I giovani e l’alcol, oggi una riflessione al convegno della Somsi di Pordenone

Appuntamento oggi, dalle 17 alle 19, al Centro culturale di Palazzo Gregoris, sede della Storica Società Operaia di Pordenone, per parlare del fenomeno dell’alcolismo tra i giovani, dandone una panoramica della portata, e insieme dei rischi e delle strategie di intervento, nel convegno dal titolo “Non darla a bere”, organizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in sinergia con l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Pordenone, con il quale la Somsi sta proseguendo con vivo interesse un progetto intorno alle “dipendenze giovanili”, avendo già toccato ambiti come quello del fenomeno “Hikikomori” e del tabagismo.
Il consumo di alcol tra i giovani è dunque la terza tappa di questo percorso, che affronta un altro fenomeno diffuso e preoccupante. Studi recenti evidenziano che molti adolescenti iniziano a bere già durante la fase della scuola superiore, spesso come forma di socializzazione. Le statistiche mostrano un aumento nel consumo e nell’abuso di alcol, con un crescente numero di giovani che ricorre al “binge drinking”, una pratica che prevede il consumo di elevate quantità di alcol in un breve lasso di tempo. L’abuso di alcol può avere conseguenze devastanti sulla salute fisica e mentale dei giovani, causando disturbi che vanno dai problemi epatici a quelli legati ad ansia, depressione, comportamenti violenti e aggressivi. Senza contare poi i problemi legati alla sicurezza, che comprendono il rischio di incidenti stradali e infortuni, ma anche di relazioni sessuali non protette. Affrontare il problema richiede pertanto un approccio multidimensionale, con strategie che comprendano la sfera dell’educazione e sensibilizzazione, anche in ambiente scolastico, il coinvolgimento attivo delle famiglie nei programmi di prevenzione, ma anche il rafforzamento di politiche di limitazione del consumo di alcol verso giovani e minori, il supporto psicologico a chi si trova già in situazioni legate all’abuso, e naturalmente la promozione di stili di vita sani, anche nella socializzazione.
Relazioneranno su queste tematiche il panel di esperti presenti: la dottoressa Cristina Meneguzzi, Direttrice del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASFO Pordenone, a proposito di “Epidemiologia, rischi derivanti dall’abuso e strategie di intervento; la dottoressa Elisa Paiero, Educatrice socio-pedagogica, Responsabile del Servizio per i Giovani della Soc. Coop. Soc. Il Piccolo Principe, che parlerà di “Life skills e prevenzione dei comportamenti a rischio”; Loris Calligaro, Presidente Acat Pordenonese, che porterà il suo contributo dal titolo “Breve storia di un’esperienza di cambiamento possibile”.
Il convegno, rivolto in particolare a genitori, insegnanti ed altre figure educative, sarà introdotto da Mario Tomadini, presidente Somsi Pordenone, e da Guglielmina Cucci, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone. L’ingresso all’incontro è libero. Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

Fake News Festival oggi, dalla rassegna stampa… Lercia all’inedito club letterario

Il secondo giorno del Fake News Festival si è aperto oggi a Udine con una novità assoluta, un appuntamento unico nel suo genere e imperdibile: la rassegna stampa Lercia. Al Bar Adoro Caffè in piazza Venerio, stamane, il caffè offerto a tutti i presenti è stato accompagnato da una carrellata semi-seria di notizie e bufale curata dagli amici di Lercio, i maghi della satira da milioni di follower. Hanno sfogliato i giornali, con irriverenza ed umorismo, Andrea Sesta (autore di Lercio, storico dei meme, appassionato di pirati e di libri) e Gian Paolo Polesini (giornalista professionista, critico cinematografico e televisivo). Una squadra eccezionale, per aiutare il pubblico a cominciare la giornata con un sorriso (e una buona dose di bufale).

Andrea Sesta

Maria Luisa Iavarone

Oscar d’Agostino

Gian Paolo Polesini

Fabiana Dalla Valle

Francesco Florenzano

E sempre in tema di bufale e informazione, all’Istituto Salesiano Bearzi, stamane sono gli alunni delle quarte elementari a mettere le mani in pasta con Pia Valentinis (realizza libri come illustratrice e come autrice, ha vinto la XXI edizione del Premio Andersen nella categoria “Miglior illustratore”), che propone a un gruppo di giovanissimi “chef delle notizie” un laboratorio per comporre la loro originale “Gazzetta bugiarda”.
Nel pomeriggio, all’Hotel Astoria alle 16, si parlerà invece del ruolo e dell’importanza dell’educazione permanente nel contrasto alle fake news. Sul tema dell’incontro, organizzato insieme a Unieda – Unione Italiana di educazione degli adulti, si confronteranno Francesco Florenzano (presidente di Unieda, tra i più importanti esperti italiani di apprendimento permanente) e Maria Luisa Iavarone (professore ordinario di pedagogia sperimentale all’Università degli Studi di Napoli Parthenope con all’attivo oltre 180 pubblicazioni). Un evento che, già dal titolo, partirà dall’abc: “Alfabeto maggiore. Educazione permanente e lotta alle fake news”.
Alle 18, sempre all’Hotel Astoria, alcune tra le più amate scrittrici del territorio daranno vita a un inedito club letterario. Con le storie e i libri di Claudia Sfilli (insegnante, scrittrice, autrice di testi teatrali), Antonella Favaro (docente e autrice di saggi e romanzi storici), Fabiana Dallavalle (giornalista, scrittrice, coordinatrice di servizi educativi 0-3) ed Elena Commessatti (scrittrice, giornalista letteraria e collaboratrice per i sei giornali del Gruppo Nem), la voce di Paola Ferraro (attrice e regista, dirige la Compagnia Teatrale Baraban di Udine) e la guida di Oscar d’Agostino (giornalista del Messaggero Veneto – Gruppo Nem, responsabile delle pagine di Cultura Spettacoli), verrà ufficialmente aperto “Il club letterario”, per parlare di romanzi, finzioni narrative e verità storiche.

