La Pro Casarsa oggi in assemblea per il rinnovo. Tesolin: vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per tutti

Tempo di rinnovo del consiglio e degli organi di controllo per la Pro Casarsa della Delizia Aps, realtà che nel 2025 compirà 45 anni di attività e che ha 250 soci. Appuntamento questa sera, alle 20.30, nella sala consiliare del Municipio, a Palazzo Burovich de Zmajevich. Sarà un’occasione utile per tutti i cittadini interessati per conoscere più da vicino le attività dell’associazione e contribuire attivamente alla vita della comunità dando la propria disponibilità come volontari.
«Invito tutti i cittadini a partecipare a questa assemblea – spiega il presidente Antonio Tesolin – sarà un’occasione per illustrare le nostre iniziative passate e presentare i progetti futuri e, soprattutto, per aprire un dialogo costruttivo con la cittadinanza. Vogliamo che la Pro Loco, anche grazie alla preziosa collaborazione con il Comune, sia sempre più un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano mettersi al servizio della comunità». Tesolin – che interverrà dopo i saluti dell’Amministrazione comunale con il sindaco Claudio Colussi e il consigliere comunale delegato alle associazioni Antonio Deganutti – nella sua relazione morale riferirà non solo su quanto realizzato nel 2024, ma farà anche un excursus sugli anni della pandemia e della ripresa. Ci saranno poi la relazione dell’organo di controllo e la relazione della commissione elettorale. A seguire, i soci presenti voteranno i 13 componenti del nuovo consiglio direttivo – candidate persone uscenti da quello in scadenza, ma anche nuove – e 3 componenti dell’Organo di controllo, oltre ai tre componenti del Collegio dei Probiviri. Poi nella sua prima riunione, come da statuto, il nuovo consiglio eleggerà al suo interno il presidente.
«L’associazionismo e il volontariato – aggiunge il presidente Tesolin – rappresentano un pilastro fondamentale per la vita di ogni comunità. La Pro Loco di Casarsa della Delizia, da oltre quarant’anni, si impegna a promuovere il territorio, organizzare eventi culturali e sociali e a valorizzare le tradizioni locali. Aderire alla Pro Loco significa far parte di una grande famiglia, condividere passioni e interessi, contribuendo a rendere Casarsa della Delizia un luogo ancora più vivo e accogliente. Per questo, invitiamo le persone a venire in assemblea e a toccare con mano quanto facciamo».
«Allo scoppio della pandemia nel 2020, con l’organizzazione della Sagra del Vino già avviata, abbiamo annullato la manifestazione con senso del dovere per far spazio a una edizione puramente digitale e poi a un recupero nei mesi estivi in un format nuovo – conclude Tesolin -. Ora, come racconterò nella mia relazione, con le edizioni a partire dal 2022, di nuovo in primavera come da tradizione, siamo tornati ampiamente sui numeri di pubblico pre covid-19. Un successo che si ritrova anche in altre nostre attività come la rassegna spumantistica Filari di bolle, Scuola di musica, il Circolo fotografico, la ginnastica con Primavera 90, eventi insieme a Forum democratico e molte altre iniziative. Nella mia relazione parlerò anche di quei progetti che hanno bisogno di un nuovo slancio, come le rassegne di cinema e teatro amatoriale. La collaborazione con l’Amministrazione comunale è molto positiva: tra i vari progetti in sinergia mi piace ricordare quelli legati alle Città del vino. C’è poi il rapporto proficuo con il Comitato regionale Pro Loco. Un quadro ricco di progetti, ognuno dei quali, grande o piccolo che sia, nasce da un’idea. Ma un’idea da sola non basta: servono poi la passione e l’impegno delle persone che trasformano un concetto in realtà. In Pro Casarsa vogliamo continuare a farlo, con l’aiuto di più persone possibile».

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In  copertina, il presidente uscente della Pro Casarsa della Delizia Antonio Tesolin.

Addio a fra’ Filippo Floreanutti nato a Cergneu 96 anni fa: domani a Udine una Messa in suo ricordo alle Grazie

di Giuseppe Longo

A Cergneu, anche se vi era nato, e ancora meno a Nimis, ormai pochi lo conoscevano. Era invece molto noto e apprezzato nella Parrocchia della Beata Vergine delle Grazie, a Udine, dove ha fatto un lungo tratto della sua vita nell’ambito della comunità dei Servi di Maria e dove per tutti era “fra’ Sorriso”, per quel suo fare sempre ottimista e disponibile con tutti. Era il religioso Filippo Maria Floreanutti, detto “Giovanni”, che si è spento alla veneranda età di 96 anni a Monte Berico, dove si era ritirato in seguito al peggioramento delle condizioni di salute. Sarà ricordato domani, nella giornata in cui Udine festeggia Santa Caterina di Alessandria, con una Messa di suffragio che sarà celebrata, alle 18.30, proprio nella Basilica mariana di piazza Primo Maggio, dove fra’ Filippo era, appunto, molto popolare.


