Ottant’anni fa l’Eccidio di Torlano: domani mattina la commemorazione delle trentatré vittime innocenti

(g.l.) Sarà il commissario regionale Giuseppe Mareschi a presiedere domani mattina la solenne commemorazione dell’Eccidio di Torlano nel suo 80° anniversario. Il Comune di Nimis ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia che comincerà alle 11 con la Messa, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, in suffragio delle trentatré vittime innocenti della strage nazifascista; quindi, in corteo sarà raggiunto il vicino cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i loro resti: nell’occasione, si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli dei rappresentanti di Nimis e di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga.


Tra l’agosto e il settembre 1944 la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro presagio già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.
Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatré, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra veneta e giunti sotto i monti Plajul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli, Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme. Doveroso, quindi, ricordare queste tragedie affinché il flagello della guerra che oggi insanguina le terre ucraine e del Medio Oriente non abbia ad estendersi, con conseguenze che sarebbero inimmaginabili. Con l’obiettivo di salvaguardare quel bene prezioso che è la pace.

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In copertina, il monumento che nel cimitero di Torlano raccoglie i resti delle trentatré vittime; all’interno, la solenne cerimonia durante la quale furono sepolti tre anni dopo l’Eccidio del 25 agosto 1944.

Trallallero, anteprima al Mulino Nicli: ecco “Blooming” per i giovani artisti

La quattordicesima edizione di Trallallero – Festival internazionale di teatro e cultura per le nuove generazioni si avvicina e, come di consueto, torna uno degli eventi collaterali (oltre che di avvicinamento al festival) più attesi: “Blooming”.

Maisa e il gabbiano remoto.

ARTISTI UNDER 35 – Dal 28 al 31 agosto, al Mulino Nicli di Rive d’Arcano, grazie alla collaborazione con l’associazione Servi di Scena, 10 giovani artisti under 35 del Friuli Venezia Giulia saranno impegnati in una quattro-giorni di masterclass, sul mondo del teatro per le nuove generazioni, condotta da Renata Coluccini, regista e drammaturga tra le più stimate e conosciute del teatro italiano per i più piccoli (lavora al Teatro del Buratto di Milano ed è direttrice artistica di Segnali Festival, uno dei principali festival italiani). Successivamente, durante le giornate di Festival (dal 5 al 13 ottobre, tra Artegna, Tarcento e Gemona) gli stessi potranno mettersi alla prova prendendo parte attivamente all’organizzazione, seguendo da vicino gli allestimenti, incontrando e dialogando con attori e registi nazionali e internazionali, immergendosi così nell’esperienza di un festival teatrale a 360 gradi.

RESIDENZA ARTISTICA – “Blooming” avrà poi un secondo appuntamento, dal 24 al 28 settembre, sempre al Mulino Nicli, con la residenza artistica offerta al Collettivo Lan-De-Sì, di Mantova, selezionata tramite bando nazionale di sostegno alla produzione di compagnie emergenti offerto da Trallallero festival. «Le azioni di “Blooming”, dedicate alla formazione e alla professionalizzazione, sono anche l’occasione per consolidare le collaborazioni con i partner di progetto e dare visibilità a chi, come noi, opera per essere un presidio di promozione e produzione artistica nel territorio friulano – ha spiegato Claudio Mariotti di Teatro al Quadrato, che organizza il Festival -. Uno dei principali obiettivi, fin dalle prime edizioni del progetto, è stato quello di prenderci cura delle esigenze espressive e relazionali delle nuove generazioni del territorio, promuovendo cultura e opportunità di formazione accessibili a tutti, anche in zone periferiche».

Renata Coluccini

Il progetto Blooming è reso possibile grazie al sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini (che sostiene in particolare le iniziative di formazione di Trallallero festival) e alla collaborazione dei partner che da anni accompagnano il Festival, ovvero i Comuni di Artegna, Tarcento e Gemona del Friuli, l’associazione Servi di Scena, Assitej Italia, l’Istituto Comprensivo di Tarcento, l’associazione 0432, Amici del Teatro di Artegna.

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In copertina, i protagonisti di “Blooming” della masterclass al Mulino Nicli.

