoro di 2800 associazioni sportive operanti in Friuli Venezia Giulia, grazie anche al supporto dell’Amministrazione regionale che, tra le prime in Italia per consistenza di fondi, mette in campo delle risorse economiche importanti. Nello sport – ha concluso l’assessore regionale – non è necessario sempre vincere, ma quando questo avviene fa molto piacere ed è giusto festeggiare come oggi».
«Una vittoria emozionante e quindi bellissima che rende tutto il Friuli Venezia Giulia orgoglioso di due atlete che con il loro successo olimpionico hanno regalato all’Italia una splendida medaglia d’oro nella spada a squadre», lo aveva anticipato il giorno precedente il governatore Massimiliano Fedriga a commento della conquista del primo gradino del podio da parte delle azzurre di spada a squadre femminile, tra cui appunto le corregionali Giulia Rizzi e Mara Navarria. Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, «dietro a risultati come quello conseguito da Giulia e Mara, oltre al talento, c’è tanto lavoro e tanto sacrificio, oltre a un impegno che spesso coinvolge anche i familiari più stretti. Per questi motivi l’oro di oggi è anche una lezione per i giovani che si approcciano allo sport e alle sfide della vita».

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In copertina e qui sopra il vicegovernatore Anzil con Giulia Rizzi e Mara Navarria.

A Ravascletto domani la Carnia ricorda il suo poeta Arduino Della Pietra

Serata in ricordo di Arduino Della Pietra a Ravascletto. Si terrà, infatti, domani, alle 18, nella Biblioteca Comunale di via Roma, la serata-evento in ricordo del poeta carnico dal titolo “Nessuno bussa più alla mia porta”.  L’incontro è stato ideato e organizzato dagli scrittori Tobias Fior ed Emanuele Franz, con lo scopo di valorizzare la figura di un importante uomo di cultura che si distingueva per le tematiche legate alla montagna, alla solitudine, all’amore e a Dio.
L’evento, che beneficia del patrocinio della Comunità di montagna della Carnia, è realizzato con la collaborazione del Comune di Ravascletto e della Biblioteca Comunale, nonché della dell’Associazione culturale “Identitas Clara”, e prevede un’introduzione biografica dell’autore, delle letture e passi scelti dalle opere. La serata, introdotta dagli interventi di Fior e Franz, vedrà la moderazione e le letture della docente Lucia De Giorgio. In questa occasione chi ha conosciuto Arduino Della Pietra potrà intervenire portando la propria testimonianza. Seguirà un rinfresco a cura del Comune di Ravascletto.

 

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In copertina, il poeta Arduino Della Pietra che sarà ricordato domani a Ravascletto.

Profumo di fieno sul monte Prat e fascino delle stelle in due proposte a Cornino

Doppio appuntamento naturalistico in Comune di Forgaria, dove si potranno vivere – su promozione della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, presieduta da Luca Sicuro – due esperienze di forte suggestione: per domani 2 agosto, anzitutto, è in programma un’uscita serale sull’altipiano del monte Prat (700 metri di altitudine), dove i mesi di luglio e agosto sono i migliori per la produzione di fieno. Nel corso dell’escursione (ritrovo alle 19 al Centro visite della Riserva, quindi trasferimento in auto fino a monte Prat) si riscoprirà dunque uno dei lavori estivi più caratteristici del territorio friulano, immergendosi nello specialissimo, avvolgente profumo dell’erba appena tagliata.
La camminata avrà una durata di tre ore: prenotazione obbligatoria al numero 0427.808526 o all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it, così come per l’evento successivo, in calendario per domenica 11 agosto. Per quella data è in programma una serata dedicata alle stelle, per imparare a riconoscere costellazioni e corpi celesti – sotto la guida di un esperto astrofilo – dagli spazi della Riserva. Il ritrovo, nel caso, è fissato alle 20.45, sempre al Centro visite; l’esperienza durerà circa due ore. «Continua con successo la variegata serie di proposte della Riserva naturale di Cornino – commenta il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi -, diversificate per stimolare l’attenzione di un pubblico eterogeneo».

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In copertina, un astrofilo alle prese con le sue strumentazioni e qui sopra fieno appena essiccato.