 

La Foresta dei Giusti, il primo albero dedicato oggi a San Canzian d’Isonzo

Promuovere le connessioni fra natura e cultura, fra sostenibilità ambientale e impatto sociale, fra economia ed ecologia, fra attività produttive e responsabilità ambientale: questo l’obiettivo del progetto Eroica Impresa – La memoria del legno, ideato e curato da Damatrà onlus in sinergia con la Fondazione Gariwo, Gardens of the Righteous Worldwide, che ha promosso in tutto il mondo il progetto dei Giardini dei Giusti per diffondere il messaggio della responsabilità individuale. E con il coinvolgimento di 10 Biblioteche del Friuli Venezia Giulia, quelle di Aviano, Codroipo, Lignano Sabbiadoro, Paluzza, San Canzian d’Isonzo, San Giovanni al Natisone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Turriaco, Udine.
Promuovere i Giusti del nostro tempo educa alla responsabilità personale nella convinzione che la memoria del Bene sia un potente strumento educativo e di cittadinanza. Attraverso incontri con 20 classi delle Scuole Primarie e Secondarie si è parlato della memoria del bene e ciascuna classe è stata nominata custode di una storia, di una biografia esemplare, quella del giusto o della giusta al quale l’albero del loro comune e della loro biblioteca sarà intitolato. Dal 15 al 28 novembre un ciclo di intitolazioni e incontri coinvolgerà tutti i Comuni che partecipano al progetto: ecco i Giusti ai quali saranno intitolati 10 alberi, sono Franco Basaglia, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giorgio Perlasca, Liliana Segre, e ancora l’attivista afghana contro i matrimoni forzati Sonita Alizadeh , l’etologa e ambientalista Jane Goodall, la nuotatrice siriana Yusra Mardini che ha salvato un gruppo di profughi dal naufragio, l’adolescente pakistano che aveva denunciato lo schiavismo dei bambini lavoratori Iqbal Masih.


Si parte, dunque, proprio oggi a San Canzian d’Isonzo, con l’intitolazione di un bagolaro all’attivista statunitense Rosa Parks, in prima linea negli anni Cinquanta contro le discriminazioni razziali: appuntamento alle 10.30 nel Giardino della Biblioteca comunale a Pieris, Intorno all’albero si potranno ascoltare attraverso cuffie wifi i contributi realizzato dai giovani artisti dell’associazione Corsia d’Emergenza, che hanno raccolto le voci delle imprese che si prendono cura del bosco con responsabilità, e risuoneranno le campanelle di terracotta costruite dai bambini come segnale di vigilanza, legate all’albero. Sarà apposta una targa, per ogni albero, realizzata grazie al partner Associazione Pollicino che ha coinvolto attivamente soggetti diversamente abili attraverso la collaborazione con il laboratorio di produzione di artigianato sociale di Hattiva Lab Onlus. Ha collaborato al progetto Arpa Fvg – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, attraverso la sua struttura che si occupa istituzionalmente di educazione ambientale, conducendo i bambini e i ragazzi in una esplorazione degli alberi attraverso i sensi e riflettendo con loro sui servizi ecosistemici legati agli alberi.
Si prosegue a San Vito al Tagliamento lunedì 18 novembre alle 10.30, nel Giardino della Scuola Primaria “Guglielmo Marconi”: in questo caso un ginko sarà dedicato alla attivista afghana Sonita Alizadeh, che ha realizzato il video per sfuggire al matrimonio che i suoi genitori stavano progettando per lei. Martedì 19 novembre, alle 10.30 nel Giardino della Scuola Primaria “Dante Alighieri” di Turriaco, una quercia sarà dedicata a Jane Goodall, nota in tutto il mondo per i suoi studi sugli scimpanzé e per il suo impegno ambientalista, fondatrice del Programma di Educazione alla Sostenibilità Roots & Shoots. Giovedì 21 novembre, alle 10 nel Parco della Villa Businello di Spilimbergo, un bagolaro e un tasso saranno dedicati allo psichiatra Franco Basaglia. Lunedì 25 novembre, alle 11 in Piazza Aquileia a San Giovanni al Natisone, un acero sarà intitolato a Giorgio Perlasca, e sempre lunedì 25 novembre a Udine, alle 14.30 nel Giardino della Scuola Secondaria di Primo Grado Gian Battista Tiepolo, un acero campestre sarà intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Martedì 26 novembre ad Aviano, nella Palazzina Ferro alle 10.30, un cedro dell’Atlante dedicato a Iqbal Masih, uno dei tanti bambini che tessono tappeti in Pakistan e che aveva denunciato la condizione di schiavitù sua e di tanti suoi coetanei, per questo è stato ucciso. Mercoledì 27 novembre, alle 10.30 nel Parco della Scuola Secondaria di Primo Grado a Codroipo, una quercia sarà dedicata a Liliana Segre e infine giovedì 28 novembre a Paluzza, presso la Torre Moscarda, una quercia sarà dedicata a Yusra Mardini, la nuotatrice siriana fuggita dal suo Paese in guerra, tanto coraggiosa da salvare un gruppo di profughi dal naufragio lungo la rotta del Mediterraneo. E inoltre due conferenze sono in programma venerdì 22 novembre a San Giovanni al Natisone (ore 9.00, Auditorium delle scuole e a Udine (ore 12.00, Scuola secondaria di Primo Grado Tiepolo), protagonista l’autore e giornalista Luigi Torreggiani che presenta il suo libro “Il mio bosco è di tutti” ai ragazzi e alle ragazze delle scuole secondarie di primo grado. Giornalista e dottore forestale, scrive per la rivista tecnico-scientifica “Sherwood – foreste ed alberi oggi” e cura per la Compagnia delle Foreste la comunicazione di numerosi progetti collegati ai temi della Gestione Forestale Sostenibile.