I funerali del religioso, infatti, sono stati già celebrati a Monte Berico, nel Santuario che domina la città di Vicenza, dove si era ritirato in questi ultimi anni, quando gli era aumentata la difficoltà a muoversi con le proprie gambe, tanto che aveva chiesto di essere trasferito nella casa di riposo dei Servi di Maria – una struttura simile a quella che da molti anni c’è a Udine, in viale Ungheria, per l’assistenza ai sacerdoti più anziani e in difficoltà – dove è spirato domenica scorsa, dopo ben 76 anni di vita religiosa.
Come detto, Filippo Floreanutti era nato a Cergneu il 16 agosto 1928. Entrò nell’Ordine dei Servi di Maria nel 1949 e pronunciò i voti perpetui il 27 dicembre 1953. «Umile e generoso – ricorda una nota dell’Arcidiocesi friulana -, era soprannominato “fra’ Sorriso”: nel convento udinese era solito vestire gli abiti del cuoco. Amante della musica classica, non fu mai ordinato sacerdote. Nei suoi oltre 20 anni di servizio nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie svolse l’incarico di sacrestano e attento custode della Basilica fino a quando la salute lo ha sostenuto».
Come detto, il religioso ha già ricevuto l’ultimo saluto in terra veneta ed è stato sepolto nella tomba dei frati del cimitero di Isola Vicentina, assecondando un suo desiderio. Domani sera, invece, sarà ricordato dai confratelli del convento di Udine e da quanti lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue qualità che, come detto, lo rendevano una persona simpatica a tutti.

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In copertina e all’interno due immagini sorridenti di fra’ Filippo Floreanutti.

La Regione Fvg assicura Tarcento: nessuna riduzione all’Opera Pia Coianiz nell’assistenza dell’ambito Torre

«A seguito della redistribuzione nell’intero territorio della provincia di Udine, non verrà meno la presenza dei posti letto nell’ambito territoriale del Torre in relazione al numero di posti letto della “Opera Pia Coianiz” di Tarcento. I 13 posti eccedenti i 20 indicati dal decreto ministeriale 77 sono stati tutti accreditati e potranno essere dunque utilizzati per funzioni coerenti con le attività legate alla residenzialità per anziani». Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha incontrato a Tarcento l’assemblea dei sindaci proprio dell’Ambito territoriale del Torre, per fare il punto – come informa una nota Arc – sui riflessi della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale sull’organizzazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Opera Pia Coianiz”. Risposte che, però, non si possono confondere – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – rispetto al bisogno sanitario riguardo al quale si è introdotto il concetto di ospedale di comunità prevedendo la presenza di una struttura ogni 100mila abitanti, con nuclei di 20 posti letto.

Riccardo Riccardi


Soffermandosi, poi, sul numero complessivo di posti letto nelle Rsa del territorio, Riccardi ha sottolineato come il totale sia aumentato anziché diminuito, passando dai 283 posti letto di fine 2023 ai 296 di giugno 2024. «I posti che venivano utilizzati all’interno di questa struttura – ha spiegato il titolare della sanità Fvg – hanno consentito ai pazienti che arrivavano da altri distretti di poter essere ospitati in strutture più vicine a casa».
Il rappresentante dell’Esecutivo regionale ha, inoltre, sostenuto l’importanza di investire con decisione nell’ambito dell’assistenza per persone non autosufficienti, alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione. «Qui a Tarcento troviamo un’esperienza solida – ha sostenuto infine l’assessore Riccardi – che può fungere da faro per esprimere modelli di governo da poter mettere in pratica anche in altre strutture del territorio».

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In copertina, un’ala dell’Opera Pia Coianiz di recente costruzione a Tarcento.

