Vicino/lontano mont oggi al via a Paluzza protagonista il sociologo Stefano Allievi

Al via la quarta edizione di vicino/lontano mont, la rassegna che vicino/lontano dedica alle Terre Alte. Oggi, 26 settembre, a Paluzza nella Chiesa di San Giacomo, dopo l’inaugurazione con il saluto dei sindaci dei cinque Comuni che ospitano quest’anno la rassegna, vicino/lontano mont 2024 apre i battenti alle 18.30 con la conferenza-spettacolo “Di acque e di terra. Migrazioni e altri movimenti” del sociologo dell’Università di Padova, Stefano Allievi. Un viaggio affascinante nel mondo del movimento delle popolazioni: tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e Africa, tra squilibri demografici e cambiamento climatico, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri. Un discorso di ampio respiro, pacato e informato, che supera le contrapposizioni ideologiche, capace di collegare le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente. La ricca parte audiovisuale, che fa uso anche di foto e video originali, è curata da un gruppo internazionale di giovani artisti di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione creato da Benetton.
Alle 21, a Treppo Carnico alla Galleria d’arte moderna Enrico de Cillia, nell’incontro “Italia selvatica” realizzato in collaborazione con Leggimontagna, il presidente del distretto venatorio della Carnia Vittorino Dorotea, il pianificatore del territorio e ricercatore senior di Eurac Research di Bolzano Andrea Omizzolo, il vicepresidente del Progetto Lince Italia Renato Pontarini e lo scrittore e divulgatore, esperto di foreste e animali selvatici Daniele Zovi – moderati dal giornalista Rai Giacomo Plozner – discuteranno di come affrontare e gestire quella rinnovata vicinanza tra uomo, animali selvatici e grandi carnivori che tanto allarma l’opinione pubblica.
La rassegna si realizza grazie alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alla Fondazione Friuli, alla Comunità di Montagna della Carnia, al Bim-Consorzio del Tagliamento e ai cinque comuni ospitanti, con il sostegno di PrimaCassa, Carnia Industrial Park, Marmi Bertacco e Legacoop Fvg.

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In copertina, il professor Stefano Allievi di Padova. (Foto Luca d’Agostino)

Modernizzazione del commercio, a Buttrio le opportunità dei Distretti. Sommariva: ecco le sfide del nuovo

I cambiamenti economici, tecnologici e sociali che cittadini e commercianti stanno affrontando richiedono a imprese e amministrazioni di adattarsi e innovare. «Le pmi possono affrontare queste sfide con la necessaria consapevolezza e fiducia, soprattutto se si riesce a fare leva su una strategica e diffusa collaborazione, promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva, come quella proposta all’interno dei Distretti del commercio introdotti dalla Regione». Ne è convinto Edi Sommariva, manager del Distretto Friuli Orientale, che proprio su questo tema, assieme ai partner e alle amministrazioni comunali dell’area (12 quelle rappresentate nel network), propone alle imprese e a tutti gli interessati un incontro di approfondimento, con interventi di esperti di innovazione economica ed esempi concreti di successo.

Beppino Govetto


L’incontro è in programma per lunedì 30 settembre, alle 15.30, all’Hotel Del Parco in via Stringher a Buttrio e sarà aperto dagli interventi dell’assessore regionale alle attività produttive Sergio Bini, del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo e del sindaco di Pavia di Udine, capofila del Distretto “delle meraviglie”, Beppino Govetto.
«I Distretti – aggiunge Sommariva – rappresentano uno strumento chiave per supportare le imprese del commercio nel cogliere nuove opportunità e affrontare le sfide della modernizzazione. Questo percorso parte dalla comprensione delle nuove aspettative dei consumatori del terzo millennio, attraverso lo studio dei necessari adattamenti tecnologici e relazionali con il cliente, con la consapevolezza di operare all’interno di un ecosistema economico complesso ma collaborativo. Centrali in questo contesto sono le reti di collaborazione e un ecosistema produttivo e istituzionale virtuoso, capace di innovare».
A discutere e a coinvolgere le imprese saranno Mario Sassi, senior advisor e blogger per idee e progetti innovativi su Gdo, risorse umane e lavoro, Guido Pomini, esperto di e-commerce orienteering e digital strategy, e Luca Zanderighi, vicepresidente di Tradelab. Sulle opportunità e i vantaggi per le imprese dati dai Distretti, e sui prossimi sviluppi che la Regione metterà in campo sul tema, ci saranno Sabrina Miotto, direttore Servizio turismo e commercio della Regione Fvg, e a trarre le conclusioni Massimo Giordano, direttore centrale attività produttive e turismo della Regione.