Una proposta a cura di Legno e Servizi Forestry Cluster FVG Il progetto Eroica Impresa – La memoria del legno è finanziato all’interno del bando della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per attività culturali da attuare che favoriscono l’incontro del mondo produttivo con la creatività. Partner di progetto sono Corsia d’emergenza – associazione giovani artisti; Fondazione Gariwo – la foresta dei giusti; Associazione Imprenditori Boschivi del Friuli Venezia Giulia; Associazione Pollicino – famiglie e disabilità; Associazione 4704 – referente ARS, Arte e Scienza. Hanno collaborato inoltre Ibby Italia; Legno e Servizi Forestry Cluster FVG; ARPA FVG Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente e AIBO – Associazione imprese boschive.

“Fake News Festival” oggi al via a Udine: stamane riunione del Messaggero Veneto tra i lettori e i caffè di piazza Venerio

Oggi si alza ufficialmente il sipario sulla terza edizione del Fake News Festival, in programma a Udine fino al 17 novembre. Il festival è organizzato dall’associazione Prisma Aps con il sostegno di Regione Fvg, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio Pordenone-Udine, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Udine e con il patrocinio dell’Università degli studi di Udine e dell’Ordine dei Giornalisti Fvg. L’appuntamento, tanto atteso per la sua unicità nel panorama locale e nazionale, offre al pubblico un ampio ventaglio di temi di grande attualità che saranno discussi e approfonditi nei 20 appuntamenti in programma in 10 location dagli oltre 60 ospiti che hanno accolto l’invito dell’associazione. In un mondo che cambia velocemente, teatro di guerre, discriminazioni, nuove innovazioni tecnologie ed emergenza climatica, il Fake News Festival ridà centralità al pensiero critico, unica bussola per potersi orientare in una società in continua e rapida evoluzione.

I Papu

La terza edizione del Fake News Festival partirà dunque stamane, alle 11, al bar Adoro Caffè in piazza Venerio con un appuntamento unico nel suo genere, in collaborazione con il Gruppo Nem: “La riunione del Messaggero Veneto… con i lettori”. Per l’occasione, i redattori del Messaggero Veneto “traslocheranno” per portare in centro la riunione di redazione, per mostrare ai lettori come nasce il giornale di domani e per spiegare come sono cambiati il lavoro del giornalista e il modo di fare informazione locale. Il tutto sorseggiando un buon caffè.
“A scuola di integrazione e nuova informazione” è il titolo dell’incontro rivolto ai ragazzi delle superiori finalizzato a smentire la fake news per cui l’integrazione di chi arriva nel nostro Paese alla ricerca del lavoro, di una nuova casa e di una nuova vita, sia cosa impossibile. Nell’auditorium dell’Isis Arturo Malignani, Luna Esposito (autrice creativa per Will Media, conduce “Troppo poco”, un podcast sul benessere psicologico al lavoro), dopo la proiezione del documentario «One Day One Day», parlerà di come può l’informazione raccontare l’immigrazione assieme a Davide Sciacchitano (media educator e youth worker, collabora con l’associazione Mec) e ai redattori del Messaggero Veneto Scuola. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec – Media Educazione Comunità.
Alle 14.30 alla Torre di Santa Maria si parlerà invece di nuove generazioni e anticorpi alle fake news: il focus sarà sul ruolo di scuole, insegnanti e famiglie. Quattro gli ospiti d’eccezione dell’incontro “Prof, c’è una bufala in classe!”, organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec: David Puente (vicedirettore con delega al fact-checking di Open e famoso debunker), Giacomo Trevisan (formatore e coordinatore dell’Associazione Mec), Gabriella Scrufari (giornalista professionista, coordina le redazioni ragazzi del Messaggero Veneto Scuola) e Davide Sciacchitano. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Mec.

Alberta Gervasio

Davide Sciacchitano

Marco Sartor

Luca Drigo

Il programma prosegue alle 17.30, sempre alla Torre di Santa Maria, dove le imprese del territorio e mondo del lavoro saranno al centro della tavola rotonda “La gestione del burnout in azienda”, organizzata in collaborazione con ALIg – Associazione dei Laureati in Ingegneria gestionale e Università degli Studi di Udine. Introdotti dal professor Marco Sartor (professore ordinario, delegato del rettore per il Placement e i rapporti con le imprese, direttore dell’Executive MBA dell’Università di Udine, Vicepresidente del Decision Sciences Institute di Houston) e con la moderazione della professoressa Anna Zilli (professoressa associata di Diritto del lavoro nell’Università di Udine e avvocata del Foro di Udine, si occupa di diritto del lavoro, pubblico impiego e diritto antidiscriminatorio), saliranno in cattedra per spiegare come la propria organizzazione affronta il tema del burnout i rappresentanti di tre importanti aziende del territorio: Alberta Gervasio (amministratore delegato di Bluenergy Group dal 2018 e presidente di Civibank – Gruppo Sparkasse a partire dal 2022), Stefania Buratto (Chief Human Resources Officer Gruppo Cassa Centrale, con oltre vent’anni di esperienza nel settore delle risorse umane) e Luca Drigo (responsabile amministrazione del personale Coop Alleanza e gestione del personale sedi e partecipate). Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Francesca Visintin (organizzazione aziendale all’Università di Udine, con un master e un dottorato dalla University of St. Andrews in Scozia in Management, Economics and Politics).