“Lidrîs”, riscoperta di antichi mestieri: invito lunedì al Mulino Brussolo di Cortale

S’intitola “Aghe, Fûc, Tiere, Aiar: Mistîrs”, in omaggio alla terra friulana, il nuovo progetto de La Compagnia dei Riservati, ciclo di tre eventi – sostenuti dal contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia – che toccheranno, fra lunedì 26 agosto e domenica 6 ottobre, altrettante location del Friuli, il Mulino Brussolo a Cortale di Reana, il Molino Bosa, a Codroipo, e Casa Lucis, a Ribis, nuovamente in Comune di Reana del Rojale.
“Lidrîs”, “radici” del territorio, è il filo conduttore del primo appuntamento, in calendario appunto per lunedì prossimo, alle 18.30: nel Mulino Brussolo Sonia Cossettini e Angelo Floramo, accompagnati dalla fisarmonica di Paolo Forte, proporranno un evento di stoytelling, accompagnato da musica e dalla rievocazione di antichi mestieri: sono previste diverse postazioni (cartoccio, vimini, telaio e lavoro a maglia), che saranno dislocate – a cura della Pro loco del Rojale – nel cortile del mulino, che per l’occasione sarà visitabile. Prenotazioni al link https://www.eventbrite.it/e/991125702657?aff=oddtdtcreator
La seconda tappa, in programma per domenica 22 settembre (in collaborazione con il Comune di Codroipo), spalancherà una finestra proprio sui mulini: alle 10 prenderà il via una biciclettata – a cura della Fiab Medio Friuli, la Federazione italiana ambiente e bicicletta – che porterà fino al molino Bosa, appena restaurato, dove le parole di Sonia Cossettini si intrecceranno con melodie proposte, all’arpa celtica, da Luigina Feruglio,
Sipario sulla rassegna – il 6 ottobre, alle 18, a Casa Lucis di Ribis – con “Gjonde: tradizioni in festa”: protagonisti, assieme a Sonia Cossettini, saranno Marisa Scuntaro, Dj Tubet e il Gruppo Folcloristico di Pasian di Prato. Verranno valorizzati anche i mestieri legati al canto, alla musica e al folclore, grazie ai quali il Friuli è conosciuto in tutto il mondo.

Prenotazioni al link https://www.eventbrite.it/e/991125702657?aff=oddtdtcreator

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In copertina, il suggestivo Mulino Brussolo alimentato dalla Roggia di Udine a Cortale.

Impianti sportivi a Tarcento, in arrivo 400 mila euro dalla Regione Fvg per ammodernare palazzetto e palestra

«Con le ulteriori risorse a disposizione con l’assestamento di bilancio estivo provvederemo a dare risposta ad alcune domande presentate da associazioni sportive di Tarcento che erano in graduatoria sui bandi per l’impiantistica sportiva: in particolare, il palazzetto di proprietà comunale in gestione alla Asd Csi Tarcento verrà finanziato con 200 mila euro e altrettanti 200 mila euro serviranno per gli interventi di manutenzione  alla palestra arti marziali in gestione al Judo Kuroki». Lo ha reso noto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega allo Sport, Mario Anzil, al termine del sopralluogo agli impianti assieme all’assessore allo Sport e Lavori pubblici del Comune pedemontano, Roberto Beltrame.
«La Regione deve un elogio all’Amministrazione comunale di Tarcento, e in particolare all’assessorato allo Sport e Lavori pubblici, per l’impegno dimostrato nella cura e nella manutenzione degli impianti sportivi e per l’attenzione a partecipare con efficacia ai bandi regionali: ho constatato oggi di persona durante il sopralluogo lo stato e posso confermare che finanzieremo le domande di contributo per manutenzione ordinaria delle strutture» ha assicurato Anzil, estendendo l’elogio anche alle associazioni sportive del Tarcentino «per la brillante gestione che è un patrimonio a supporto della crescita, della formazione e del benessere della comunità e del territorio».

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In copertina, l’assessore Mario Anzil durante la visita agli impianti sportivi.