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In copertina, il dottor Edi Sommariva manager del Distretto Friuli Orientale.

“Una splendida favella” in tv con l’Arlef per la Giornata Europea delle Lingue: la “marilenghe” questa sera su Telefriuli

“Una splendida favella – L’avventurosa storia della lingua friulana e della sua letteratura” sbarca in tv oggi, 26 settembre, proprio in occasione della Giornata Europea delle Lingue. Su Telefriuli (canale 11), alle 22, andrà in onda la performance che vede protagonisti Flavio Santi (docente all’Università dell’Insubria, di origini friulane) e William Cisilino (direttore dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana).
Accettando la sfida di ricostruire più di mille anni di storia della lingua e della sua letteratura in meno di un’ora, Santi e Cisilino accompagneranno il pubblico in un viaggio inedito che dà risposta a domande come: “Quali popoli hanno contribuito a modellare la marilenghe?”; “Quali donne e quali uomini, a partire dal Medioevo, hanno scelto e rivendicato l’uso della lingua friulana per fare arte?”; “Perché il friulano è una lingua?”.


«È un itinerario che conduce fino all’oggi, per poi capire quale sarà il friulano di domani e in generale come funzionano le lingue», ha anticipato Cisilino. «Cerco di dimostrare quanto la letteratura friulana sia da sempre modernissima e si colleghi con le grandi letterature italiana ed europee, a cui non ha nulla da invidiare» sottolinea Santi, che nella performance legge alcune poesie che dimostrano appunto questa grandezza e l’originalità della “marilenghe”.
Aspettando “Una splendida favella”, alle 21, sempre su Telefriuli, è in programma uno speciale dedicato alla lingua friulana. Vi interverranno il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; la tiktoker del canale Tic e Tac Furlan, Greta Fabbro; Michele Flaibani, direttore organizzativo dell’indagine sociolinguistica “Furlan Contât – Tire fûr la lenghe”, recentemente condotta da Ires Fvg; lo youtuber di YouPalTubo, Nicolas Fonzar; il già citato professore, Flavio Santi; e l’illustratore, “papà” dei Gnognosaurs, Andrea “Dree” Venier.

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In copertina, il professor Flavio Santi che all’interno è con il direttore William Cisilino.

Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

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In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Sostenere la fragilità dell’anziano: incontro oggi a Ronchi dei Legionari

Sostenere la fragilità dell’anziano è la prerogativa del progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con le risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “Si.Fa.Rete”, che vede la collaborazione attiva di partner del Terzo Settore quali Acli Fvg, Associazione Aulòs, Caritas e Associazione de Banfield. Giunta al suo secondo anno di attività, si tratta di una co-progettazione nata con l’obiettivo di sostenere al meglio le persone anziane della nostra regione e sperimentare buone pratiche da applicare attivamente per la loro assistenza. Il progetto prevede numerose attività sul territorio regionale racchiuse all’interno di tre specifiche aree di intervento: la presa in carico precoce delle persone anziane fragili, il potenziamento di interventi a supporto di anziani e dei loro caregiver, la formazione per i caregiver stessi e l’informazione alla cittadinanza.


Viene proposto adesso, in area isontina, un percorso di formazione aperto a tutta la popolazione residente, con un ciclo di incontri pubblici gratuiti, dedicati in particolar modo ai caregiver ma aperti a tutti gli interessati, per imparare a prendersi cura di una persona anziana con fragilità, dagli aspetti burocratici a quelli relazionali.
Gli incontri si terranno ogni mercoledì alle 17: dopo il primo appuntamento a San Canzian d’Isonzo alla presenza del vicesindaco e assessore comunale alla Sanità, Politiche Sociali e Cultura Flavia Moimas, di Valentina Benedetti di Acli, Elena Cher dell’Ambito Carso Isontino, la Dirigente medico di Asugi Giovanna Marzaro e l’assistente sociale Lucrezia Perosa, a cui hanno partecipato caregiver, professionisti del settore, volontari di associazioni e studenti dell’Istituto superiore socio-sanitario, gli incontri si proseguono oggi, 25 settembre, a Ronchi dei Legionari, nell’auditorium in Via Cau de Mezo, per parlare di “Invecchiamento sano e patologico”, il 2 ottobre nella Sala Civica Comunale di Fogliano Redipuglia, si parlerà di “Suono, musica e abilità cognitive”, il 9 ottobre a Monfalcone, Biblioteca comunale, un appuntamento su “Comunicazione con l’anziano fragile”, si proseguirà il 16 ottobre nella Sala Del Bianco di Staranzano un incontro su “Come prendersi cura della persona”, mentre l’ultimo appuntamento di questo ciclo è fissato per il 23 ottobre a Grado, al Palazzo dei Congressi, per parlare di “Pillole di salute, gestire la salute della persona anziana fragile a domicilio”. Per iscriversi agli incontri gratuiti è sufficiente contattare il numero 351.6397891 o scrivere una mail a: info@sifarete.it; il progetto è realizzato con la collaborazione di Servizio Sociale dei Comuni di Ambito Territoriale Carso-Isonzo-Adriatico e Asugi- Agenzia Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina.