Sulle tracce della Grande Guerra con Visit Zoncolan: invito a non dimenticare per poter salvaguardare la pace

Quello che oggi appare indiscutibilmente come un paradiso, un tempo nemmeno troppo lontano è stato teatro dell’inferno. Sua maestà lo Zoncolan e il verde, bucolico paesaggio delle Alpi Carniche, in Friuli Venezia Giulia, a un soffio dal confine austriaco, oggi meta di un turismo amante della natura e di ritmi lenti e consapevoli, sono stati testimoni degli orrori del primo conflitto mondiale. Ecco l’occasione per non dimenticare e per riflettere sul valore della pace, spingendosi al fronte carnico, dove si possono fare straordinarie passeggiate alla scoperta dei luoghi che furono teatro di aspri combattimenti, dove ora regna il silenzio.
Il territorio della Carnia è ancora punteggiato di resti di forti, trincee, gallerie e ripari inseriti da Visit Zoncolan in una serie di itinerari dedicati alla Grande Guerra da percorrere in occasione di tante escursioni a tema, perfette per chi voglia sposare cultura e attività fisica all’aria aperta, panorami mozzafiato e testimonianze storiche.


Domenica 4 e venerdì 16 agosto le escursioni saranno dedicate alla zona del Passo di Promosio, che divide la Valle del But da quella del Gail, in Austria. Oltre alle trincee e alle gallerie, si percorreranno luoghi che ricordano il sacrificio di Maria Plozner Mentil, eletta simbolo delle portatrici carniche, eroiche donne che nel corso della Prima Guerra Mondiale tenevano i collegamenti con le trincee, portando di nascosto ai soldati non solo viveri, ma anche munizioni. Uccisa mentre trasportava armi in prima linea, è stata insignita della Medaglia d’oro al valore militare dal Presidente della Repubblica. L’escursione, di 4/5 ore complessive e con 500 metri di dislivello, richiede un impegno medio.
Giovedì 15 e sabato 24 agosto la meta sarà invece il museo all’aperto di Passo Volaia, con il suo piccolo lago glaciale, attraverso un interessante itinerario a cavallo della linea di confine a 1950 metri. Impegno medio, 4 ore complessive, 650 metri di dislivello. Tris agostano, invece, per l’escursione al Pal Piccolo, in programma sabato 3, domenica 11 e domenica 18. Alla montagna simbolo degli aspri scontri della Grande Guerra in Carnia si sale proprio lungo i sentieri dei soldati e delle portatrici, incontrando luoghi carichi di memoria come l’ex cimitero, il cavernone, il trincerone, il ricovero Cantore e altro ancora. Impegno medio-alto, per 4/5 ore e 900 metri di dislivello.
Chi non ama le salite ha, comunque, l’opportunità di rendere omaggio agli eroi che qui combatterono per noi: restando nel fondovalle, un itinerario facile di 2,5 ore e soli 100 metri di dislivello porta a visitare il Tempio Ossario e il Museo della Grande Guerra di Timau con una passeggiata che offre spunti di riflessione. In calendario venerdì 2, martedì 13 e venerdì 30 agosto.

Le escursioni a tema storico costano tutte 20 euro a persona (bambini gratis sotto i 12 anni) e come tutte le Experience di Visit Zoncolan possono anche essere organizzate e personalizzate su richiesta. Possibilità di noleggio attrezzatura (bastoncini ecc.).
Informazioni: Visit Zoncolan – Tel. +39 0433 778921
www.visitzoncolan.com – info@visitzoncolan.com

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In copertina, luogo di avvistamento sulle montagne del Pal Piccolo; all’interno, il laghetto del Volaia e il sentiero delle eroiche portatrici carniche.