Alta formazione di Arearea, candidature da presentare entro domenica. Un libro racconta i primi trent’anni di Arearea

Sette settimane di lavoro, per un totale di 420 ore, con professionisti di fama nazionale e internazionale. Oltre a classi e laboratori di danza contemporanea, il nuovo corso di Alta Formazione della Compagnia Arearea, alla sua sesta edizione, ha in programma anche visite a musei, incontri con musicisti e operatori, lezioni online di storia della danza, partecipazione a spettacoli ed eventi culturali, incontri sulle basi tecnico-organizzative necessarie alla professione del danzatore (Ccnl). «Lavoriamo dentro una dialettica di gruppo e di linguaggi che richiede tempo, sforzo, dedizione, cura. Prediligiamo una dimensione di reciprocità creando esperienze in grado di diventare volano per attività di ricerca individuale, persino per un progetto di vita se danzatori e danzatrici vivono con intensità i loro ruoli e non si stancano di rinnovarsi, nella ricerca di idee, di risorse e di emozioni», hanno spiegato Marta Bevilacqua e Roberto Cocconi, direttori artistici della Compagnia.

Muse, Spilimbergo.

IL PERCORSO FORMATIVO – Il corso offrirà ai partecipanti (residenti in Italia, fra i 18 e i 30 anni) un programma di studio che comincerà a ottobre e proseguirà fino a luglio 2025. Sarà suddiviso in sette settimane di lavoro con cadenza mensile. La formazione intensiva consentirà di studiare la tecnica, coadiuvati dai coach, ma anche proposte di ricerca di movimento grazie ai coreografi ospiti. Inoltre, ogni settimana, sono previste delle visite formative e conoscitive delle eccellenze culturali per la danza della Regione Fvg e incontri con operatori nazionali. Ogni ciclo si concluderà il sabato sera, alle 18.30, con un Dance out_la danza fuori, prova aperta al pubblico a cura del coreografo ospite.

I MAESTRI – I maestri, come di consueto, saranno artisti di palcoscenico che si distinguono, tra gli altri, per chiarezza linguistica e riconosciute esperienze pedagogiche in Italia e all’estero e, non ultimo, per una spiccata fiducia in una “danza danzata” e generosa: Daniele Ninarello, Marta Ciappina, Antonio Montanile, Manfredi Perego, Adriana Borriello, Marta Bevilacqua. A supportarli nel lavoro di coaching per il perfezionamento della tecnica ci saranno anche Roberto Cocconi, Marta Bevilacqua Valentina Saggin, Anna Savanelli, Chiara Montalbani, Luca Zampar.

DOPO LA FORMAZIONE – Terminata la formazione è previsto un periodo di residenza durante il quale piccoli gruppi di lavoro potranno ideare progetti e circuitare nei festival della rete Giacimenti _ creazione e sviluppo di una rete italiana per l’emersione dei giovani talenti, in relazione con Hangartfest di Pesaro diretto da Antonio Cioffi, Menhir/Le Danzatrici en plein air di Ruvo di Puglia diretto da Giulio De Leo, Conformazioni Festival di Palermo diretto da Giuseppe Muscarello, MODEM PRO/Scenario Pubblico_Catania diretto da Roberto Zappalà, Progetto DA.RE. di Roma diretto da Adriana Borriello, RiESCo/Network Internazionadanza Puglia di Bari diretto da Enzo Schiavullo, Teatro Menzatì/Tex il teatro dell’ex Fadda di San Vito dei Normanni diretto da Valentino Ligorio e Arte°grado/Teatringestazione/Altofest di Napoli diretto da Anna Gesualdi e Giovanni Trono.

CANDIDATURE E AUDIZIONI – Le candidate e i candidati dovranno compilare, entro e non oltre domenica 25 agosto, il modulo on-line, allegando i documenti indicati sul bando che è consultabile e scaricabile dal sito www.arearea.it. Le audizioni si terranno sabato 31 agosto e domenica 1° settembre, alle 11.30, a Lo Studio, sede della Compagnia Arearea, a Udine, in via Fabio di Maniago, 15. Entro domenica 15 settembre saranno comunicati i nomi dei candidati ammessi.