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In copertina e all’interno due immagini del precedente incontro di San Canzian.

Villaggio del Pescatore, dal dinosauro al coccodrillo: oggi a Trieste c’è un focus sulle nuove scoperte paleontologiche

Grazie ai fondi raccolti nel 2021 dal Comune di Trieste in collaborazione con la ditta Zoic – eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, anche di notevoli proporzioni – un gruppo di ricerca composto dall’Università di Bologna, l’Università di Trieste, Ispra, Elettra Sincrotrone Trieste e la stessa Zoic srl ha potuto analizzare ogni singolo reperto estratto dal Villaggio del Pescatore, come se fosse visto per la prima volta. Tutto il materiale è stato esaminato da esperti di diversi settori (anatomia, geologia, chimica, botanica) per ottenere un quadro di insieme dell’ecosistema che si è preservato sul sito. Questo lavoro, che ha unito i dati raccolti durante gli scavi con le nuove scoperte, ha permesso di avere una fotografia di dettaglio di ciò che davvero sappiamo sul sito e sugli animali e piante che preserva.


Durante lo studio dei reperti, alcuni hanno sorpreso per l’eccellente qualità di preservazione non solo esterna ma anche interna. In altre parole, molti fossili ci avevano svelato solo in parte la loro storia perché ci si era limitati a studiare la loro forma esterna. Negli ultimi anni i paleontologi hanno lavorato sempre di più con gli esperti delle scansioni tomografiche, uno strumento che permette di vedere nei minimi dettagli l’interno delle ossa fossilizzate senza danneggiarle. Grazie alla collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste è stato possibile vedere i fossili del Villaggio del Pescatore come se la roccia che li ha preservati fosse trasparente. La prima indagine è stata fatta sul becco di Antonio, il celebre dinosauro Italiano trovato al Villaggio del Pescatore, l’esperimento è stato un successo e i ricercatori sono stati in grado di ricostruire il complesso sistema di vasi sanguigni di un dinosauro estinto da 80 milioni di anni.
La seconda indagine si è concentrata su un altro esemplare ritrovato sul Sito Paleontologico: Si tratta del cranio di un piccolo coccodrillo chiamato Acynodon. Anche se l’aspetto di Acynodon ricorda molto quello dei coccodrilli attuali, i suoi denti sono davvero unici. È grazie allo studio dei denti che è stato possibile capire il tipo di alimentazione di questa strana creatura scoprendo così la fauna presente nel Cretaceo.
Durante un incontro pubblico in programma oggi, alle 17.30, all’Urban Center di Corso Cavour 2/2 a Trieste (I piano), i ricercatori coinvolti nel progetto – Diego Dreossi, Maurizio Polentarutti di Elettra Sincrotrone, il professor Federico Fanti, Marco Muscioni dell’Università di Bologna e Flavio Bacchia della Zoic srl – illustreranno nel dettaglio l’esito di questi studi e molto altro ancora: ci spiegheranno le tecniche di preparazione, come sono state effettuate le indagini e perché le nuove scoperte sono così importanti per continuare a studiare l’evoluzione del nostro territorio. L’evento introdotto dal vicesindaco con delega alle Attività economiche, Teatri e Partecipate del Comune di Trieste, Serena Tonel, è aperto a tutti e rappresenta un’importante occasione per conoscere le scoperte più recenti nel campo della paleontologia e la loro rilevanza per il territorio.