Passion ’90 al Parco del Cormor: appuntamento sabato a Udine con la più bella musica di trent’anni fa

Tutta la migliore musica degli anni ’90 in un’imperdibile serata al Parco del Cormor, a Udine! Avete capito bene, torna Passion ’90. La nuova summer edition (da un’idea di Checco Peloi, Davide Jolly, Gio Andreotti e Julio Montana) quest’anno è in programma sabato 3 agosto: sarà un evento, come ormai tutti sanno, dedicato a chi quegli anni li ha vissuti, a chi li ha ancora stampati nella memoria, ma anche a chi non c’era, e quella musica la sente vibrare nelle vene! Insomma, è tutto pronto per una serata fatta di divertimento, buona musica e tanti gadget!
Per chi vorrà, già alle 19, sarà possibile cenare (grigliata e bibita a 15 euro) al chiosco del parco, su prenotazione. La musica (ingresso libero) comincerà alle 21. Il dj set sarà sempre nelle mani di Checco dj & Julio Montana che, per l’occasione, selezioneranno le miglior hit dei favolosi nineties. Ad accompagnare i brani la voce di Sandrino Voice e Lorenzo Meraviglia. Le foto saranno invece scattate da Marco Zam. Durante la serata ci saranno anche tantissimi gadget targati Passion ’90!

Eccezionalmente a Passion ’90 sarà aperto anche un info point per le campagne abbonamenti per la stagione 2024/2025 di Apu Basket e Udinese calcio.
Passion ’90 è possibile grazie al sostegno di Koki print & wear solutions, Kopy Print + Gadgets, Sound & Light Service, Logica Spedizioni, Five The Club, Apu, Udinese, News Bar Feletto, Bar Terzo Tempo Udine, Bar Primavera Povoletto.

Per info e prenotazioni:
telefono 349.3809588
Facebook, Instagram

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In copertina, un’immagine della passata edizione della serata anni Novanta.

In quella Basilica sulla Via Appia Antica un busto di Rodolfo Zilli ricorda il cardinale Ildebrando Antoniutti che morì mezzo secolo fa mentre tornava a Nimis

di Giuseppe Longo

La Via Appia Antica, la principale strada dell’Impero romano, è stata appena dichiarata sito Unesco e quindi Patrimonio dell’Umanità. Stamattina, leggendo questa importante notizia, mi è tornato alla mente che in quella famosissima “consolare” alle porte di Roma, tra i tanti ricordi, ce n’è anche uno legato a Nimis. Infatti, su quella via sorge la splendida Basilica di San Sebastiano alle Catacombe nella quale fu “incardinato” monsignor Ildebrando Antoniutti quando, nel 1962, fu elevato alla dignità della porpora da Giovanni XXIII. E in quella storica Chiesa da vent’anni c’è anche un busto bronzeo dell’illustre presule friulano che è una copia esatta di quello esposto nella Pieve dei Santi Gervasio e Protasio a lato della tomba che custodisce dal 1974 le sue spoglie mortali. Ricorreva, infatti, il trentennale della scomparsa del grande figlio di Nimis e del busto, opera del concittadino Rodolfo Zilli, venne fatta una nuova fusione grazie all’iniziativa del figlio dello scultore che tanto si prodigò anche per far nascere il gemellaggio con Lannach, la cittadina vicina a Graz, dove l’artista emigrato in Stiria bambino con la famiglia aveva il suo studio-laboratorio.

Il busto a Nimis e a Roma.