IL LIBRO – L’AreaDanza_Urban Dance Festival, organizzato dagli Arearea, è arrivato a Udine. Primo appuntamento della sei giorni nel capoluogo friulano è stata la presentazione della pubblicazione “Divertissement”, con cui la Compagnia di danzatori friulani ha chiuso, idealmente, le celebrazioni per i suoi primi trent’anni. Il volume narra, per immagini, il connubio felice tra Arearea e i fotografi che hanno raccontato il suo percorso artistico, ed è stato realizzato con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ministero Italiano della Cultura e Fondazione Friuli, con il sostegno della Banca di Udine. A raccontare le sue pagine, piene di quel “senso di spensierata gaiezza, di giocosità primigenia” (ecco spiegato il significato del suo nome, tratto dal noto quadro di Gauguin) sono stati Roberto Cocconi e Marta Bevilacqua. Sfogliandolo, assieme all’introduzione di Fabiana Dallavalle, troviamo anche il Manifesto della Compagnia e quindi le fotografie e contributi a cura di Rodolfo Sbrojavacca, Massimiliano Treppo, Anna Portosi, Diego Iaconfcic, Luca d’Agostino, Belinda De Vito, Benedetta Folena, Vanni Napso, Carlo Pennatini, Riccardo Cecchini, Alessandro Rizzi, Umberto Dolcini, Allegra Palù. Ma pure materiali analogici e l’importante testimonianza di tutta l’arte che la compagnia ha creato in tre decenni di storia. «Il volume raccoglie una parte delle immagini esposte nel luglio del 2023 all’interno proprio della Galleria Tina Modotti, durante AreaDanza. Una mostra che ha riscosso un notevole successo e che ci ha portati a voler dedicare un testo a quell’esperienza. Allestire la mostra è stato prezioso per la Compagnia, non solo da un punto di vista archivistico, ma anche analitico. Riordinare trent’anni di storia ci ha permesso di assistere all’evoluzione della nostra poetica e di riconoscere gli elementi costanti. Pensare però di esaurire tutto in un solo catalogo ci faceva paura e allora ci siamo ripromessi di sviluppare in 7 volumi le nostre creazioni e i nostri progetti. Ogni anno, dunque, a partire dal 2024, Arearea uscirà con un libro nuovo nel quale si racconterà», hanno spiegato Cocconi e Bevilacqua.

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In copertina, esercizi del programma di Alta formazione della compagnia Arearea.

(Foto Alice Durigatto)

Sipario su Alpe Adria Puppet Festival: Grado invita agli ultimi appuntamenti

Oggi a Grado ultima giornata di Alpe Adria Puppet Festival e ultima opportunità, per genitori e bambini, di partecipare al laboratorio curato dall’artista Claudio Milani, La Nuvola/The Thundercoud. L’appuntamento è su prenotazione e si tiene nella Biblioteca civica Falco Marin, dalle 10 alle 12. E’ un’iniziativa gratuita, ma su prenotazione al numero 0431.82630. In circa due ore, i partecipanti – sotto la guida esperta di Milani – prepareranno elementi fondamentali per l’installazione “Flash Art” che si terrà in serata.


Gli eventi teatrali dell’ultima giornata nell’Isola prenderanno il via alle 17 in Largo San Grisogono, con la Compagnia Dromosofista che propone Antipodi. In questo spettacolo, il pubblico viene invitato a salire su un Camion Teatro per un viaggio surreale su un cavallo in miniatura, tra personaggi stralunati e minuscoli uomini d’ombra in corsa; fra teatro di figura, ombre cinesi e teatro fisico. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione obbligatoria (al cell. 335.1753049). Sono previsti altri due turni, alle 18.15 e alle 19.30.
Alle 18.30, ancora nella Biblioteca civica Falco Marin, andrà in scena Qui e Là, una nuova produzione Cta; un viaggio immaginario in cui i bambini vengono accompagnati dal canto “a cappella” dell’attrice Adriana Vasquez, mentre pian piano gli oggetti presenti sulla strada prendono vita, raccontando piccole storie o componendo e suggerendo immagini e spunti di riflessione su aspetti che fanno parte della nostra vita, ma che a volte non riusciamo a guardare veramente. L’ingresso è gratuito, la prenotazione obbligatoria al 335.1753049.
Alle 21 all’auditorium Biagio Marin, Teatro Gioco Vita porterà in scena Moun, uno spettacolo delicato che racconta di una bimba “adottata” da una nuova vita, a causa della guerra. La forza di questa produzione sta nell’equilibrio tra la gravità degli argomenti affrontati e la “leggerezza poetica” con cui vengono narrati. Così, nonostante si parli di abbandono, adozione, di nostalgia e della costruzione di sé, guardarlo trasmette un senso di grande serenità e di speranza nel futuro. Alle 22, in Calle Tognon, si terrà invec il Flash Art performativo, aperto a tutti, a conclusione del laboratorio La Nuvola/The Thundercloud.