L’evento sarà anche tramesso in diretta streaming: https://us02web.zoom.us/j/84108476344?pwd=cyQvS4Fmw8xuJjMXpI59amsbAel0eP.1

Nella splendida Maratonina di Udine vincono Yves Nimubona e Sara Nestola. Arrivederci all’edizione dei 25 anni

Una splendida Maratonina, ieri a Udine, grazie alla probabilmente ultima giornata d’estate coincidente, peraltro, con l’arrivo ufficiale dell’autunno. Sono Yves Nimubona (Atletica Casoni Noceto) e Sara Nestola (Calcestruzzi Corradini) i vincitori della 24ma edizione. Il ruandese e l’italiana hanno chiuso i 21,097 km della gara friulana in 1.00’56’’ e in 1.12’16’’, apponendo per la prima volta il loro nome nell’albo d’oro dell’evento organizzato dall’Associazione Maratonina Udinese. A completare il podio, tra gli uomini sono gli azzurri Yohanes Chiappinelli (Carabinieri) e Pietro Riva (Fiamme Oro), campioni europei a squadre in carica sulla distanza. Il primo ha chiuso la prova in 1.01’00’’, mentre il secondo, vice-campione continentale a livello individuale, ha fermato il cronometro a 1.01’55’’. Tra le donne, alle spalle dell’azzurra Nestola, hanno chiuso le keniane Teresiah Omosa Kvamboka e Sharon Chebichiy, capaci rispettivamente di un tempo di 1.14’35’’ e 1.25’47’’.


Appassionante la gara maschile, con Riva in testa nelle battute iniziali. Trainato dalle lepri, il poliziotto di Alba è passato in 14’31’’ ai 5 km e in 29’04’’ ai 10 km, per poi rimanere in testa assieme al duo formato da Chiappinelli e da Nimubona. Il trio ha mantenuto il ritmo di 2’50’’ sino al sedicesimo km, quando si è registrata la prima svolta della gara. Riva ha perso contatto dai due rivali, che hanno preso il comando della prova mantenendo il ritmo di 2’50’’ al km. E’ quindi stato testa a testa sino al ventesimo chilometro, quando Nimubona (classe 1998) ha accelerato riuscendo a mettersi alle spalle il portacolori dei Carabinieri. E’ stato così l’africano, 21° ai Giochi Olimpici di Parigi sui 10000 metri, ad alzare le braccia al cielo nel cuore di Udine. Alle sue spalle i due azzurri, al via della gara friulana in preparazione alla maratona di Valencia del 1° dicembre.
Tra le donne è arrivata davanti a tutte la favorita della vigilia, Sara Nestola, anche lei in Friuli per effettuare un test in vista dell’esordio in maratona, previsto a Valencia. Di grande spessore la gara corsa dall’allieva di Stefano Baldini: l’azzurra, sempre al comando, è passata in 34’09’’ ai 10 km e in 51’03’’ ai 15 km, arrivando al traguardo nel tempo di un minuto inferiore al suo personale di 1.11’16’’. La ragazza emiliana, classe 2001, 35ma ai campionati Europei sui 21,097 km, è la prima italiana a imporsi a Udine a distanza di sei anni dall’ultima volta (nel 2018 vinse Sara Dossena).
Grande prestazione anche per i friulani Steve Bibalo, dell’Altetica Buja, classificatosi decimo (1h 08’01”), e Mariangela Stringaro, di Keep Moving (1h 30’01”): a loro è spettato il Premio Faustino Anzil, medaglia d’oro introdotta nel 2023 per onorare la memoria del compianto professore, figura di primo piano dello sport regionale e nazionale – nel suo ruolo di decano dei preparatori atletici del Friuli Venezia Giulia – nonché assessore, proprio con le deleghe all’istruzione e allo sport, al Comune di Udine: Anzil fu, tra l’altro, uno dei più convinti sostenitori del “progetto Maratonina di Udine”. Un migliaio i partecipanti alla mezza udinese, che come sempre ha dato spettacolo.

IL PRESIDENTE. Nelle parole del presidente dell’Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon, il compiacimento per l’ottimo esito di una manifestazione che, nonostante le incognite della vigilia, anche quest’anno ha regalato a Udine un frizzante weekend all’insegna dell’aggregazione. «Un sentito ringraziamento – ha detto – alle istituzioni che ci supportano e ai tantissimi volontari che si sono messi a disposizione per garantire sicurezza all’evento, affiancandosi alle forze dell’ordine, che hanno operato sotto il coordinamento del comandante della Polizia locale. Hanno reso un servizio straordinario, permettendoci di offrite alla città di Udine, ancora una volta, una splendida giornata all’insegna dello sport».