Casa delle Culture Bambine, oggi a Fagagna si parte con i Paesaggi

Da novembre a marzo, si anima e si accende di iniziative, suoni e colori la Casa delle Culture Bambine inaugurata questi giorni a Fagagna: ogni ultima domenica del mese uno spazio speciale sarà dedicato alle famiglie. Ogni volta un laboratorio diverso per scoprire insieme cos’è la Casa delle Culture Bambine, sperimentando tutte le cose che Damatrà propone fra arte, scienza, narrazione e meraviglia.
Si parte oggi con “Paesaggi: in viaggio intorno a un tavolo”, l’occasione per progettare viaggi e scoperte a partire dall’esplorazione di geografie diverse, del pianeta e del cuore. Potremo osservare, toccare e scegliere i materiali che daranno forma al nostro paesaggio tra una splendida collezione di sassi meticolosamente catalogati, massi come piccole montagne, pietre provenienti da luoghi lontani, sabbia a grana diversa e diverso colore. I paesaggi composti sul grande tavolo diventeranno spazio scenico capace di generare affascinanti narrazioni personali e collettive. Si prosegue con “Geologie: dai sassi dei muri al cuore dei sassi”, proprio in dirittura d’arrivo del 2024, domenica 29 dicembre. Quindi “Tempo di sabbia” domenica 26 gennaio e “La forma del colore” domenica 23 febbraio, mentre “Nodi al fazzoletto”, domenica 30 marzo, chiuderà il primo ciclo di eventi domenicali. Prenotazioni sul sito casadelleculturebambine.com
La Casa delle Culture Bambine ha sede nella Cjase di Catine nel cuore di Villalta. Tutti i visitatori possono ascoltare l’”audioguida poetica” curata dall’artista Andrea Ciommiento, autore e regista multimediale e partecipativo e realizzata con molti bambini e bambine, nelle quali si alternano le voci di narratori d’eccezione, firme della letteratura per l’infanzia come il noto scrittore Bernard Friot, il “Gianni Rodari francese” che ha mandato un augurio speciale, scrivendo: «siete pronte/pronti ad esplorare terre incognite? Qui impossibile fa rima con formidabile». E per i più piccoli ecco il Calendario del tempo delle bambine e dei bambini” curato dall’artista Virginia Di Lazzaro: un calendario sentimentale dove sono le scoperte, le attese e le apparizioni a segnare lo scorrere del tempo, attraverso speciali sticker a forma di lente di ingrandimento.

casadelleculturebambine.com

Le infinite potenzialità dei tessuti tecnici di ultima generazione: analisi a Udine con il presidente nazionale di Federmoda

Ci sarà anche il presidente nazionale di Federazione Moda Italia Giulio Felloni all’approfondimento organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, in collaborazione con Confcommercio Udine, dedicato ad approfondire i nuovi tessuti tecnici, «una vera e propria rivoluzione nel comparto e un’opportunità con un grande portato di innovazione e sostenibilità», spiega Alessandro Tollon, presidente di Confcommercio Federmoda Fvg, grazie alla cui iniziativa si terrà l’incontro. L’appuntamento è per domani 25 novembre, alle 10.30, nella Sala Valduga dell’ente camerale, a Udine. Aprirà i lavori il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, che darà poi la parola per le introduzioni proprio a Felloni. Quindi, seguiranno gli interventi di Tollon e del consulente nel settore delle materie prime tessili Michele Vencato, esperto di tessuti e sostenibilità, dal punto di vista tecnico e commerciale.

Giulio Felloni


«Sempre di più – commenta Tollon –, il mercato della moda sta introducendo prodotti e tessuti tecnici di ultima generazione, frutto di ricerca continua in materiali, tecnologia e attenzione all’ambiente, tessuti che garantiscono ad abiti e accessori performance mai viste in termini di stile di comfort e facilità di utilizzo, ben diversi da quelli reperibili fino a una decina di anni fa e con una varietà di possibilità di impiego inedita: le camicie, per fare un esempio concreto, non si stirano e non si stropicciano e però traspirano come un prodotto naturale».
Da questa innovazione continua nel comparto, l’idea di proporre un approfondimento. «Da un lato l’idea nasce per l’imprenditore e per chi si occupa direttamente di moda – spiega il presidente Da Pozzo – , dall’altro per far conoscere anche ai consumatori le tantissime, nuove opportunità che offre la moda, con la presenza qualificante del presidente nazionale Felloni». Il suo intervento, conclude Tollon, «ci fa capire infatti quanto il tema sia sentito e ci permetterà di avere anche il privilegiato punto di vista nazionale su un comparto che è cardine indiscusso del Made in Italy, in cui, dopo una prima parte dell’anno complessa, stiamo cominciando con settembre-ottobre a vedere qualche piccolo segnale di recupero e stabilità».