La prima giornata del festival si concluderà con una serata esplosiva in compagnia dei comici più amati del territorio. Al Teatro San Giorgio, alle 20, saliranno sul palco “Catine” (la famosissima cabarettista con la passione per il bar, nonché una delle massime esperte di lingua friulana) e i Papu (celebre coppia di attori comici che da oltre trent’anni racconta le bellezze e le contraddizioni di questo mondo). Il terreno di scontro saranno le bufale, gli stereotipi e i falsi miti della lingua, della cultura e dell’essere friulani. Il titolo dell’evento, “Il friulano è un dialetto”, è già il primo atto della sfida: chi vincerà la battaglia a colpi di risate sulle fake news legate al nostro territorio?

Il festival in piazza San Giacomo.

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In copertina, Caterina Tomasulo in arte “Catine” attesa questa sera a Udine.

“Coesistenze in viaggio”, oggi a Gorizia il finissage della mostra di Jingge Dong

Nell’ambito delle attività artistiche nel nuovo spazio di arte contemporanea The Circle, l’associazione culturale goriziana QuiAltrove Ets presenta il finissage aperto al pubblico della mostra “Coesistenze in viaggio”, personale di Jingge Dong, in programma oggi, alle 17, nello spazio di via Rastello 91. Con le sue opere, il giovane e talentuosissimo artista cino-italiano ha condotto in queste settimane i visitatori in un viaggio di riflessione profonda sulla convivenza tra culture diverse, rielaborando esperienze e visioni in una sintesi visiva che è insieme dialogo e arricchimento. Attraverso le sue opere, ha invitato a riscoprire la bellezza della diversità e il valore dell’incontro, ricordando come la coesistenza sia non solo possibile, ma portatrice di arricchimento e nuovo valore.
Una mostra apprezzatissima che ha reso il nuovo spazio di arte contemporanea The Circle un luogo di incontro vivo, frequentato da visitatori, appassionati d’arte e sostenitori. Nato a Pechino nel 1989, dopo il conseguimento del BA (Bachelor of Art) all’Università Normale di Shanghai, Dong approda a Venezia – città dove attualmente lavora e vive – per il conseguimento di un Master all’Accademia di Belle Arti di Venezia e un MFA alla Chinese National Academy of Arts. L’arte di Dong, esposta a livello internazionale in città come Berlino, Venezia, Milano e Mosca, esplora l’interazione tra le culture orientali e occidentali, fonde simboli cinesi con tecniche occidentali.
Al finissage saranno presenti anche i giovani artisti che hanno partecipato in queste settimane al progetto di QuiAltrove in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Venezia, “Open Academy” indirizzata ad artisti under 30 sia del territorio goriziano e transfrontaliero che di provenienza nazionale e internazionale per valorizzare il ruolo dell’arte contemporanea nello sviluppo di Borgo Castello di Gorizia. La residenza è iscritta nel progetto di Arte per la Città che l’associazione sta portando avanti in questi mesi con l’obiettivo di pensare l’arte contemporanea come motore di sviluppo per il recupero e la qualificazione del Borgo storico della città. Dopo una serie di incontri con docenti ed esperti per divulgare il patrimonio artistico e culturale della città, i giovani artisti stanno concludendo il loro lavoro che porterà all’inaugurazione, il prossimo 7 dicembre, di una mostra diffusa di opere site specif nel cuore storico della città.

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In copertina e qui sopra l’artista cinese alla sua personale di via Rastello a Gorizia.

Viaggio verso la salvezza, alla Somsi di Pordenone oggi il libro di Piero Arena

Sarà presentato oggi, alle 18, al Centro Culturale di Palazzo Gregoris, sede della Storica Società Operaia di Pordenone, il volume dal titolo “Viaggio verso la salvezza”, ultimo della “trilogia” edita dalla Somsi e dedicata agli anni della Seconda Guerra mondiale, a firma di Piero Arena, per molti anni vicepresidente del sodalizio pordenonese. Un evento promosso grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e con patrocinio del Comune di Pordenone, che conclude il percorso iniziato con “Il rifugio sotto le stelle” (2020) e proseguito con “La guerra tra fame e amore” (2022), mettendo in luce sempre storie realmente vissute, che, nell’intenzione dell’autore, intendono “dare una visione completa dei danni morali e materiali causati da un conflitto mondiale che ha stravolto la vita di un’intera nazione”. Il libro sarà presentato da Paolo Musolla, curatore anche della prefazione, nella quale sottolinea che “Arena ha raccontato tre storie vere, che danno alla Storia il valore della vita sofferta e la illustrano del dolore umano”, mettendo giustamente in luce fatti dimenticati o sconosciuti.
“In viaggio verso la salvezza” raccoglie infatti le vicende accadute a tre ragazzi travolti dalla tragedia della guerra. La prima narra di un giovane di 19 anni, partito per il servizio militare di leva nel 1939 e rimasto “impigliato” nello scoppio del conflitto, finendo prima in Albania, poi in Grecia, quindi in Russia e, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, nei campi di prigionia tedeschi.
La protagonista del secondo episodio è Edith, giovane ebrea olandese di 18 anni che, per salvarsi, è costretta a cancellare la sua identità. Il terzo racconto richiama un evento mai riportato in maniera adeguata dalla cronaca e dalla stampa, che riguarda il destino di quei 13.000 bambini, fra i 3 e i 14 anni, figli dei coloni italiani residenti in Libia, che nei primi giorni di giugno del 1940 partirono dai porti di Tripoli e di Bengasi per l’Italia per trascorrere le vacanze estive presso le colonie fasciste dell’Adriatico e rientrare a settembre. Purtroppo nessuno di loro fece ritorno presso la famiglia perché dopo la dichiarazione di entrata in guerra dell’Italia (10 giugno 1940) non fu possibile farli ripartire e successivamente, dopo il 25 luglio 1943, alla caduta del fascismo, vennero di fatto abbandonati al loro destino. In migliaia morirono per malattie o sotto i bombardamenti. Alcuni dopo il 25 luglio fuggirono dalle colonie e di loro non si seppe più nulla. Quelli rimasti sopravvissero perché affidati ad istituti religiosi oppure adottati provvisoriamente da famiglie private, potendo ricongiungersi ai genitori solo anni dopo la fine della guerra.
Per Mario Tomadini, presidente della Somsi Pordenone, che introdurrà l’incontro, Arena ha saputo dare alle vicende narrate “un’anima e una collocazione storico-temporale senza che questo si traducesse in un elenco di episodi, ma al contrario mettendo in evidenza il coraggio dimostrato da ciascuno dei protagonisti che tra paure e speranze, spesso gettando il cuore oltre l’ostacolo, ha permesso di arrivare alla fine del loro viaggio verso la salvezza”. La presentazione sarà completata da tre brevi letture dal libro, a cura di Maria Pina La Marca.