LA SICUREZZA. In questa particolare edizione della Maratonina, in forse fino all’ultimo a causa dello sciopero degli agenti della Polizia locale e salvata dal prefetto di Udine, Domenico Lione, alla fine tutto si è svolto nel migliore dei modi, senza alcun contraccolpo logistico: la sicurezza è stata garantita sull’intero percorso, a cominciare dagli incroci, da oltre 300 persone, tra forze dell’ordine e volontari. Ben 120 gli alpini dell’Ana di Udine; assieme a loro Protezione civile, Motostaffetta Friulana (con 30 unità), Motoclub Morena, Aquile Friulane, Libertas Grions e Remanzacco, Maratona Città del Vino, Associazione Keep Moving. Il Lions Club Udine Duomo ha messo a disposizione uno staff medico coordinato dal dottor Giovanni Castaldo, e tanti operatori della Croce Rossa Italiana hanno vigilato sull’intensa domenica sportiva. Sull’itinerario della Maratonina sono state posizionate, a cura dei volontari dell’Amu, oltre 1000 transenne. Sette bancali di acqua erano a disposizione degli atleti lungo il tragitto e al ristoro finale. Ad ogni partecipante è stato consegnato il pacco gara con i prodotti degli sponsor: le sacche, come già lo scorso anno, erano all’insegna del green, per dare un segnale tangibile di sostenibilità (determinante la collaborazione della Regione, tramite Eco Fvg).

LE CURIOSITA’. Fra i corridori della mezza c’era, anche quest’anno, lo scienziato udinese Mauro Ferrari, alla sua quinta partecipazione alla Maratonina. Gli atleti più giovani sono stati i 18enni Tamer Al Halabi e Nicole Cos, i più anziani Giorgio Zuzzi, 77 anni, e Graziella Minetto, di 68. Ha compiuto 35 anni proprio ieri, giorno della Maratonina 2024, Fausto Finocchiaro; 174 i team in gara. Quello più numeroso è stato il Run Card, con 291 partecipanti. Le nazioni più rappresentate sono state (in ordine di iscritti) Italia, Austria, Regno Unito, Polonia, Arabia Saudita, Slovenia, Repubblica Ceca, Belgio, Stati Uniti, Israele. Tra gli iscritti alla StraUdine (circa 600) c’erano invece i due attori – Daniele Fior e Marco Rogante – impegnati in questi giorni, al Teatro San Giorgio di Udine, nelle prove dello spettacolo “Maratona di New York”, la nuova versione del celebre testo di Edoardo Erba, tradotto in friulano da Paolo Patui e diretto da Rita Maffei. Sulla scena corrono e recitano per 65 minuti: non potevano quindi mancare alla corsa cittadina, per proseguire il lungo allenamento prima del debutto, previsto per l’11 e 12 ottobre nella Stagione Teatro Contatto. Alla StraUdine il gruppo più numeroso è stato il Mostro Run (18 partecipanti); l’iscritto più giovane un bimbo di sei mesi, la più anziana Aderina Kraghel, di 87 anni; premio simpatia a una bamnbina che ha corso con il gesso. Speaker, come sempre, Paolo Mutton, che ha raccontato al folto pubblico raccoltosi nell’area dell’arrivo tutte le fasi della la gara.

IL CASTELLO. Il weekend della Maratonina, mai così lungo – il primo dei tanti eventi in programma si era svolto già nella serata di giovedì -, è entrato nel vivo, a livello agonistico, con la sempre spettacolare cronoscalata a invito maschile e femminile “Salita del Castello Autotorino”: a segnare il record di velocità sulla rampa che porta in cima al colle è stato Lorenzo Brugnizza (San Marino Athletics Academy), con il tempo di un minuto e 6 secondi; seconda posizione per Andrea Lamparelli (Atletica Malignani Libertas Udine), arrivato in un minuto e 9 secondi, terza per Alessandro De Marco (1 minuto e 10 secondi), in forza all’Atletica 2000. Prima fra le donne Miriam Sartor (dell’Atletica Ponzano), che ha percorso la salita in 1 minuto e 27 secondi; argento per Lisa Rivetta, della Trieste Atletica (1 minuto e 28), bronzo per Emily Grace Campanelli (sempre Trieste Atletica), con un minuto e 1 minuto e 32.