Per le “Vetrine” del Festival, il Teatro Silfo (Spagna) con Chatungla sarà di scena in Corte Marco d’Aviano a Gradisca d’Isonzo, alle 20.30. Lo spettacolo è una vera e propria giungla di “rottami metallici”, grazie alla quale sarà possibile scoprire tante creature originali, ognuna con la sua storia e il suo modo di fare, tutte nate da oggetti e materiali recuperati o ritrovati chissà dove. Un teatro basato principalmente sul linguaggio visivo e senza parole, capace di coinvolgere sia bambini che adulti.


Info e approfondimenti su
www.puppetfestival.it

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In copertina, il Teatro Silfo; all’interno Moun e Dromosofista:  le ultime proposte di Alpe Adria Puppet Festival a Grado.

Le Pro Loco Torre-Natisone invitano domenica alle sorgenti del Cornappo e poi a fine agosto tra le malghe di Porzus

Prosegue il calendario delle escursioni I Sentieri delle Pro Loco 2024. Domenica 25 agosto, sarà possibile immergersi nella natura incontaminata dell’Alta Val Cornappo e ammirare le cascate più suggestive del territorio: le sorgenti del torrente, che attraversa poi Torlano e Nimis, sulle pendici del Gran Monte. L’escursione – organizzata da Consorzio Pro Loco Torre Natisone-Tor Nadisôn-Ter Nediža Unpli Aps con la Pro Loco Val Cornappo e le guide Wild Routes – porterà alla scoperta di sentieri e angoli nascosti del Comune di Taipana. Come già riferito, si tratta di un’avventura per tutta la famiglia. Il percorso, lungo circa 5 km con un dislivello di 250 metri, è adatto a tutti (bambini dagli 8 anni in su), e si sviluppa in un ambiente naturale di grande bellezza. Ammirare le cascate che scaturiscono dalle sorgenti del Cornappo sarà un’esperienza indimenticabile.
Equipaggiamento: per affrontare al meglio l’escursione, è consigliato indossare abbigliamento comodo e adatto alla stagione, portare con sé scarpe da trekking, una giacca a vento, acqua, snack, crema solare, un cappello o un foulard e, se lo si desidera, dei bastoncini da trekking. Informazioni: il ritrovo è previsto per domenica 25 agosto alle ore 8.30, in piazza a Cornappo di Taipana per partire alla scoperta delle cascate più suggestive del territorio. L’escursione, della durata di circa 3 ore, è adatta a tutti e si svolgerà su un percorso facile. Il costo è 15 euro (biglietto intero) e 7.50 euro (per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati). Invece è gratuito per i minori 12 anni accompagnati. Iscrizione: è obbligatorio prenotare entro le 18 del 24 agosto al numero 333.4564933 (WhatsApp).

Stupenda immagine della valle di Porzus.