Con quelle fotografie ingiallite un “viaggio” alla riscoperta di Nimis. E oggi in Biblioteca c’è Raffaella Cargnelutti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Sarà Raffaella Cargnelutti, critica e storica d’arte, la nuova ospite della Biblioteca comunale di Nimis. L’incontro si terrà oggi, alle 19.30, nella sede di via Matteotti: nell’occasione, l’autrice tolmezzina racconterà la sua passione per la lettura e la scrittura dialogando con Adriana Stroili. Anche questo appuntamento fa parte del ricco programma di “Cultura in Festa” messo a punto per gli ultimi mesi dell’anno.

L’incontro dedicato alla vecchia Nimis.

L’incontro di questa sera segue quello di domenica quando – dopo l’intervento di Angelika Pfister, appassionata curatrice della Biblioteca – Sabrina Tonutti e Paolo Comuzzi, della Cooperativa culturale Varianti, hanno fatto il punto sul progetto volto alla realizzazione di un archivio fotografico del Novecento riguardante sia il capoluogo che le frazioni: “… e quelli di Nimis – Un viaggio nella Nimis di un secolo fa attraverso l’archivio di Antonio Grassi, archivi familiari e testimonianze d’oggi”, il titolo dell’originale iniziativa. Molti dei concittadini che ritenevano di avere nei propri album o cassetti qualche vecchia, ingiallita immagine interessante allo scopo hanno risposto alla Biblioteca con entusiasmo e generosità, fornendo anche commenti del materiale attraverso interviste mirate. E numerose di queste foto storiche sono state proiettate su uno schermo e commentate da parte del pubblico di una certa età, per cui anche chi scrive ha cercato di dare un suo contributo suscitando molto interesse fra gli ascoltatori più giovani. Come riguardo alla prima foto, risalente agli anni Trenta o addirittura Venti, che mostrava una partecipatissima rogazione, ma forse, a pensarci bene, anche processione, visto che tra due ali di folla si scorge un giovane monsignor Beniamino Alessio rivestito degli abiti prelatizi, come si usava soprattutto al “Perdon dal Rosari”, la prima domenica di ottobre quando c’è la grande festa mariana istituita nel ricordo della battaglia di Lepanto. Del pievano arrivato nel 1912 da Buja è stata proposta anche una rarissima foto del suo solenne ingresso nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, contenuta anche nel volume “Nimis un calvario nei secoli” di Bruno Fabretti. La folla del lunghissimo corteo superava il ponte sul Cornappo. E a tale riguardo ho ricordato la fiumana di gente e sacerdoti che, nel novembre 1962, vidi accompagnare la salma dell’anziano parroco dalla Chiesa matrice al Duomo ancora in costruzione dove, dinanzi a un altare improvvisato, officiò il cardinale Ildebrando Antoniutti: pre’ Benjamin, alla cui scuola il presule si era formato, fece infatti appena in tempo a vedere il suo discepolo prediletto elevato alla dignità della porpora da Papa Giovanni XXIII, dopo anni di illuminata attività diplomatica in mezzo mondo e la sua consacrazione ad arcivescovo ad appena 39 anni!