LA MINIRUN E I CANI. Il pomeriggio di sabato, alla presenza di un foltissimo pubblico, ha regalato lo spettacolo della Minirun Conad (ben 400 i giovanissimi che si sono dati battaglia su un percorso di 1 km, in parte accompagnati dai genitori) e della Corsa con il Cane Schesir (102 gli amici a quattro zampe iscritti, impegnati sullo stesso itinerario di gara della Minurun), entrambe partite da piazza Libertà. Alte, come detto, le adesioni a entrambi gli appuntamenti, tornati ormai alla dimensione pre-Covid, dopo i difficili anni della pandemia.
Nella Minirun il gruppo più numeroso, con 25 bambini, è stato “I Fantastici Keep Moving”; secondo team più nutrito (24 componenti) quello dell’Uccellis di Udine, terzi, a pari merito (con 11 corridori ciascuno), “Mostro Run” e “Orsacchiotti”. Il bambino arrivato da più lontano era di Secli (in provincia di Lecce), Cesare Slavich.
Nella simpatica sfida canina si è classificata in prima posizione Isabella Piussi, con Lana; secondo Rudi Macor, con la sua affezionatissima Berta, terza Sandra Candelotto, padrona della splendida Zoe. Premio simpatia a madre e figlia, le cocker spaniel inglesi Mithos e Queen Angy, al guinzaglio della padrona Patrizia, mentre quello per il gruppo più numeroso è andato al Gruppo Unità Cinofila, nove adorabili quattro zampe che hanno affrontato insieme la gara. Fra gli iscritti anche un veterano della corsa, cui è spettato il premio speciale “fedeltà”: il bulldog francese Nelson ha partecipato, con il padrone Pierfrancesco Zuccato, a tutte e undici le edizioni. Altri riconoscimenti speciali sono stati assegnati al cane arrivato da più lontano (da un canile di Miami: la padrona è Raffaella Midolini) e ai più coraggiosi, due cagnetti che si muovono con un supporto a rotelle: sono Pelù, che ha corso con Tiziana, e Cannella, accompagnata da Alessandra.

Sipario, dunque, con grande successo su questa Maratonina numero 24. Per cui l’arrivederci è già fissato nel 2025, quando si correrà l’edizione dei 25 anni. Gli organizzatori sono già al lavoro per offrire una Maratonina all’altezza del suo quarto di secolo.

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In copertina e all’interno gli arrivi solitari di Sara Nestola e Yves Nimubona vincitori della 24ma Maratonina, oltre a due immagini della partenza in piazza Primo Maggio ai piedi del Castello di Udine.

Grado, trent’anni fa la prima pietra del Ricreatorio Spes il sogno di quel giovane prete sceso in laguna da Cormons

di Giuseppe Longo

Era il 2 ottobre 1994, appena quattro anni prima che la morte improvvisa, e dolorosa, privasse Grado della indimenticabile guida spirituale di monsignor Silvano Fain, che l’Isola ha ricordato il 19 settembre nel 26° anno della scomparsa esponendo nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia una bella immagine che ritrae l’arciprete mitrato e in paramenti solenni. E quel 2 ottobre di trent’anni fa l’illuminato sacerdote, sceso dai colli di Cormons – «Benedictus qui venit in nomine Domini!», esclamò Biagio Marin vedendolo arrivare il 28 aprile 1957, vestito come un vescovo, nel porto mandracchio -, coronava il sogno che accarezzava dal suo esordio in laguna, in quel nuovo incarico che aveva assunto a 36 anni: un giovane prete che pensava ai suoi giovani parrocchiani, ai bambini, ai ragazzi. Quello di costruire un Ricreatorio – da altre parti, si chiama anche Oratorio – che aiutasse a crescere con il buon esempio le nuove generazioni isolane: non a caso lo aveva immaginato, e progettato, a Città Giardino, il quartiere più giovane di Grado. E il sogno è stato portato a termine grazie alla passione e alla completa dedizione di don Bruno Sandrin.


Proprio quel 2 ottobre 1994, l’arcivescovo di Gorizia, padre Antonio Vitale Bommarco, benediceva la prima pietra di quello che sarebbe diventato lo “Spes” – in latino significa Speranza – con l’auspicio che potesse diventare «un eloquente punto di incontro per tutta la città di Grado, in modo particolare per tutti i giovani che, da tempo, sentivano l’esigenza di un luogo di riferimento e di aggregazione» (così si leggeva nella pergamena deposta nella prima pietra, di cui una copia è conservata in Spes). «Sono passati, quindi, trent’anni e, dopo gli ingenti lavori di ristrutturazione – afferma monsignor Paolo Nutarelli, attuale arciprete, che ebbe proprio in don Silvano il suo sicuro riferimento spirituale -, verrà vissuto un evento per celebrare questo importante traguardo che ci si augura diventi un punto di partenza per l’avvenire». Chiaramente, i lavori di ristrutturazione non sono ancora conclusi – di recente, come si ricorderà, è stato inaugurato il campo giochi -, per cui la Parrocchia si affida ancora al buon cuore dei “graisani”, finora rivelatosi veramente grande e generoso, per completare l’opera e dare nuova luce e dimensione al sogno di monsignor Fain.