Ora ricorrono esattamente cinquant’anni dalla morte del cardinale e la comunità di Nimis vuole ricordare Ildebrando Antoniutti proprio nella storica Matrice dove riposa e che, grazie alla sua munificenza, fu sottoposta a generale restauro sessant’anni fa. E lo farà con una Messa che sarà celebrata giovedì 1° agosto, alle 19, quando ricorre l’anniversario della tragica dipartita. Il porporato una volta rientrato in Italia, dopo il lungo impegno diplomatico in mezzo mondo concluso con la responsabilità della Nunziatura di Madrid, era infatti solito trascorrere brevi vacanze estive nella sua casa di via Roma che volle trasformare in casa di riposo per gli anziani del paese. Ma durante il viaggio da Roma – in Vaticano era prefetto della Congregazione dei religiosi (incarico attribuitogli da Paolo VI, il Papa uscito da quel Conclave in cui Antoniutti fu molto votato) – l’auto venne tamponata da un autocarro nei pressi di Bologna e in paese poté rientrare soltanto la salma, che venne deposta nella cappella di quella che oggi si chiama “Villa Nimis”, in attesa dei solenni funerali celebrati nel Duomo di Santo Stefano, al termine dei quali il feretro venne tumulato, come da desiderio espresso dallo stesso porporato, proprio nell’antica Pieve, ai piedi dell’altare maggiore.
Quando lo colse la morte così improvvisa il cardinale era ancora settantacinquenne perché il compleanno l’avrebbe festeggiato, appunto con la sua gente, appena due giorni dopo. Era nato, infatti, da Giuseppe Antoniutti e Anna Comelli, il 3 agosto 1898. Come si legge nelle sue “Memorie autobiografiche”, stampate dalle Arti Grafiche Friulane a un anno dalla scomparsa, frequentò gli studi nel Seminario di Udine e nell’Ateneo del Seminario romano, conseguendo la laurea in teologia nel 1920. Fu consacrato sacerdote il 5 dicembre dello stesso anno e dal 1920 al 1927 insegnò nel patrio Seminario. Nel 1927 venne nominato segretario della delegazione apostolica in Cina, a fianco del cardinale friulano Celso Costantini, con il quale collaborò fedelmente per sette anni. Quindi, fu trasferito come Uditore alla Nunziatura apostolica del Portogallo e nel 1936 Pio XI lo nominò delegato apostolico in Albania e fu consacrato vescovo in Roma il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo: non aveva ancora compiuto 38 anni! Mentre infuriava la guerra civile, nel 1937 fu inviato in Spagna per una missione di pace di carità. Un anno dopo venne nominato delegato apostolico in Canada, dove rimase per ben quindici anni: ebbe al suo fianco, in qualità di zelante segretario, il compaesano monsignor Giuseppe Micossi, pure lui diplomatico in numerosi Paesi e al quale, dopo il rientro a Nimis, venne assegnata la Parrocchia di Torlano che resse, molto apprezzato, per tanti anni.
Nel 1953, il vescovo friulano ritornò nel Paese iberico con il titolo di nunzio apostolico – cioè ambasciatore della Chiesa – e a Madrid svolse per dieci anni un’intensa missione diplomatica. Proprio nella Capitale spagnola fu raggiunto nel 1962 dalla importante comunicazione che Papa Giovanni, il 19 marzo festa di San Giuseppe, aveva deciso di elevarlo al cardinalato. Una notizia che fu accolta con grande gioia ed emozione in Friuli e in particolare a Nimis, dove fu molto festeggiato al suo primo rientro dopo la prestigiosa nomina. Fece appena in tempo a riabbracciarlo con grande commozione anche monsignor Beniamino Alessio, perché il pievano che il giovanissimo Ildebrando Antoniutti ebbe come luminosa guida, quando maturò la sua vocazione sacerdotale, sarebbe scomparso nel novembre dello stesso anno.

La tomba nell’antica Pieve.

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In copertina, il ritratto del cardinale Ildebrando Antoniutti che apre le sue “Memorie autobiografiche”.

Università di Udine, corso specialistico per la prima volta a New York con una lezione anche nel mitico Palazzo di Vetro

New York ospita in questi giorni un’iniziativa senza precedenti per l’Università degli Studi di Udine: la St. John’s University, storica Istituzione della Grande Mela, ha avviato un corso di Intercultural management in collaborazione con l’Ateneo friulano. Al corso sono stati ammessi 28 studenti del corso di Ingegneria Gestionale dell’Università friulana, scelti per il loro eccezionale rendimento accademico e per le spiccate capacità. Questi studenti avranno l’opportunità unica di immergersi in un contesto internazionale di formazione che dura due settimane.