Raffaella Cargnelutti


Molto suggestive le immagini del ricordato Cornappo con le sue famose cascate – la “Scluse” e la “Fonde Nere” – create per alimentare due rogge le cui acque servivano per azionare mulini e battiferro. Ma del torrente che attraversa Nimis prima di sfociare nel Torre, alla Motta, sono state riproposte anche le foto della devastante alluvione del settembre 1991 – all’epoca ricoprivo la carica di sindaco – che spazzò via i due ponti come fossero fuscelli. È stato prontamente ricostruito soltanto quello che porta al campo sportivo, mentre quello di Borgo Valle è ancora sostituito da un guado.
Ha suscitato interesse anche la foto di oltre mezzo secolo fa riguardante un incontro dimostrativo degli innovativi razzi antigrandine, il cui uso almeno inizialmente abbastanza di successo venne superato a fine anni Settanta dalla protezione dei vigneti con le reti cosiddette “a grembiule”. Va annotato infatti, come ho ricordato, che in quegli anni la grandine distruttiva era molto più frequente di oggi, anche se la nostra epoca è ormai nota per i suoi grandi cambiamenti climatici.
Belle anche altre immagini come quella simpatica d’anteguerra che mostra, in piazza 29 Settembre, sotto un platano ancora giovane la baracchetta della “Pirissine” che vendeva bagigi, “colaz” e carrube. O quelle del vecchio “fogolâr” dell’Antica Osteria San Gervasio (“Daur de Glesie”) raccontato da Agostino Gori. Ma anche quelle che ritraggono Antonio Grassi “Pacjeck” – il cui lascito fotografico costituisce lo “zoccolo duro” dell’intero progetto – e del fratello Giovanni, noto come “mago di Nimis”. Entrambi erano calzolai, ma il primo svolse l’attività quasi interamente a Udine, dove le sue geniali intuizioni consentirono di realizzare anche una “soletta terapeutica” che fece storia nel benessere plantare. Infine, una incursione fotografica anche nelle frazioni, soprattutto a Cergneu e a Vallemontana, ha suggellato questo incontro volto a rivedere la Nimis di un tempo. Peccato che la serata sia passata così in fretta!

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In copertina, la preziosa fotografia che mostra l’arrivo alla Pieve di monsignor Beniamino Alessio nel 1912.

Che bella festa a Grado al compleanno della Basilica. Con monsignor Nicola Ban protagonista il volontariato isolano

(g.l.) Doveva essere soltanto la festa della Basilica patriarcale di Grado, con le celebrazioni per ricordare il 1445° anniversario della sua dedicazione a Sant’Eufemia di Calcedonia. Ma oltre a uno sguardo, doveroso, al passato – è sempre bello e importante sapere da dove siamo arrivati! -, la giornata rievocativa si è rivelata anche un tributo al presente, con un segno di riconoscenza alle espressioni di volontariato che costantemente, e senza stancarsi mai, animano l’Isola.

L’arciprete Paolo Nutarelli – all’altare con il cervignanese monisgnor Nicola Ban, ritornato fra gli amici “graisani” per ricordare i suoi 25 anni di sacerdozio – ha sottolineato, infatti, come la Basilica richiami la bellezza di essere Comunità ed ha ringraziato tutte le Associazioni presenti in presbiterio che, appunto, testimoniano l’importanza del volontariato. «Mettendo i propri talenti al servizio del prossimo e con sentimento di appartenenza – ha osservato don Paolo -, ognuno può essere mattone per edificare la Comunità che in questo luogo loda il Signore». Tutti i sodalizi isolani erano intervenuti con i loro labari e gonfaloni offrendo un’immagine suggestiva nella sobria solennità del massimo tempio cittadino. A far festa con loro anche il sindaco Giuseppe Corbatto con altre autorità dell’Isola e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Capitaneria di Porto.
Intenso e molto partecipato il rito, reso ancora più bello dai canti della Corale orchestrale “Santa Cecilia” che, con la direzione del maestro Anello Boemo, ha eseguito la monumentale “Missa Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi: ospite graditissimo il Coro “In Dulci Jubilo” di Reana del Rojale e Paluzza. Come detto, la Messa è stata presieduta da monsignor Nicola Ban, presbitero da un quarto di secolo e che proprio a Grado si impegnò molto come seminarista. «È bello pensare che il suo fruttuoso cammino pastorale è iniziato proprio nella nostra Comunità», ha osservato don Nutarelli. Tanti i gradesi che hanno voluto fare festa con monsignor Ban, il quale era accompagnato anche dai genitori che sempre gli sono stati vicini nel suo cammino di fede al servizio della Chiesa e del prossimo. Alla fine, quella di domenica scorsa si è trasformata in una bellissima, triplice festa: della Basilica e del volontariato isolano, appunto, ma anche di un sacerdote che proprio a Grado ha sperimentato, fruttuosamente, il suo mettersi a disposizione di una comunità.

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In copertina e all’interno tre bellissime immagini della celebrazione in Basilica.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Mondo fuori, gran finale a Cormons protagonista Alex Braga: in Teatro sarà alle prese con l’intelligenza artificiale

Gran finale oggi per il Festival dell’informazione “Il mondo fuori”organizzato dal Comune di Cormons. L’evento di chiusura, infatti, è affidato alla creatività visionaria di Alex Braga, artista, musicista e produttore, che porta in scena il suo ultimo spettacolo multimediale immersivo Automatic Impermanence: appuntamento alle 20.45 in Teatro con il lavoro musicale in cui Braga opera in tempo reale con un software di intelligenza artificiale adattiva che prende parte all’improvvisazione.
Ma la giornata di Festival inizia già alle 11.30 con l’appuntamento in cantina, ospiti di Borgo San Daniele I Mauri, con una riflessione dedicata al rapporto tra social, libri e fenomeni editoriali, con un focus particolare sulle nuove generazioni. L’approfondimento del pomeriggio, alle 17, ruota intorno a come le piattaforme e l’intelligenza artificiale abbiano rivoluzionato, nel bene e nel male, persino il mondo della giustizia tra giustizia predittiva, sentenze scritte dai robot, data breach, con Arrigo De Pauli (magistrato), Luigi Viola (avvocato) e Gea Arcella (notaio).
Si prosegue alle 18.30 con un’analisi su come i media, a cominciare da quelli tradizionali, si sono organizzati per riuscire a fare informazione in uno scenario in cui un italiano su tre si informa soltanto sui social network. Tra gli ospiti, Martina Benedetti, una delle infermiere diventate simbolo della lotta al Covid con la foto del suo volto segnato dalla mascherina, che oggi si dedica alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione sanitaria. Con lei Matteo Macuglia, giornalista di Quarto grado e scrittore, e Samuele De Giorgio, creator digitale. Tutti gli incontri sono gratuiti, ad ingresso libero.