È stato, pertanto, annunciato un ricco programma di festeggiamenti – di cui ha dato notizia oggi anche “Insieme”, il foglio settimanale della Chiesa gradese -, messo a punto dal Coordinamento del Ricreatorio Spes, e sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che comincerà giovedì 17 ottobre e si svilupperà con varie proposte nelle giornate successive per concludersi solennemente domenica 20, quando nella moderna Chiesa di San Crisogono – che pochi giorni fa ha visto la bella e suggestiva cerimonia della benedizione degli zainetti scolastici dei ragazzi dell’Isola – sarà celebrata una Messa presieduta da don Matteo Marega. Al termine seguirà nel dirimpettaio Ricreatorio Spes una Preghiera di Ringraziamento con l’arcivescovo Carlo Redaelli, coronata dal pranzo comunitario.
«Per me è un grande onore portare avanti questo sogno. Ed era bello ricordare l’evento di trent’anni fa – afferma don Paolo – non come un ancoraggio al passato, ma come occasione per rilanciare l’Oratorio oggi. Negli anni, grazie alla passione di sacerdoti e volontari, qui sono state vissute bellissime esperienze (penso al teatro ad esempio, alle attività aggregative, allo strumento straordinario ed educativo dello scoutismo che nel prossimo anno compirà 45 anni di presenza a Grado). Oggi siamo chiamati ad interrogarci sul ruolo educativo di questo spazio che deve essere contemporaneamente aggregativo e poi, nel tempo, formativo. Mi piace pensare a don Bosco… quando ricordava che l’Oratorio è casa, Chiesa, scuola e cortile. È cortile perché si gioca, ci si diverte, la noia non deve esistere. È casa perché si sta in famiglia e ci si deve sentire liberi di essere se stessi. È scuola perché si impara a vivere lì, non solo teoricamente ma sul campo. E poi è Chiesa perché è formata da tutti noi, che siamo Comunità che cerca di vivere secondo lo stile di Cristo».


Ma monsignor Nutarelli non poteva esimersi dal fare un riferimento anche agli oneri dei lavori richiesti per dare un nuovo volto, più moderno e funzionale, al Ricreatorio. «L’impegno finanziario di questa ristrutturazione – afferma l’arciprete – per molti è stata una pazzia… ma bisognava investire nello Spes perché abbiamo bisogno di sentirci Comunità. Lo Spes è uno strumento per aiutare i bambini a diventare adulti secondo uno stile che per noi, lo ripeto, è quello di Cristo… interiorità, accoglienza, servizio, farsi prossimo etc. Diventato adulto vivrà la sua vita con lo stile che qui avrà imparato, nella speranza che poi ogni adulto sappia mettersi a servizio dei più piccoli! Colgo l’occasione di questi festeggiamenti per ringraziare chi ha creduto in questo progetto lasciando la sua offerta e mi auguro che altre persone e anche istituzioni pubbliche e private possano dare il loro contributo… ne abbiamo bisogno, ma sono certo che la Provvidenza ci aiuterà. La cosa bella di questi mesi? Lo Spes vivo e pieno di allegria».

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In copertina, il campo per il basket al Ricreatorio Spes; all’interno, una sala-gioco, il ricordo di monsignor Silvano Fain e don Paolo Nutarelli alla benedizione degli zainetti scolastici.