Questa sera a Nimis arriva la comicità pordenonese di Eta Beta Teatro. Poi il gran finale con la compagnia di casa

(g.l.) E questa sera Nimis ritorna a teatro. Dopo una pausa di qualche settimana, riprende, infatti, la XX rassegna organizzata dalla Compagnia “La Beorcje”. Alle 20.45, nella sala dell’Oratorio parrocchiale (nota anche come Teatro Juventus), che si trova nel centro del paese di fronte al Duomo di Santo Stefano, sarà infatti ospite la Compagnia Eta Beta Teatro di Pordenone che presenterà “Money, la felicità non fa i soldi”, uno spettacolo di grande successo del quale nella trasferta friulana viene presentata la 130ma (!) replica. Sabato prossimo, 30 novembre, invece, chiusura della stagione autunnale con gli attori di casa che, con la direzione di Carla Monai, riporteranno sul palco “Il malato immaginario” presentato già con grande successo la scorsa primavera. Come sempre, l’ingresso è libero.
Ricordiamo che Etabeta Teatro Associazione Culturale nasce nel 2003 per volontà di Andrea Chiappori, direttore artistico della compagnia, e dei soci che «condividevano – informa una scheda della compagnia – già un percorso, desiderosi di ricercare una nuova dimensione del “comico” attraverso la comicità, il linguaggio del clown e i testi comici e brillanti. Gli attori e i collaboratori, anche esterni, si sono formati nelle realtà storiche del teatro popolare pordenonese, friulano e veneto. Alcuni di loro possono vantare esperienza ultratrentennale e ricchi repertori artistici. Dalla sua fondazione Ebt ha sempre cercato forti collaborazioni, alcune divenute storiche, convinta così di scoprire nuove potenzialità soprattutto nella ricerca dei linguaggi espressivi, confermando scelte sempre fresche per il territorio di attività».

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In copertina, gli attori Andrea Chiappori e Daniele Chiarotto in scena stasera a Nimis.

“Affetti & Difetti”, questa sera a Polcenigo arriva il Teatro delle Arance di San Donà

Questa sera, alle 20.45, nel Teatro comunale di Polcenigo andrà in scena l’originale pièce “Affetti & Difetti”, produzione del Teatro delle Arance di San Donà di Piave, ospitata dal Piccolo Teatro Città di Sacile con il sostegno della Fondazione Friuli, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Polcenigo. Sul palco saranno protagonisti l’attrice Giovanna Digito e i musicisti Cristian Ricci e Giovanni Buoro, per un appuntamento che promette alto tasso di emozioni e divertimento.
La struttura dello spettacolo è composta da una serie di coinvolgenti racconti di un tempo non troppo lontano, che tutti abbiamo vissuto: le partite di calcio, le fiere del paese, l’oratorio. Storie raccontate con spirito di osservazione da alcuni autori del nostro territorio, che fanno sorridere e riflettere, divertono e commuovono, grazie all’estro scenico dei tre artisti alla ribalta. Il contrappunto musicale è studiato appositamente per sottolineare sia i momenti di ilarità della narrazione sia quelli più emotivamente intensi, dove l’uso del dialetto esalta espressioni e modi di dire legati a ricordi, valori, personaggi e memorie che il tempo non deve cancellare. Un piacevole affresco che tocca tutte le corde dei sentimenti. Lo spettacolo avrà un biglietto unico di 5 euro (gratuito fino a 12 anni), con la possibilità di prenotazione ai recapiti di segreteria del Piccolo Teatro di Sacile: tel/whatsapp 366 3214668 – mail: piccoloteatrosacile@gmail.com.

Info sul web:
www.piccoloteatro-sacile.org
Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina e qui sopra ecco i tre protagonisti del divertente spettacolo.

Regalo di Natale del Policlinico di Udine ai 270 dipendenti: bonus di seicento euro per i sessant’anni della struttura. Nuovi primari di Cardiologia e Ginecologia

Che bel regalo di Natale al Policlinico Città di Udine. L’importante struttura sanitaria di viale Venezia chiude, infatti, il 2024, anno del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione, con un regalo ai propri dipendenti, stanziando un contributo di 600 euro a testa. Si tratta di un benefit erogato entro la fine dell’anno che può coprire diverse tipologie di spesa delle famiglie, come le bollette per le utenze domestiche (luce, gas, acqua), i canoni di affitto per la prima casa oppure gli interessi sul mutuo sempre relativo alla prima casa. L’ammontare del contributo per l’azienda è di circa 160 mila euro e interessa 270 dipendenti: si tratta di diverse figure professionali come personale amministrativo, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio e biologi, fisioterapisti, manutentori, addette alle pulizie, portinai, magazzinieri e autisti, personale infermieristico, ostetriche e operatori sociosanitari.
«Il modo migliore per celebrare un anno così significativo per la storia del Policlinico è quello di premiare il lavoro delle persone che lavorano ogni giorno con impegno e dedizione – commenta il presidente e amministratore delegato Claudio Riccobon –. Per questo abbiamo stanziato un contributo che aiuta i dipendenti a sostenere le spese e l’aumento generalizzato dei costi che ogni famiglia deve affrontare quotidianamente. Si tratta di un aiuto concreto attraverso cui l’azienda intende dire grazie ai lavoratori che ci permettono di essere da 60 anni un punto di riferimento per la salute sul territorio e un modello per la qualità della cura e l’attenzione al paziente».