Intanto, si annuncia un’altra invitante uscita a fine mese. Porzus, piccolo gioiello immerso nella natura sui monti sopra Attimis, si prepara ad accogliere gli amanti del trekking per un’escursione indimenticabile. Per sabato 31 agosto, infatti, il citato Consorzio con la Pro Loco di Porzus e le guide di Wilde Routes ha organizzato un’altra tappa de I Sentieri delle Pro Loco 2024. Questa volta, la meta è l’Anello delle malghe di Porzus, un percorso che condurrà alla scoperta di angoli nascosti e tradizioni locali. “Sarà un’occasione mantenersi in forma e godere dei benefici della natura- ha commentato la presidente del Consorzio, Giovanna Rossetto -. Ringraziamo gli amici della Pro Loco di Porzus che hanno pensato davvero a tutto per rendere accogliente e indimenticabile questa escursione che permetterà anche di gustare prodotti locali”.
Un viaggio, dunque, tra storia e natura, partendo dalla piazza di Porzus, i partecipanti si addentreranno nei boschi circostanti per raggiungere la mistica Sorgente Očena, un luogo ricco di fascino e storia. Il percorso, di media difficoltà, si snoderà poi lungo il versante occidentale del Merzli Uorch, offrendo panorami mozzafiato e la possibilità di ammirare la flora e la fauna locali. La Pro Loco di Porzus ha pensato a tutto per rendere questa giornata ancora più speciale: una tisana di benvenuto all’inizio dell’escursione e un crostino con formaggio spalmabile alle erbe al termine vi daranno la carica necessaria. Inoltre, sarà possibile prenotare un gustoso pranzo a base di gnocchi alle erbe con ricotta affumicata e noci, accompagnato da un calice di vino, per un momento di relax e convivialità.
L’appuntamento è per sabato 31 agosto con ritrovo alle ore 8.30 in piazza a Porzus di Attimis e partenza alle 9. La camminata è di difficoltà media (7 km, dislivello 350 metri) e avrà una durata di circa 4 ore. Per affrontare al meglio l’escursione, è consigliato indossare abbigliamento comodo e adatto alla stagione, portare con sé scarpe da trekking, una giacca a vento, acqua, snack, crema solare, un cappello o un foulard e, se lo si desidera, dei bastoncini da trekking. Il costo è 15 euro (biglietto intero) e 7.50 euro (per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati). Invece è gratuito per i minori 12 anni accompagnati. È obbligatorio prenotare entro le 18 del 30 agosto al numero 333.4564933 (WhatsApp).

Maggiori info su
www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina, un gruppo di escursionisti alle sorgenti del Cornappo sul Gran Monte nel Taipanese.

Tarcento, il Festival dei Cuori al gran finale oggi a Gemona. L’assessore Anzil: offre un prezioso confronto d’identità

«Il “Festival dei Cuori” rappresenta una preziosa occasione di confronto fra identità, un’opportunità per avvicinarci a culture differenti. Valorizzare le proprie radici è importante, ma è altrettanto arricchente aprirsi alla conoscenza dell’altro. La cultura, in fondo, è proprio un confronto fra identità, capace di metterci in relazione con mondi vicini e lontani». Sono le parole del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Cultura e Sport, Mario Anzil, che ieri a Tarcento, nel parco Vivanda, ha partecipato alla serata di gala della 54ma edizione del “Festival dei Cuori”, la storica manifestazione folcloristica che promuove la cultura della pace, della solidarietà e della tolleranza, organizzata dal gruppo folcloristico “Chino Ermacora” con il sostegno del Comune di Tarcento e della Regione Fvg.

L’assessore Anzil con i gruppi ospiti…

Nato nel 1965 grazie al compianto Vittorio Gritti, il Festival porta ogni anno in terra friulana centinaia di giovani danzatori e musicisti provenienti da tutti i continenti, con l’obiettivo di fare incontrare differenti culture, lingue, usi e tradizioni. I gruppi che hanno partecipato all’evento, che si conclude oggi con la grande serata di Gemona , sono giunti dall’Isola di Pasqua (Cile), Italia, Kenya, Martinica, Perù e Serbia.
Anzil ha apprezzato la serata definendola «un’occasione per compiere un viaggio nel tempo e nello spazio» e ha espresso un apprezzamento per l’impegno profuso dagli organizzatori che «da oltre 50 anni consentono alla comunità di poter godere di uno spettacolo entusiasmante e, nel contempo, di conoscere più da vicino culture diverse».

… e con danzerine del “Chino Ermacora”.

Puppet Festival, una ricca giornata a Grado e una “vetrina” a Gradisca

Anche la giornata odierna di Alpe Adria Puppet Festival si è aperta nella Biblioteca civica Falco Marin, sul Lungomare di Grado. Si è, infatti, appena concluso il laboratorio curato da Claudio Milani, La Nuvola/The Thundercloud per la preparazione dell’installazione “Flash Art” che sarà visibile in Calle Tognon, domani dalle 22. Gli spettacoli teatrali, nell’Isola d’oro, prenderanno invece il via alle 17. In Largo San Grisogono, il pubblico troverà il CamionTeatro della Compagnia Dromosofista che con Antipodi proporrà un viaggio surreale su un cavallo in miniatura, tra personaggi stralunati e minuscoli uomini d’ombra in corsa; fra teatro di figura, ombre cinesi e teatro fisico. L’ingresso è gratuito, come per tutti gli altri spettacoli del Festival, ma con prenotazione obbligatoria (al cellulare 335.1753049) perché la capienza del camionteatro permette un massimo di 35 spettatori. Sono previsti altri due turni, alle 18.15 e alle 19.30.