Questo programma stabilisce dei record significativi per Uniud: è la prima volta nella sua storia che un corso da 6 crediti formativi viene erogato a New York e, sempre per la prima volta, gli studenti hanno l’opportunità di assistere a una lezione nella sede delle Nazioni Unite, il famoso “Palazzo di Vetro”. La collaborazione tra l’Università di Udine e la St. John’s University riflette l’impegno di entrambe le istituzioni nell’offrire programmi di alta qualità che preparano gli studenti a diventare leader nel mondo interculturale di oggi. Il campus di New York, situato in una delle città più dinamiche e multiculturali del mondo, fornirà agli studenti un ambiente ideale per approfondire la loro comprensione delle sfide e delle opportunità della gestione interculturale. I 28 studenti selezionati tra quelli con la media più alta hanno vinto tutti una borsa di studio, coperta da fondi pubblici e privati, grazie al sostegno di partner prestigiosi come Danieli, Abs, Fondazione Friuli e Alig. Questo supporto finanziario garantisce che i migliori talenti possano partecipare a questa straordinaria esperienza senza barriere economiche.
«La partecipazione a questo corso rappresenta un’opportunità straordinaria per i nostri studenti di crescere sia professionalmente che personalmente”, ha affermato il professor Marco Sartor, delegato del rettore al placement e responsabile del corso. “Siamo estremamente orgogliosi – ha aggiunto – di poter offrire loro questa esperienza intensiva volta ad accelerare il loro percorso di crescita».
Il programma prevede una combinazione di lezioni teoriche e workshop pratici: tale approccio integrato è studiato per sviluppare competenze chiave nel management interculturale, quali la leadership, la comunicazione interculturale e la gestione del cambiamento in contesti globali. L’Università di Udine e la St. John’s University si augurano che “Intercultural Management” possa diventare un modello di eccellenza per future collaborazioni accademiche e continuano a lavorare insieme per sviluppare future edizioni di questa esperienza.

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In copertina e all’interno gli studenti dell’Università di Udine arrivati a New York.

Autotrasporti Chiarcosso in piena salute. E per Sante è giunta l’ora del passaggio di maggiori responsabilità alla famiglia: la figlia Laura sarà amministratore delegato

«Quando ho compiuto i 70 anni, mi sono ripromesso di spingere l’acceleratore sul passaggio generazionale. Lo ritengo un dovere nei confronti della mia famiglia, dei miei collaboratori.. e soprattutto di me stesso». Con queste parole Sante Chiarcosso, presidente dell’omonimo gruppo friulano operante nel settore dell’autotrasporto, ha presentato ai dipendenti, assieme ai risultati dell’esercizio 2023, approvati dall’assemblea dei soci, il nuovo assetto societario.
Al termine di una serie di operazioni sul capitale, la quota di Sante Chiarcosso, in precedenza del 99,99 per cento, è pertanto scesa al 52 per cento; alla figlia Laura – già operativa in azienda dal 2018 e dal settembre 2022 presente nel consiglio di amministrazione come vicepresidente – è stata attribuita una quota del 24 per cento, mentre il restante 24 è stato suddiviso in parti uguali tra la moglie Ivana Agosto ed il figlio Federico Fleurime.
«Il passaggio generazionale – ha spiegato l’imprenditore – è la logica conseguenza di una modernizzazione dell’assetto organizzativo della nostra azienda, che ha comportato un aggiornamento degli statuti della Autotrasporti Chiarcosso srl e della collegata Trans Est srl. Faccio regolarmente attività sportiva, sono in forma ed in buona salute, ma mi è sembrato questo il momento giusto per avviare una transizione soft». Una scelta che prevede un impegno sempre maggiore di Laura – attualmente responsabile dell’area finanziaria – nella gestione operativa dell’Azienda, con l’obiettivo di assumere tra un anno, alla scadenza del Cda, il ruolo di amministratore delegato.
La Autotrasporti Chiarcosso srl ha chiuso l’esercizio 2023 con ricavi di 28 milioni 872 mila euro ed un utile di oltre 360 mila euro. Nonostante le tensioni sul mercato europeo, che hanno causato un calo dei ricavi rispetto all’anno precedente, l’azienda ha proseguito negli investimenti sul parco mezzi, che oggi può contare su 160 fra trattori stradali e motrici e 377 fra rimorchi e semirimorchi. L’Azienda è fortemente impegnata per monitorare e migliorare le sue performances ambientali, sociali e di governance: dopo l’approvazione del primo “bilancio sociale integrato” dell’esercizio 2022, sta ora procedendo alla redazione del “Bilancio di Sostenibilità” 2023 che sarà conforme alla direttiva europea 2022/2464. Una adesione volontaria, posto che la direttiva sarà obbligatoria (a partire dal 2026, ma con riferimento all’esercizio 2025) solo per le imprese con dimensioni ben maggiori di quelle del gruppo Chiarcosso.

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In copertina, Sante Chiarcosso con la moglie Ivana Agosto e i figli Laura e Federico.