Il presidente Claudio Riccobon

Intanto, Cardiologia e Ginecologia hanno visto l’arrivo di due nuovi responsabili. Si tratta del dottor Giorgio Faganello e del dottor Francesco Paolo Mangino che diventano responsabili dei due reparti al Polo 1 di viale Venezia. «Siamo orgogliosi di concludere il 2024, un anno speciale in cui abbiamo festeggiato il sessantesimo del Policlinico, dando il benvenuto a due professionisti di grande esperienza che vanno a dirigere due importanti reparti per la struttura – spiega Riccobon -. Cardiologia e Ginecologia, infatti, sono due servizi fondamentali per i nostri pazienti, accessibili sia in privato sia in convenzione con il servizio sanitario. Con l’arrivo di due nuovi professionisti di elevata competenza, garantiremo qualità ancora maggiore e specializzazione nella diagnostica precoce e nella cura».
Giorgio Faganello è specializzato in cardiologia con un particolare interesse per la diagnostica strumentale non invasiva ovvero l’ecocardiografia e la risonanza magnetica cardiaca. Ha maturato, infatti, un’ampia esperienza nell’ecocardiografia transtoracica e transesofagea 2D/3D e 4D, nell’ecocardiografia da stress, sia fisico che farmacologico, e nell’ecocontrastografia. Ha lavorato anche in Gran Bretagna, per il Servizio Sanitario Inglese (NHS), presso la Adult Congenital Heart Disease Unit del Bristol Royal Infirmary (Bristol). Si è accreditato come ecocardiografista alla British Society of Echocardiography, all’European Society of Echocardiography ed infine alla Società Italiana di Ecocardiografia e Cardio Vascular Imaging (SIECVI) dove, peraltro, è stato eletto nel board nazionale.

Giorgio Faganello

Francesco Paolo Mangino

Francesco Paolo Mangino è specializzato in ginecologia e ostetricia con un’attività trentennale presso l’ospedale Burlo Garofolo di Trieste dove è stato vicedirettore e coordinatore delle attività medico chirurgiche dal 2012 al 2017 e, successivamente, responsabile della struttura di patologia ginecologica. Da sempre si è interessato alla chirurgia endoscopica mini-invasiva sia isteroscopica che laparoscopica (con all’attivo circa 5.000 interventi), confrontandosi con patologie per preservare la fertilità (endometriosi, miomatosi), con patologie del pavimento pelvico e oncologiche. È stato tutor in numerosi master universitari sia di isteroscopia che laparoscopia, rivestendo il ruolo di Cultore della materia di endoscopia ginecologica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste. È socio fondatore della Scuola italiana di chirurgia min-iinvasiva ginecologica (S.I.C.M.I.G) nata nel 2010 e Segretario regionale del Friuli Venezia Giulia della SEGI dal 2012 al 2017 (Società Italiana di Endoscopia Ginecologica).

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In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico Città di Udine che ha 60 anni.

Flash Mob di Special Olympics oggi a Città Fiera. In Fvg al via “Un Panettone per la Vita” e a Trieste con la De Banfield il Gruppo sollievo per l’Alzheimer