Dromosofista


Alle 18.30, nella Biblioteca civica Falco Marin, andrà in scena Qui e Là, una nuova produzione Cta; un viaggio immaginario in cui i bambini vengono accompagnati dal canto “a cappella” di dell’attrice e cantante Adriana Vasquez. Un percorso immaginario che i bambini percorreranno fra “un qui e un là”, mentre pian piano gli oggetti presenti sulla strada prenderanno vita, raccontando piccole storie o componendo e suggerendo immagini e spunti di riflessione su aspetti che fanno parte della nostra vita, ma che magari non riusciamo a guardare veramente. Anche in questo caso, l’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria al 335.1753049. Alle 21, nei Giardini Marchesan, sarà la volta del Teatro Silfo (Spagna) con Chatungla, una vera e propria giungla di “rottami metallici”, grazie alla quale sarà possibile scoprire tante creature originali, ognuna con la sua storia e il suo modo di fare, tutte nate da oggetti e materiali recuperati o ritrovati chissà dove. Un teatro basato principalmente sul linguaggio visivo e senza parole, capace di coinvolgere sia bambini che adulti.
La “Vetrina” del Festival, in questa giornata, sarà Gradisca d’Isonzo che, in Corte Marco d’Aviano alle 20.30, ospiterà Dírtz Theatre (Francia), vincitrice del Bando Effea 2023 con Short Stories. Lo spettacolo si dipana tra danza contemporanea, teatro fisico e teatro di figura e, con umorismo e tenerezza, racconta i legami che accompagnano fasi diverse della vita umana: “Nonna(s) don’t cry” è un omaggio poetico al percorso di crescita verso l’età anziana. Un ”assolo” che si trasforma in un dialogo fisico tra due donne (una ballerina e un fantoccio) di età diversa, tra due generazioni, tra passato, presente e il futuro; “Le troisième Pas” è una danza a tre tra due ballerini e un fantoccio che pone l’attenzione sulle interdipendenze e connessioni che si creano fra l’essere umano e l’oggetto e sui “legami” che ci accompagnano per tutta la vita.

Teatro Silfo

Info e approfondimenti su
www.puppetfestival.it

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In copertina, un’immagine della Biblioteca civica Falco Marin sul Lungomare di Grado.

Grato addio del Rojale a Tarcisio Venuti: in quelle Chiesette votive da Tarcento a Cividale c’è tutto il suo amore per il Friuli