Nimis il 6 ottobre andrà a Lannach per i 35 anni del gemellaggio: una gita in Stiria

(g.l.) Dopo la bella festa dell’8 settembre alla Madonna delle Pianelle, il gemellaggio Nimis-Lannach vivrà un’altra importante giornata nella cittadina stiriana per ricordare, come è appunto avvenuto in Friuli, i 35 anni della firma di quel patto di amicizia nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli.
Come aveva infatti annunciato durante la cerimonia sotto il pronao del Santuario il commissario straordinario, il Comune di Nimis ha organizzato una gita in pullman per la prima domenica di ottobre, quando Lannach vivrà la sua festa annuale come aveva fatto Nimis proprio nei primi giorni di settembre, al fine di «confermare e consolidare i legami di amicizia tra le due comunità», ha scritto il dottor Giuseppe Mareschi in una lettera rivolta alla popolazione. La partenza avverrà alle 7 del 6 ottobre da piazza 29 Settembre. Alle 11 è previsto l’arrivo a Lannach – località che si trova a pochi chilometri da Graz, la città capoluogo della Stiria -; quindi il ritrovo con le autorità locali guidate dal borgomastro Josef Niggas. A seguire il pranzo in piazza, la partecipazione ai festeggiamenti e la visita al tradizionale mercatino. Quindi, alle 16, partenza da Lannach per il ritorno a Nimis dove l’arrivo è previsto alle 20. La quota di partecipazione è di 15 euro, per cui chi è interessato a partecipare dovrà iscriversi entro venerdì 27 settembre alla Segreteria o al Protocollo del Comune di Nimis, telefonando allo 0432.790045. «L’iscrizione – si precisa nell’avviso municipale – è a numero chiuso e le prenotazioni potranno essere annullate in caso non si raggiungesse un numero minimo di adesioni».
«Vi aspettiamo numerosi», conclude la lettera del commissario. Quella di domenica 6 ottobre sarà infatti una nuova, bellissima occasione per rinnovare, e appunto consolidare, i rapporti di amicizia e di collaborazione fra le due comunità che in questi 35 anni hanno sempre dimostrato grande vicinanza e simpatia, ottenendo anche importanti obiettivi internazionali che, come aveva ricordato lo stesso Mareschi, sono il Diploma e la Bandiera dell’Europa Unita.

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In copertina, un momento della cerimonia dell’8 settembre avvenuta a Nimis.

Prin Plan, un racconto audiovisivo del Friuli che con l’Aclif promuove la cultura e l’uso della “marilenghe”

L’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha lanciato una nuova iniziativa digitale per valorizzare e promuovere la “marilenghe” e la cultura del Friuli. Sul sito www.aclif.it, sul canale YouTube Aclif Cultura e sui propri spazi social ha pubblicato una serie di video dal titolo “Prin Plan”, realizzati interamente in lingua friulana dal Grup Comunicazion Lenghe Furlane – composto da Claudia Brunetta, Daniele Crosara, Jonathan Feruglio ed Eros Marcuz – che ora sono a disposizione di tutti.


I filmati offrono un affascinante viaggio alla scoperta del territorio friulano, dei suoi borghi caratteristici, delle aree naturalistiche e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Attraverso immagini suggestive e narrazioni coinvolgenti, i video permettono di immergersi completamente nella cultura e nelle tradizioni della regione. Solo per fare degli esempi: se a Casarsa si parla ovviamente di Pier Paolo Pasolini, a Zuglio spazio all’area archeologica. Se a Cavazzo si vanno a scoprire le attività sportive sul lago a Santa Marizza di Varmo ecco la figura Elio Bartolini e così via. In totale sono 28 i video girati in altrettante località friulane.
“Con questa iniziativa vogliamo avvicinare sempre più persone alla lingua friulana e far conoscere le ricchezze culturali del nostro territorio – ha spiegato Daniele Sergon, presidente dell’Aclif e sindaco di Capriva del Friuli -. I video sono uno strumento efficace e diretto per promuovere la nostra identità e per far sì che il friulano continui a essere vivo, parlato e trasmesso alle nuove generazioni. Averli messi a disposizione sulle principali piattaforme web aiuterà a diffondere questi prodotti audiovisivi davvero ben fatti: un vero e proprio racconto a più voci sulle eccellenze del Friûl. Tale progetto era già andato in onda sui canali Rai, e questo per ricordare la nostra ferma volontà di maggiore presenza del friulano nella Tv di Stato: c’è ancora margine per aumentare le ore di programmazione in friulano a budget esistente, magari per un telegiornale breve in marilenghe, come da tempo chiediamo tutti uniti come Comuni friulanofoni”.
L’Aclif, che riunisce 148 Comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto dove è presente una comunità friulanofona, si impegna nella tutela e nella valorizzazione della lingua friulana. Con questa nuova iniziativa, l’Assemblea conferma il suo ruolo tra i soggetti di riferimento per la promozione della cultura friulana a livello regionale e nazionale.

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In copertina, la bandiera del Friuli storico; all’interno, Daniele Sergon presidente Aclif.