Rebecca Fierro

Martina Benedetti

IL PROGRAMMA

Alle 11.30 IN CANTINA Borgo SanDaniele I Mauri
“Quando i social ridanno ossigeno all’editoria” con Rebecca Fierro, creator dedicata alla divulgazione libraria, e Renata Kodilja, docente di Psicologia delle relazioni dell’Università di Udine. Modera, Roberto Mete, avvocato. Si chiama “Book Tok” ed è una sorta di passaparola online su autori e libri: uno spazio virtuale alimentato da video, discussioni e meme, entro il quale condividere recensioni e qualunque altra idea o iniziativa riguardi il campo letterario. Nell’era degli algoritmi, funziona anche così: sono i social a giungere in soccorso all’editoria. E a nutrirsene sono soprattutto le nuove generazioni, sempre più distanti dalla carta stampata, ma non per questo meno affascinate dai racconti, dai grandi classici e dalla storia. È lo scenario che presenteranno le due ospiti, ciascuna con il proprio bagaglio di esperienze, con esempi, analisi e spunti di riflessione.

Alle 17 L’APPROFONDIMENTO – sala civica di Cormons
“Delitti e giustizia nell’era del metaverso e dell’intelligenza artificiale” con Arrigo De Pauli (magistrato), Luigi Viola (avvocato) Gea Arcella (notaio). Modera Luca Perrino, giornalista e presidente dell’Associazione culturale Leali delle Notizie Aps. Giustizia predittiva, sentenze scritte dai robot, data breach, digitalizzazione dei servizi e violenze nel mondo virtuale popolato da avatar. L’introduzione delle nuove tecnologie ha rivoluzionato anche il pianeta giustizia, suscitando molte aspettative, ma scatenando anche timori e preoccupazioni. L’incontro propone una rassegna critica di quel che è già cambiato e di quel che cambierà, nel pubblico e nel privato, attraverso la voce degli addetti ai lavori e con un approfondimento anche rispetto alla legge sulla cybersicurezza.

Alle 18.30 IL SALOTTO – sala civica di Cormons
“Informare nell’era multimediale” con Daniela Larocca, giornalista redazione web del Messaggero Veneto, Martina Benedetti, infermiera, scrittrice e divulgatrice scientifica, Matteo Macuglia, giornalista di Quarto grado e scrittore, Samuele De Giorgio, creator digitale. Modera Christian Seu, giornalista. Al giorno d’oggi, un italiano su tre si informa soltanto sui social network e quattro ragazzi su dieci, quando hanno bisogno di indicazioni di stretta utilità, consultano Tik Tok e Instagram, invece che affidarsi alla navigazione attraverso Google o altri motori di ricerca. E intanto, l’offerta supera la domanda di notizie e l’infodemia genera e alimenta confusione nell’opinione pubblica. Qual è la risposta dei media, a cominciare da quelli tradizionali, e come si sono organizzati per fare fronte a un mondo in continua e rapidissima evoluzione.

Alle 20.45 L’EVENTO – Teatro comunale di Cormons
Alex Braga, artista, musicista e produttore, con Automatic Impermanence, il suo ultimo spettacolo multimediale immersivo. Prodotto da Robert Lippok (fondatore dei To Rococo Rot), il progetto è un’istantanea lucida e sorprendente dei nostri tempi distopici, in cui la tecnologia, gli esseri umani e il futuro sono al centro di una possibile nuova prospettiva per il domani che vibra ferocemente tra i confini della realizzazione o della distruzione e che sfida il pubblico a trovare “l’infinito entro i confini finiti del nostro mondo”.

Gea Arcella

Matteo Macuglia

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In copertina, Alex Braga che sarà protagonista nello spettacolo di questa sera al Teatro di Cormons.