Torna, anche quest’anno, il Flash Mob di Special Olympics Italia, nato per celebrare con gioia e movimento il 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Immancabile la partecipazione del Team Friuli Venezia Giulia che dà appuntamento a tutti oggi 23 novembre, alle 15, al Città Fiera di Torreano di Martignacco, nella piazza sotto la piramide. È proprio lì che atleti, volontari, allenatori, familiari, amici e supporter, si uniranno in un ballo sfrenato di poco più di due minuti al ritmo de “L’Ombelico del Mondo” di Jovanotti. La colonna sonora scelta per l’edizione 2024 del Flash Mob non è casuale, ma vuole essere un inno alla centralità dei prossimi Giochi Mondiali Invernali Special Olympics, organizzati per la prima volta in Italia, a Torino dall’8 al 15 marzo 2025. Il brano celebra infatti la diversità e l’unità, fa da metafora ad un luogo speciale, quello dove #StiamoGiàBallando. Per il terzo anno consecutivo, la coreografia è stata curata da Vito Coppola, vincitore in coppia con Arisa dell’edizione 2021 di Ballando con le Stelle; in collaborazione con Laura Manna. Per chi volesse unirsi, il tutorial è già disponibile su YouTube. Come di consueto, tutti i flash mob verranno ripresi per unirsi in un “unico ballo” attraverso un video-racconto lanciato il 3 dicembre su tutti i canali di Special Olympics Italia.
Il movimento in Friuli Venezia Giulia conta 11 Team ben distribuiti sul territorio, dalla Carnia a Trieste passando per la Bassa Friulana e il Pordenonese; oltre 130 atleti con una cinquantina fra dirigenti e tecnici seguono un programma di allenamento in varie discipline: in regione, oltre a nuoto e atletica, regine delle attività per numero di partecipanti, vengono praticati anche bocce, calcio, bowling, scherma, equitazione e basket. Special Olympics, fondato negli Usa da Eunice Kennedy Shriver nel 1968, ha compiuto lo scorso anno mezzo secolo di vita: propone ed organizza allenamenti ed eventi per persone con disabilità intellettiva e per ogni livello di abilità ed è presente in oltre 170 Paesi contando più di 4.500.000 atleti in tutto il mondo. Attraverso il percorso di allenamento e confronto sportivo, il movimento si pone come obiettivo quello di sviluppare ed accrescere il benessere fisico degli atleti, ma anche la propria autonomia e le relazioni con i volontari e tutta la comunità.

L’Associazione Donatori di Midollo Osseo torna nelle piazze del Friuli Venezia Giulia, da oggi al 15 dicembre, con l’iniziativa natalizia “Un Panettone per la Vita”. I volontari saranno presenti, con delle postazioni, in tutta la regione dove sarà possibile scegliere il proprio regalo solidale: un panettone (o un pandoro) elegantemente confezionato che, come dice il claim (Sono un tipo due volte buono) sono due volte buoni perché oltre al loro inconfondibile gusto aiutano a raccogliere fondi a sostegno delle numerose attività che l’associazione svolge sul territorio. «Chi aderirà all’iniziativa, in forma privata, oppure come azienda, seguendo l’esempio di molte realtà locali, che ringrazio, non si limiterà a sceglire un panettone o un pandoro, ma aderirà a un progetto, abbraccerà un sogno», ha ricordato Paola Rugo, presidente dell’Associazione donatori di midollo osseo del Friuli Venezia Giulia. “Un Panettone per la Vita” ha infatti permesso, negli anni, di informare la popolazione sulla donazione di midollo osseo, aumentando sensibilmente il numero dei donatori iscritti al registro. Perciò anche nel 2024 il ricavato sarà utilizzato da Admo Fvg per la gestione organizzativa e amministrativa di tutte le attività, per l’acquisto dei kit salivari, la gestione dei donatori, dei sanitari e moltissime altre iniziative indispensabili per continuare a informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza del dono di midollo osseo. Sarà inoltre attivo lo shop online (su www.admo.it) dove si potrà sostenere la campagna scegliendo i prodotti da ricevere direttamente a casa. Sempre sul portale dell’associazione sarà possibile effettuare una donazione libera a fronte della quale sarà inviata una e-card. L’elenco delle postazioni è disponibile anche sul sito www.admo.it nella pagina dedicata alla campagna del Natale 2024.