di Giuseppe Longo

In quelle chiesette votive raccontate da Tarcisio Venuti c’è l’essenza del suo amore senza limiti per il Friuli, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Lo scrittore ha infatti dedicato se stesso allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della propria terra, quella che Ippolito Nievo, giustamente, definì “piccolo compendio dell’Universo”, a cominciare dal suo Rojale che ieri pomeriggio gli ha rivolto un commosso, riconoscente saluto durante il funerale celebrato nella parrocchiale di Vergnacco. Il maestro aveva 94 anni e sarà ricordato non solo per il suo esemplare impegno come insegnante – che ha formato una foltissima schiera di bambini e ragazzi che oggi gli sono sicuramente riconoscenti -, ma anche, e soprattutto, per l’intensa e feconda attività letteraria con decine di pubblicazioni esibite con orgoglio nelle biblioteche, ma anche su tanti scaffali delle nostre case. Un lavoro ciclopico, meticoloso, messo assieme  durante tutta la vita, tanto che il Comune di Reana del Rojale qualche anno fa per esprimergli orgoglio e gratitudine gli aveva dedicato una bella cerimonia.
Appena appreso della scomparsa, la Società Filologica Friulana gli ha reso doveroso omaggio ricordando che lo storico e studioso di Vergnacco «ha scritto tanto sul nostro Friuli: di storia (con le ricerche tra i documenti degli archivi friulani), di arte (basta soltanto dire delle chiesette delle vallate del Natisone e del Torre), di tradizioni, ma anche qualche pezzo di letteratura». Quindi, viene ricordato con alcuni dei tanti articoli che il defunto ha scritto per le riviste della Filologica stessa. E anch’io desidero ricordarlo portando come esempio, tra le tante e pregiate opere, proprio il libro “Chiesette votive da Tarcento a Cividale”, con fotografie di Agostino Bruschi (Udine, La Nuova Base, 1977), attingendo anche a quanto aveva scritto al riguardo il professor Giuseppe Bergamini, il quale ha ricordato che queste semplici ma tanto amate costruzioni sono «disseminate un po’ dovunque nel territorio, nella pianura come in cima ai colli o nelle valli montane. Opere nella maggior parte riconducibili al periodo gotico o rinascimentale, ma più e più volte rimaneggiate nel tempo, raramente si debbono ad architetti “colti”, essendone di solito ideatori anonimi capimastri locali». «Le chiesette votive furono oggetto di appassionato studio da parte di Giuseppe Marchetti che ad esse dedicò, sulla rivista della Società Filologica Friulana “Sot la nape” una lunga serie di articoli dal 1961 al 1963: articoli che, con l’aggiunta delle parti che ancora restavano manoscritte, dopo la sua morte, furono riuniti in un enciclopedico volume, curato da Gian Carlo Menis, fondamentale per lo studio dell’arte friulana», annota poi Bergamini che prosegue: «L’opera di Tarcisio Venuti (che del Marchetti è stato allievo) prende idealmente le mosse da questa operazione che si era “limitata”, tuttavia, ad una veloce schedatura delle strutture architettoniche». E ancora: «Venuti aveva cominciato ad occuparsi dell’argomento già nel 1966, scrivendo decine e decine di articoli che con una certa continuità erano stati pubblicati sul settimanale udinese “La Vita Cattolica”: quarantadue dei quali costituiscono appunto il presente volume redatto – si badi bene, e la precisazione vale soprattutto se si tien conto del terremoto del 1976 – nell’anno 1974, ancorché per motivi editoriali uscito solo alla fine del 1977».
«Quanto a cultura – si legge ancora nella recensione di Giuseppe Bergamini -, Tarcisio Venuti è quello che si può definire un eclettico: giornalista (direttore di “Int furlane”, foglio “di cultura e di interessi del Friuli”), poeta, studioso di problemi linguistici e di folclore, ma anche di storie locali. Si è accostato solo in un secondo momento al mondo dell’arte, e lo ha fatto con l’entusiasmo che lo contraddistingue in ogni sua azione. Ciò spiega la struttura data dall’autore al suo libro: ad una introduzione generale che prende in esame sotto il profilo della storia, dell’arte e del folclore quella fascia di terra che va da Tarcento a Cividale, fa seguito una rassegna di 42 chiesette (per la verità non tutte votive, non almeno quella di Santo Stefano in Centa a Nimis o la parrocchiale di Porzus) tra quelle esistenti nella zona. Di ognuna di esse si danno esaurienti notizie storiche (spesso di prima mano, tratte da libri parrocchiali, da relazioni di visite pastorali, da documenti custoditi nelle parrocchie e negli archivi di Cividale ed Udine) oltre alla descrizione delle opere d’arte ivi presenti, al ricordo (documentario) di quelle scomparse e all’analisi delle strutture murarie. Ne nasce una schedatura veramente preziosa per ricchezza di contenuti, tale da permettere al lettore di cogliere le componenti artistiche presenti nella zona; che sono, in definitiva, quelle rispondenti al gusto popolare e che, pur rivestendo un loro interesse, molto spesso mal si apparentano con l’arte».
Ricordiamo, infine, che proprio sulla scia di questo prezioso lavoro di Tarcisio Venuti, nel Friuli orientale è nato “Il Cammino delle 44 Chiesette votive”. Il Cammino -informa una nota web – è un percorso circolare di 184 chilometri, suddiviso in 10 tappe, che attraversa nove Comuni: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Insomma, un interessante viaggio nella storia friulana che oggi possiamo riscoprire anche attraverso le meticolose e appassionate ricerche di questo grande figlio del Rojale.

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In copertina, Tarcisio Venuti in un’immagine abbastanza giovanile: il maestro si è spento infatti a 94 anni, ieri i funerali a Vergnacco.