Casarsa celebra i diritti dell’infanzia: da domani quasi un mese di proposte

Quasi un mese tutto dedicato ai più giovani: anche quest’anno, la Città di Casarsa della Delizia ricorderà la Settimana dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti, con il progetto, giunto alla sua 17ma edizione, “Dovere di ricordare, diritto di fare festa” che, attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali e l’Assessorato alla Politiche giovanili, coinvolgerà scuole, associazioni, cooperative e istituzioni del territorio che si occupano dei minori. Il tutto con il coordinamento del Progetto giovani. Dall’11 novembre al 4 dicembre, saranno 15 gli eventi pensati per le varie età con l’opportunità di divertirsi, imparare e riflettere sui diritti dell’infanzia. Un calendario che si svilupperà attorno al 20 novembre, data in cui cadrà l’Anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea generale delle Nazione Unite nel 1989.
«Siamo felici di presentare un programma così ricco e variegato – afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Aurora Gregoris – che vedrà le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi come i veri protagonisti. Saranno loro a prendere il centro della scena, a vivere esperienze uniche e a costruire un futuro migliore. Questo calendario di eventi è un’occasione preziosa per sottolineare l’importanza di tutelare i loro diritti e di promuovere una cultura dell’inclusione e della partecipazione nell’ottica della cittadinanza attiva”. “Ringraziamo tutte le associazioni e le scuole e gli altri soggetti che hanno collaborato alla realizzazione di questo calendario – aggiunge Manola Bellinato, consigliere comunale delegato ai Giovani -. I ragazzi sono il futuro della nostra comunità e investire in loro significa investire nel futuro di Casarsa: per questo come amministrazione, insieme al sindaco Claudio Colussi, ci teniamo a creare un ambiente protettivo e inclusivo che metta al centro le nuove generazioni».
Il programma prevede una serie di varie attività, tra cui laboratori, spettacoli, letture animate, mostre e incontri. Non mancheranno momenti di gioco all’aperto e occasioni per conoscere da vicino il mondo della natura e degli animali. Dalla scoperta degli asinelli alle letture in biblioteca, dalle feste in giardino agli incontri formativi per genitori ed educatori. Gli eventi sono organizzati sul territorio comunale unitamente al Patto Educativo Territoriale e Progetto Giovani, insieme a Scuole Primarie e Secondarie del Comune di Casarsa della Delizia – Istituto comprensivo Meduna-Tagliamento-Casarsa, cooperativa sociale Il Piccolo Principe, Biblioteca Nico Naldini, associazione Il Noce, Scuola dell’infanzia Sacro Cuore di Casarsa, Scuola Infanzia Giacomo Jop di San Giovanni, La tua Casetta Magica, Azione Cattolica Casarsa – San Giovanni, Agesci Casarsa – San Giovanni, Cri – Sezione di Casarsa, LaLuna Impresa sociale, Centro Gioco Pollicino, Pro Casarsa della Delizia, Famigliamo.

IL PROGRAMMA

Si comincia domani, 11 novembre, con “Vieni a fare merenda con… Ortoattivo”, un pomeriggio all’insegna del contatto con la natura a Laluna (in via Runcis) dalle 16.30 alle 17.30, dove i bambini potranno conoscere da vicino gli asinelli e partecipare a attività di pet-therapy. Attività a ingresso libero dedicata ai bambini dai 2 ai 10 anni. un ambiente protettivo e inclusivo per i più piccoli. Prenotazione sul sito www.lalunaimpresasociale.it

Mercoledì 13 novembre sarà il turno del Centro Gioco Pollicino (a Laluna via Runcis), che aprirà le porte ai più piccoli con giochi e attività pensate appositamente per loro. Attività ad ingresso libero dedicata ai bambini dai 12 ai 36 mesi. Prenotazione scrivendo al numero 3398028906

Il weekend del 16 e 17 novembre sarà dedicato al divertimento: sabato 16, al Giardino del Progetto Giovani, si svolgerà la festa “Diritto di fare festa” con laboratori, spettacoli e giochi per tutte le età. Alle ore 14.30 inizieranno i laboratori e i giochi, poi alle ore 15.30 le letture per bambini dai 2 ai 6 anni con l’autrice Andrea Colosimo e alle ore 16 lo spettacolo di bolle con Pastroccio di bolle. In più, la mostra degli elaborati creativi realizzati dai bambini delle scuole primarie del comune di Casarsa della Delizia.

Domenica 17 novembre, invece, il Teatro Pier Paolo Pasolini alle ore 16 ospiterà la proiezione del film d’animazione “Cattivissimo me 4”. Biglietto intero € 5 e Ridotto under 11 € 3.

La settimana proseguirà con una serie di appuntamenti dedicati alla cultura e alla partecipazione: lunedì 18 novembre alle ore 17 il Consiglio Comunale dei Ragazzi darà il via alle sue attività e vi sarà la presentazione del “Manifesto per il futuro della lettura” inserito nel progetto “LeggiAmo 0-18 FVG” di promozione della lettura, sostenuto dalla regione Friuli Venezia Giulia e realizzato in sinergia con la Biblioteca Civica “Nico Naldini” di Casarsa. Mentre mercoledì 20 novembre dalle 16.30 alle 17.30 la Biblioteca Nico Naldini ospiterà letture animate per i più piccoli (per bambini 3-6 anni) del Progetto “Nati per leggere”. Sempre il 20 novembre, nella Sala del Progetto Giovani, alle ore 18 si terrà la presentazione del Calendario del Noce 2025, con le opere del 9° Concorso per Illustratori dal tema “Proteggere i bambini, custodi di speranza”. Durante l’incontro: interventi musicali della Scuola di Orientamento musicale della Pro Casarsa e premiazione del Concorso per illustratori.

Giovedì 21 novembre alle ore 10 sarà la volta della “Festa degli Alberi”, nel parchetto di Via Aviotte verrà piantato un nuovo albero, simbolo di vita, di riparo, di bellezza e salvaguardia dell’ambiente. Giovedì 21 novembre dalle 15 alle 18, Pg Free Time ovvero pomeriggio di divertimento per ragazzi e ragazze al Progetto Giovani. Sabato 23 novembre, dalle ore 10 Scuola aperta per tutte le famiglie dei bambini nati nel 2022 e 2023 alla scuola dell’Infanzia Sacro Cuore di Casarsa (prenotazione via e-mail all’indirizzo coordinamento@infanziacasarsa.it)

Sabato 30 novembre alle ore 10 in Sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, Il genitore equilibrato… “Non ho paura a dirti di no” con Osvaldo Poli, incontro sulla genitorialità dedicato a genitori della fascia 2-10 anni. Registrazione obbligatoria sul sito www.scuolasacrocuorecasarsa.it

Mercoledì 4 dicembre nella Sala del Progetto Giovani “Cantanti o influencer?”, quando la musica diventa stile di vita: giovani tra tendenze e modelli, un incontro con Marco Anzovino, educatore musicoterapeuta. Incontro dedicato a genitori e figli.

Info e dettagli: www.progettogiovanicasarsa