L’assistenza a persone con demenza e con malattia di Alzheimer, come ormai attestato ufficialmente dai dati nazionali, è garantita per almeno l’80% dai familiari o, in generale, dai cosiddetti “caregiver”. Com’è noto, l’Associazione De Banfield – attiva nel sostegno alle persone anziane fragili – ha creato ormai otto anni fa una struttura specificamente pensata per quei cittadini “invisibili” chiamati Caregiver, CasaViola, che riunisce un gruppo di professionisti da cui imparare cos’è la demenza, come si può comunicare con il familiare, come far fronte all’isolamento sociale e al carico di stress derivante dall’accudimento: una struttura costantemente al fianco di chi convive ogni giorno con persone con demenza offrendo, gratuitamente, incontri di consulenza, supporto psicologico e attività formative.
CasaViola mette adesso in campo una nuova attività che amplia la sua offerta: da oggi, parte il nuovo Gruppo sollievo, un servizio attivo dalle 10 alle 12 proposto esclusivamente a gruppi di persone con demenza. Si tratta di un’iniziativa che ha il duplice scopo di supportare i caregiver lasciando loro due ore di tempo libero dai compiti di cura, e di proporre alcuni esempi di terapia non occupazionale alle persone con disturbo neurocognitivo. Per accedere sarà sufficiente accompagnare la persona con demenza a CasaViola nella fascia oraria indicata: per le successive due ore, la persona sarà affidata alle cure dell’Associazione e degli operatori di S.O.F.I.A. per la famiglia, che proporranno, di volta in volta, diverse attività legate a terapie non farmacologiche. Il nome dell’iniziativa è “Sabato in città” ed è sostenuta da Fondazione CRT.
Da segnalare, tra le imminenti attività della de Banfield, anche il ritorno, da lunedì 25 novembre, del Mercatino di Natale: le volontarie dell’Emporio della Solidarietà porteranno anche quest’anno le loro creazioni nell’atrio della Camera di Commercio in piazza della Borsa a Trieste. Attraverso una donazione sarà possibile ricevere un panettone o un pandoro avvolto da una delle loro borse fatte a mano. Come ogni anno saranno disponibili anche i sacchetti di cioccolatini. Tutte le donazioni verranno destinate alle attività a domicilio dell’Associazione.

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In copertina, ecco il Flash Mob a Città Fiera nella passata edizione.

 

“Strumîrs e Zambarlans”, la rivolta in Friuli del 1511 questa sera in prima assoluta al Teatro Giovanni da Udine

Un cast composto da alcuni degli attori più apprezzati del territorio (Paola Aiello, Manuel Buttus, Serena Costalunga, Flavio D’Andrea, Alessandro Maione, Paolo Mutti, Nicoletta Oscuro, Jacopo Pittino, Federico Scridel, Maurizio Fanin) assieme a un coro altrettanto di livello (Juliana Azevedo, Caterina Di Biaggio, Laura Giavon, Alba Nacinovich, Danilo Favret, Stefano Monino, Pierluigi Manzoni, Simone Zoletto) saranno i protagonisti di “Strumîrs e Zambarlans”, nuova importante produzione del Teatri Stabil Furlan, realizzata in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che ospiterà la prima assoluta questa sera, alle 20.30. Lo spettacolo è stato presentato al foyer ridotto del Teatrone alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, del consigliere del Comune di Udine, con delega al Friulano, Stefania Garlatti-Costa; del presidente del Tsf, Lorenzo Zanon; del direttore artistico, Massimo Somaglino, assieme al regista, Ferruccio Merisi, e al compositore Marco Maiero. Per l’occasione erano presenti anche il presidente della V commissione della Regione Fvg, Diego Bernardis; il presidente dell’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean, Geremia Gomboso; la vicepresidente della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, Diana Barillari; mentre in rappresentanza dell’Arlef c’era Rossella Dosso.
«ll teatro, ancora una volta, si dimostra strumento vivo di memoria e coscienza collettiva, capace di interrogare il nostro presente attraverso il racconto del passato. La rappresentazione acquista ulteriore forza e autenticità grazie all’uso del friulano, che non solo valorizza la nostra lingua e cultura, ma rende ancora più coinvolgente una pagina cruciale della storia della nostra terra – ha sottolineato il presidente Bordin -. Ritengo importante, oggi più che mai, riflettere su quanto questo spettacolo evidenzi i meccanismi di potere, tematiche che, seppur storiche, mantengono un forte valore simbolico. Un ringraziamento agli artisti, agli organizzatori e a chi ha creduto in questa produzione che ha riportato alla luce una pagina così significativa dell’identità friulana. Non perdiamo, quindi, questa occasione per immergerci in uno spettacolo che unisce storia, cultura e profonda riflessione sociale». «Ringrazio il Tsf per essere diventato un vero laboratorio culturale e artistico, che è ciò che serve per portare avanti la lingua e l’identità friulana e renderla interessante alle nuove generazioni. Ringrazio anche per averlo fatto con questa opera di Alviero Negro, un dei grandi friulani e udinesi del Novecento», ha affermato invece Stefania Garlatti-Costa.

Il cast dello spettacolo teatrale.

LA PRODUZIONE DI PUNTA DELLA STAGIONE – Come ha precisato il presidente Zanon, “Strumîrs e Zambarlans” sarà «la produzione più importante di questa stagione» per lo Stabil, non solo per l’alto numero di maestranze coinvolte, ma anche per l’impegno profuso per realizzarlo: “Questa pièce è stata voluta dal cda con forza. L’obiettivo è quello di valorizzare una pagina della storia del Friuli, ancora poco conosciuta (peraltro, quello di favorire anche conoscenza storia oltre che della lingua e della cultura, è uno degli obiettivi statutari). Si tratta di un lavoro impegnativo sotto ogni profilo, ma che abbiamo voluto realizzare convintamente».

UNA VICENDA STORICA CHE NON MOLTI CONOSCONO – “Strumîrs e Zambarlans”, testo scritto, in friulano, nel 1978, da Alviero Negro, racconta quella che è considerata la rivolta popolare più vasta e tragica del Rinascimento italiano, passata alla storia come “la crudel zobia grassa”: le violenze del Giovedì Grasso del 1511 che, dalla città di Udine si estesero a tutto il Friuli con massacri e saccheggi ai danni della nobiltà locale, già divisa in due fazioni in lotta, parte con i veneziani (gli Zambarlani, capeggiati da Antonio Savorgnan), parte con gli Asburgo (gli Strumieri della famiglia della Torre e di tutta la nobiltà solidale a essa), ai tempi della calata in Friuli di Massimiliano d’Austria. Nel testo sono contrapposti la classe nobiliare e il sottoproletariato rurale. Da un lato vengono analizzate le trame del potere nobiliare nel contesto amministrativo e nella paventata situazione di pericolo per l’invasione straniera, dall’altro viene fatto rilevare come il popolo rimanga escluso dalla storia, patendone eventualmente solo le conseguenze.

METAFORA VALIDA IN OGNI TEMPO – Ravvedendo in questa vicenda una metafora valida in ogni tempo e luogo, il direttore Somaglino, ha ricordato come «Il tratto di attualità di “Strumîrs e Zambarlans” sta nel rapporto che c’è tra classi superiori e subalterne. Mentre i primi discutono delle opportunità di stare da una parte o dall’altra, il popolo si sente autorizzato a compiere misfatti e delitti. Un sistema che possiamo rintracciare anche oggi, con chi sta al potere che è troppo impegnato a decidere quale sia l’opportunità migliore, dimenticando il ruolo di faro per un popolo confuso e che pensa di poter agire, dunque, in qualunque modo, anche il peggiore».

UN FRIULI CAPACE DI RAPPRESENTARE L’INTERA UMANITÀ – Il regista, Ferruccio Merisi, che ha curato anche l’adattamento del testo originale di Negro, ha invece raccontato come «L’idea è quella di un oratorio civile corale, che rivive e medita la scrittura di Alviero Negro. Ad essa ho voluto dare un sapore contemporaneo, con una riduzione rispettosa e insieme però ritmica e contrastata, appoggiata sui valori del testo stesso, che sono: la lingua, armonica, ben risonante, a tratti poetica e non banalmente popolaresca; il gioco teatrale dei personaggi; la pregnanza dei riferimenti storici che, ben misurati e confrontati con le vicende umane del gruppo protagonisti, producono una progressione dolente e commossa verso il precipitare del dramma. Un gruppo di ottimi attori molto solidale e creativo, e un coro di otto elementi per le musiche originali del Maestro Marco Maiero, costituiscono l’ambiente umano di questo rito di meditazione, che ritrae, ieri come oggi o meglio ieri “per” oggi, un Friuli capace di rappresentare l’intera umanità. Siamo, ieri per oggi, all’inizio di una guerra di invasione, o di un “sconfinamento “, e andiamo a osservare come la guerra finisce per ammalare anche la piccola comunità che la subisce».

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA MUSICA – È dunque chiaro come la musica abbia un ruolo cruciale nella messa in scena. Lo ha spiegato Marco Maiero, che ha curato sia la stesura, originale, del testo che della musica: «È un rafforzamento della narrazione, un preludio agli eventi, alle dinamiche drammaturgiche. I canti del coro – sempre presente in scena – nascono direttamente da ciò che viene raccontato nel copione, diventando parte integrante dello svolgimento dell’azione teatrale».

La presentazione a Udine.

I biglietti saranno disponibili in prevendita esclusivamente online, sul circuito VivaTicket. Nei giorni di spettacolo, la biglietteria sarà aperta un’ora prima dell’inizio dell’evento nel luogo dove si svolge la rappresentazione per l’acquisto dei biglietti fisici. Si ricorda inoltre che il Teatri riconosce un ingresso omaggio all’accompagnatore che assiste persone diversamente abili.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Teatri Stabil Furlan www.teatristabilfurlan.it, 392.3273719, Facebook, Instagram

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In copertina, la “crudel zobia grassa” raccontata da Tonino Cragnolini.